Alla fine è accaduto: alle 23.32 del 12 dicembre 2018, Catania è la prima grande città della storia d’Italia che entra nel tunnel delle procedure fallimentari. La sua gente soffrirà, noi soffriremo. Catania la Splendida, Catania la Barocca, Catania unica al mondo che consente ai suoi scelerati abitanti di andare al mare ed al contempo sciare, ricca di storia, capitale del Mediterraneo è stata devastata e adesso dovrà assaggiare il ferro del carnefice. L’ultima volgarità, l’assenza ingiustificabile di quel personaggio incredibile che da questa città ha avuto tutto, troppo, quel tal Enzo Bianco venuto da Aidone per depredarla di ogni speranza usandola per una carriera inspiegabile, costruita sui mutui assurdi contratti per finanziare spesa corrente che ancora stiamo pagando e che resta, questa sua “fortuna”, la maggior onta di questo epilogo: questo signore non ha avuto neanche la creanza di presenziare al funerale di una madre troppo generosa. Speriamo di non rivederlo più e di non doverne più parlare: se ne occupino i tribunali! Intanto, FORZA CATANIA, MELIOR DE CINERE SURGI!

Lo sapevamo, l’agonia è stata lunghissima ma non si è mai abbastanza preparati, come quando si sa che si sta per perdere una persona cara e la si assiste al capezzale: l’ultimo istante è sempre traumatico e questa volta è un freddo atto amministrativo a fare strame di secoli di progresso e prestigio, lasciando un amaro in bocca che infastidisce e contiene il sapore del disprezzo per chi ha causato questa tragedia di sadico cinismo.

Adesso è tardi, molto tardi e siamo stanchi: su questa vicenda abbiamo scritto per anni centinaia di articoli, al momento non occorre aggiungere nulla, riportiamo il comunicato giunto all’1.08 dal Comune di Catania che riassume quanto accaduto in consiglio comunale.

Adesso si è messo comunque un punto fermo ad anni di scelleratezze, servando a futura memoria la vergogna di aver votato gente assurda, cialtroni indefinibili: occorrerà grande forza d’animo e senso di responsabilità per rimettere in piedi una comunità così spietatamente stuprata da un manipolo di malfattori che hanno banchettato per decenni sulle sue spoglie senza costruire nulla, senza lasciargli la minima speranza: hanno nomi, cognomi e patrimoni.

Speriamo la magistratura adesso faccia in fretta a dare un segnale di esistenza in vita, faccia in fretta a dare un segnale alla Città ed all’Italia tutta, soprattutto alle prossime generazioni ed alle prossime classi dirigenti: NON SI PUÒ AMMAZZARE UNA CITTÀ INTERA E RIMANERE IMPUNITI!


Il Consiglio comunale ha dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Catania

Con ventisette voti favorevoli e due astenuti, il consiglio comunale di Catania, a tarda sera, ha dichiarato il dissesto economico finanziario del Comune di Catania.

Il sindaco Salvo Pogliese in apertura di seduta ha ricostruito i passaggi che hanno portato al default dichiarato dall’assemblea cittadina; a partire dalle deliberazioni  n.153 e n.154  del 4 maggio scorso della sezione controllo della corte dei conti siciliana, fino al pronunciamento del 7 novembre della sezioni riunite di controllo della Corte di Conti, che hanno respinto il ricorso in appello che era stato presentato dall’Amministrazione Comunale.

“Abbiamo provato in ogni modo a evitare il dissesto, coi mezzi legali e le norme previste dal decreto milleproroghe -ha detto il sindaco Pogliese- ma la decisione dei giudici contabili non lasciava spazio a interpretazioni diverse dalla presa d’atto della condizione di dissesto. Un fatto traumatico -ha aggiunto- anche perché, siamo la più grande città italiana in questa condizione di default, per via della situazione debitoria di 1,6 milioni di euro che abbiamo trovato. E certo non è un caso che il legislatore abbia voluto che a decretare il dissesto fosse il consiglio comunale, cioè la massima espressione democratica, dove si raccolgono tutte le espressioni e le sensibilità politiche della città per comune assunzione di responsabilità.”

“Non è il momento –ha proseguito Pogliese- di parlare come si è arrivati a questo stato di cose, anche perché compete ad altri organi accertare le responsabilità -ha aggiunto il primo cittadino- devo ricordare, però, che la Corte dei Conti ci ha imposto di adottare una delibera di misure correttive di 449 milioni di euro per le criticità gestionali  rilevate nel triennio 2014-2017, varata nello scorso mese di settembre sempre da questo consiglio comunale. Il mio impegno sarà totalizzante a far si che il peso di questo dissesto non ricada sulle fasce più deboli della popolazione che ci impegniamo  garantire in ogni modo. Non dobbiamo pensare –ha proseguito- che il dissesto sia l’Apocalisse e questo messaggio positivo lo vedo recepito dalle tante risposte positive al nostro appello agli imprenditori a contribuire economicamente per accendere le luci di Natale e celebrare insieme un nuovo anno all’insegna del cambiamento.Catania –ha concluso Pogliese- è abituata a risorgere dalle proprie ceneri e ci riuscirà anche stavolta”.

Dopo una sospensione di un’ora dei lavori d’aula per la mancanza del numero legale, alla ripresa, il consiglio ha deliberato dapprima il bilancio consolidato del 2017 e poi è entrato nel merito dell’atto di dichiarazione di dissesto. Il provvedimento deliberativo, redatto dalla ragioniera generale Clara Leonardi, è stato illustrato in aula dal vicesindaco e assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi.

Dopo oltre due ore di dibattito, il sindaco Pogliese ha brevemente replicato alle sollecitazioni delle opposizioni ricorrendo a una metafora calcistica: ”Proprio stasera  allo stadio Massimino -ha detto- il Calcio Catania pur non giocando benissimo ha vinto, su calcio di rigore, nei minuti di recupero. Siamo abituati alle difficoltà, ma siccome sono un ottimista congenito, sono sicuro che ce la faremo anche stavolta a vincere la nostra partita, voltando finalmente pagina con l’impegno dei tanti che vogliono bene a questa città, a prescindere dalle appartenenze politiche,”.

Su richiesta di diversi consiglieri, primo firmatario Andrea Barresi, l’assemblea cittadina ha anche votato all’unanimità un ordine del giorno che impegna l’Amministrazione  a garantire le spettanze ai lavoratori  del Comune e delle partecipate. Infine, alle  23,30 il consiglio comunale ha deliberato, senza nessun voti contrario dei 29 consiglieri presenti , la dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente.


Amen!