Disavanzo alle stelle, utilizzo spropositato delle anticipazioni di tesoreria, fondi vincolati utilizzati per la spesa corrente, debiti in continuo aumento e piano di riequilibrio mai rispettato: per il resto solo chiacchiere e propaganda. Il documento integrale di convocazione della Corte dei Conti

Abbiamo assistito allibiti alla vicenda dell’appalto per la redazione del nuovo, ennesimo “piano finanziario”: in qualsiasi realtà civile sarebbe bastato molto meno per mandare a casa un’amministrazione rea confessa di irrisolvibile incapacità.

Adesso la Corte dei Conti, nell’atto di convocazione del sindaco Bianco per il prossimo 31 maggio, assesta l’ultimo ceffone ad un’amministrazione che sta dimostrando di non riuscire a realizzare nessuno dei propri punti programmatici e men che meno a rispettare gli impegni di risanamento imposti da una situazione in costante peggioramento, giunta ormai al punto di non riuscire a garantire nemmeno i servizi essenziali.

Scrive infatti la Corte che il comune di Catania presenta “un’esposizione debitoria, al 31.12.2015, in notevote aumento rispetto a quella rappresentata al momento dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario.”

Gravissima poi la gestione finanziaria: “l’Ente, nel 2014, fa ricorso all’anticipazione di liquidità di cui al decreto legge n. 102/2013, da restituire in 30 anni, provvedendo alla relativa modifica del piano di riequilibrio, che non risulta trasmessa a questa Sezione di controllo. L’importo complessivo dell’anticipazione da rimborsare è pari ad € 182.599.056, con un aggravio di spesa per gli interessi passivi di € 68.101.153, per la cui copertura l’Ente ha individuato delle risorse finanziarie (risparmio conseguente alla presa in carico da part.e del Ministero della Giustizia delle spese relative al funzionamento degli Uffici Giudiziari e risorse provenienti dalla remunerazione tariffaria dei cespiti gas) che, allo stato, non risultano essere state definite con certezza.”

E ancora denuncia il “notevole incremento del disavanzo di amministrazione che da €. 140.106.000 al 31.12.2011 risulta aumentato, al 31.12.2014, ad € 169.706.813 Detto disavanzo, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui operato ai sensi del decreto legislativo n.118/2011, risulta, allo stato, rideterminato nell’ammontare complessivo di € 580.987;” e secondo la Corte “la situazione potrebbe ulteriormente essere aggravata dall’assenza di controdeduzioni, da parte dell’Ente, circa l’esiguo ammontare delle risorse finanziarie liberate.”

Anche sulla reale situazione delle società partecipate la Corte avanza pesanti dubbi: “i debiti fuori bilancio relativi alle società partecipate, denunciati al momento dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario, risulterebbero riconosciuti e pagati tramite l’anticipazione di liquidità ottenuta dalla CC.DD.PP . Ciò nonostante risultano, alla data del 31.12.2014, posizioni debitorie nei confronti degli organismi partecipati non ancora definite, con particolare riferimento a Sidra spa, nei confronti della quale risulta un’esposizione debitoria di circa 41 mln di euro, e posizioni debitorie/creditorie non conciliate con le altre società partecipate.”

Con riferimento alla situazione debitoria del Comune di Catania  la Corte preme a “ribadire, in questa sede, che non risultano prodotti, seppur richiesti, gli accordi definiti, con l’assenso da parte dei creditori, in merito alle proposte di rateizzazione dei debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti, ricompresi o meno nel piano di riequilibrio pluriennale, per i quali è previsto il fmanziamento/pagamento negli esercizi futuri e che una consistente parte dei debiti fuori bilancio emersi nell’esercizio 2015 costituiscono oggetto di accordi transattivi con la controparte, il cui esito positivo, in termini di minore importo rideterminato, decorrenza del pagamento e relativa rateizzazione, risulterebbe risolutivamente condizionato, a pena di decadenza dell’accordo, al relativo riconoscimento da parte del! Consiglio comunale dell’Ente entro il termine già trascorso del 30 aprile 2016 (come nel caso di Europea 92) e del 30 giugno p. v.”

La Corte denuncia quindi “una situazione finanziaria, in termini di cassa, che sembra evidenziare rilevanti aspetti di criticità in merito alla capacità dell’ente di garantire gli equilibri di cassa negli esercizi futuri, atteso che  l’ente ricorre costantemente (365 giorni all’anno) e per importi considerevoli all’anticipazione di tesoreria la quale, pur avendo subìto una leggera flessione negli esercizi 2012 e 2013, in termini di importo non restituito al 31.12, risulta aumentata nell’esercizio 2014, con uno scoperto di tesoreria pari a € 95.028.869, con notevole aggravio della spesa per. interessi passivi. La difficoltà di reperire la liquidità necessaria attraverso la gestione corrente risulta comprovata, anche, dal continuo utilizzo, per cassa, dei fondi a destinazione vincolata, ex art. 195, comma 2; del Tuel, per fare fronte al pagamento delle spese correnti e, da ultimo, dall’utilizzo delle risorse del fondo di riserva, per un importo pari a € 2.100.000, per finanziare le spese per gli interessi passivi sull’ anticipazione di cassa e le spese per i servizi residenziali relative alle comunità alloggio, alle case protette e al ricovero degli anziani.”

Queste modalità di gestione da parte dell’amministrazione Bianco, secondo la Corte, non sarebbero conformi alla normativa vigente, violando diversi articoli del Testo Unico degli Enti Locali, dal 166 a vari commi del 243 bis.

Insomma, una situazione sempre più compromessa a fronte di operazioni di mera propaganda come quella della “pista ciclabile” del Lungomare che resta l’esempio più chiaro della capacità di gestione dell’amministrazione Bianco che in tre anni non è riuscita a realizzare assolutamente nulla se non promesse sempre più grottesche.

Adesso c’è solo da attendersi che la Corte dei Conti tragga le conseguenze necessarie a far uscire Catania da questa palude in cui è costretta da troppo tempo.

I dati contenuti nella convocazione del sindaco Bianco da parte della Corte dei Conti per il prossimo 31 maggio 2016