Siamo chiaramente alle battute finali. Un comunicato dell’amministrazione Bianco sull’ultima pronuncia della Corte, presentato come ad essa favorevole, suscita subito curiosità e perplessità. In realtà è durissima e senza precedenti la delibera della Sezione di Controllo della Corte dei Conti ma evidentemente al comune l’hanno letta al contrario.

Da mesi la giunta comunale è sulla graticola per l’acclarata incapacità di venire a capo di una situazione finanziaria che si aggrava ogni giorno, arrecando danni sempre più pesanti alle prossime generazioni.
Decine le pronunce, diffide, delibere della Corte dei Conti che ad ogni verifica ne dichiara l’ulteriore deterioramento.
Altrettanto pesanti le costanti denunce dei consiglieri di opposizione, alcune delle quali già finite in procura.

In questo contesto ha quindi stupito non poco il comunicato dell’Amministrazione Bianco giunto alle 12.21:

comunicato

Bisogna leggerlo con attenzione. E anche rileggerlo.

E’ chiaro.

L’amministrazione Bianco sostiene in pratica che quasi quasi la Corte dei Conti le fa i complimenti, afferma che “tutti i rilievi si appuntano sul vecchio piano” e persino la decisione più pesante, cioè di non approvare il suo piano di riequilibrio e di rinviarlo alla Sezione delle Autonomie (competente in realtà per la formale dichiarazione di dissesto!) sia addirittura una brillante richiesta della stessa amministrazione.

Siamo al capolavoro della mistificazione, oltre la più spudorata delle propagande nere immaginabili.

Infatti, sollecitati da questo spettacolare comunicato, ci affrettiamo a procurare il documento originale della Corte, che pubblichiamo integralmente in calce all’articolo, e rimaniamo persino sorpresi per la spietata durezza di giudizi espressi in ogni pagina delle ben 44 che la Corte dedica all’attuale situazione del comune.

Attuale!

Ed è infatti più volte ribadito con chiarezza che proprio negli ultimi tre anni la situazione si è aggravata in modo tale da rendere evidenti “i presupposti per la dichiarazione di dissesto”.

E’ proprio a questo ci si riferisce quando la scrivente sezione della Corte dichiara di sospendere il giudizio sul piano presentato dall’amministrazione Bianco, a causa delle numerose irrisolte incongruenze, rinviandolo alla Sezione per le Autonomie competente ad attivare la procedura per, appunto, la dichiarazione di dissesto.

Siamo quindi alle battute finali.

Venendo al dettaglio, si legge: 

“I dati precedentemente esposti, invece, evidenziano come la programmata definitiva risoluzione delle criticità riscontrate nel corso degli ultimi esercizi finanziari non risulti affatto dimostrata; al contrario si manifesta un evidente e significativo aggravamento delle situazioni rappresentate al momento dell’approvazione del piano… nel caso specifico del comune in questione, già in sede di verifica relativa al secondo semestre 2014 e ancor maggiormente attraverso la valutazione dei due semestri relativi all’esercizio 2015, è dato riscontrare la presenza proprio di tutti quegli indicatori individuati nella predetta deliberazione.”

Per giungere alla decisione finale della dichiarazione di dissesto, che a questo punto apparebbe davvero illogico che non ci si arrivasse rapidamente, la Corte spiega che, “come espressamente riconosciuto dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sentenza n. 4/1998), non può non evidenziarsi che la dichiarazione di dissesto risulta comunque funzionalizzata a favorire l’avvio di un percorso di risanamento virtuoso indirizzato al ripristino degli equilibri di bilancio e di cassa, così da permettere una completa funzionalità dell’amministrazione e, al contempo, il risanamento finanziario e la salvaguardia della parità di trattamento tra i creditori.”

E qui uno dei giudizi trancianti sull’amministrazione in carica, che ne mette in dubbio non solo l’incapacità, ma persino l’attendibilità: “Tale situazione, nel caso del comune di Catania, risulta considerevolmente aggravata, come accertato a seguito delle verifiche relative al secondo semestre 2014 e al primo e secondo semestre 2015, e consente inoltre, con ragionevole certezza, di potere riscontrare che la rappresentazione delle passività già esistenti e di quelle potenziali al momento dell’approvazione del piano, in considerazione dei dati emersi dalle verifiche sopra menzionate, non possa essere considerata attendibile in quanto risultano sottostimati in modo evidente i fattori di squilibrio realmente sussistenti a carico dell’ente.”

La pesante pronuncia è piena di richiami alle inadempienze, ritardi ed omissioni con cui l’amministrazione ed anche l’organo di controllo dei revisori dei conti, tutti eletti, lo ricordiamo, dalla stessa maggioranza che sostiene Bianco, rendono complicata l’attività d’indagine della Corte, fornendo spesso dati incompleti o addirittura non rispondendo alle richieste di chiarimenti o documentazione.

Una serie imbarazzante di accuse molto gravi.

Infatti la conclusione appare definitiva: “Tali elementi inducono la Sezione a ritenere sussistenti i presupposti per la dichiarazione di dissesto che, in assenza di un’autonoma determinazione dell’ente… la relativa procedura potrà essere avviata, sulla base del combinato disposto dell’articolo 109 bis della legge regionale 15 marzo 1963 n. 16 e di quanto disposto dall’articolo 58, comma 1, della legge regionale n. 26 del 1993, con l’intervento dell’Assessore regionale delle Autonomie Locali in luogo del Prefetto.”

Ora, cos’abbiano letto gli esperti dell’amministrazione Bianco per arrivare ad  emanare quel comunicato giubilante, è proprio difficile capire.

La Città ha bisogno di mettere un punto fermo e ripartire con una nuova classe dirigente, prima che finisca in tragedia.

Leggi la pronuncia della Corte dei Conti 185 del 5 ottobre 2016