Scadenze, debiti da saldare e quadri tecnici della squadra da rinnovare. Al via la quarta estate torrida catanese, nel mirino risanamento e rilancio, parole ormai note da trasformare con ogni mezzo in fatti

Giugno mese di fuoco alle falde dell’Etna. Non soltanto perché si intravedono i primi scorci di torrida estate, ma anche perché sul fronte calcistico c’è un Catania alla ricerca dei tasselli per partire nel modo migliore nella prossima stagione che incombe già. Quanti nodi da sciogliere per il direttore Pietro Lo Monaco, a partire dall’ennesima tormentata iscrizione, mazzata che mette alla prova l’operato del dirigente, già abile in ogni caso a dimezzare i debiti del club rossazzurro. Spese che si accumulano, e non sono poche, così come non sono pochi i passi da muovere per andare a comporre il puzzle squisitamente tecnico della squadra, per certi versi da rifondare anche in base alle esigenze del nuovo allenatore.

E salvo clamorosi colpi di scena il nome per la panchina c’è già, così come una intesa di massima sul contratto da andare a firmare e sullo staff da formare. Parliamo di Cristiano Lucarelli, a lungo corteggiato da diverse realtà di Lega Pro dopo il convincente campionato portato a termine a Messina. L’ufficialità non è ancora arrivata, non sono mancati incontri con altri tecnici negli scorsi giorni per non rimanere impreparati in caso di sorprese.

Dopo aver posizionato questa fondamentale pedina dello scacchiere prenderà il via la “selezione” dei giocatori. Molti gli addii, specialmente per il reparto difensivo, mentre cominciano a farsi strada alcuni nomi in entrata, da Blondett a Reginaldo, ma per il momento è presto per fare scommesse sui nomi.

Qualcosa si muove, ma ancora debolmente, ancora distanti perché nel mirino altre date, altre scadenze prendono la scena. Ci sarà da capire anche che risvolti prenderà la rognosa questione Rinaudo e l’ormai famosissimo milione e quattrocentomila euro da versare sulle casse dello Sporting Lisbona. Una vicenda che si trascina stancamente avanti, così come avanti si trascina la piazza e quindi la tifoseria. In attesa dell’anno giusto per ripartire