Dalle prime ore del mattino, i carabinieri del Comando Provinciale di Catania e del Nucleo Operativo Ecologico stanno eseguendo su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia, un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale etneo nei confronti di 14 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, estorsione e rapina, commessi con il metodo mafioso, usura, corruzione, falso in atto pubblico e traffico di influenze illecite. Arrestati, tra gli altri, Nino e Carmelo Paratore, proprietari del lido “Le Piramidi” della Plaia e prestanome del boss Maurizio Zuccaro, già detenuto al 41 bis, nipote del boss Nitto Santapaola. IN AGGIORNAMENTO

Disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 6 imprese e dei rispettivi beni aziendali il cui valore complessivo è stimabile in almeno 50 milioni di euro, eseguito da personale del G.I.C.O. della Guardia di Finanza

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno consentito di far emergere le condotte criminali poste in essere nel settore del traffico dei rifiuti da due imprenditori locali, padre e figlio, soggetti peraltro appartenenti a “Cosa Nostra” catanese legati direttamente ad un boss per il quale agivano anche quali prestanome, con la conseguente realizzazione di enormi guadagni derivanti dalla gestione e dal trattamento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale, anche grazie alla connivenza di pubblici funzionari della Regione Sicilia deputati al rilascio delle autorizzazioni.

In mattinata saranno resi noti i dettagli dell’importante operazione.