A quanto pare a Catania basta inviare, da Roma o Palermo, una letterina indirizzata al sindaco Enzo Bianco,  per ottenere in concessione, senza troppi intoppi ed in pochissimi giorni, i luoghi e siti pubblici più importanti della città. Abbiamo visto come lo storico Castello Ursino sia stato di fatto “affidato” ad un’organizzazione privata che propina le “mostre” più improbabili. Adesso, l’ultimo evento è lo Street Food Fest che trasformerà la via Etnea, in un enorme bazar di bancarelle mangerecce. Tanto per farlo sapere: volete la via Etnea di Catania? Bene, l’amministra Bianco “affitta” il salotto buono della nona città d’Italia per ben 10 giorni consecutivi alla modica cifra di 5.150 euro. Poi, se nel recente passato avete per caso gestito una o più Feste dell’Unità del Partito Democratico e magari quella nazionale del 2016 alla Villa Bellini, magari avete un requisito in più. Ma la legge?

Appunto, la legge: figuriamoci. A Catania? Con tutto quello che sta succedendo tra appalti saltati, proroghe e “transazioni” milionarie?

Ma vediamola sta “legge”. Sono numerosissime ormai le sentenze amministrative, contabili e persino penali che stabiliscono un principio decisamente acclarato: “I beni pubblici non sono “cosa” del sindaco di turno che può concederli a chi vuole!”

Da ultimo la recente e fondamentale sentenza del Consiglio di Stato 2914/2017: Il Comune è tenuto a indire sempre una gara pubblica per la concessione di un bene di proprietà pubblica in favore di soggetti che vogliano insediare un’attività economica, anche in presenza di una sola istanza presentata. I principi euro-unitari di tutela della concorrenza, trasparenza, favor partecipationis, non ammettono sconti alla luce del presupposto fondamentale per cui ogni volta che la Pa intenda offrire sul mercato un’occasione di guadagno su propri beni deve consentirlo a tutti.”

Non ci addentriamo nella disputa giuridica che tuttavia sarebbe molto interessante approfondire perché vi si affermano principi davvero importanti.

Ma torniamo subito al caso catanese.

Dalla determina 06/542 del 7 maggio 2018 assunta dal direttore “Sviluppo Attività Produttive – Tutela del Consumatore” dell’amministrazione Bianco dr. Alessandro Mangani, apprendiamo che l’8 marzo 2018 il signor Piergiorgio Martorana, amministratore unico della società Admeridien di Palermo, “ha presentato istanza presso il Gabinetto del sindaco” per ottenere la concessione della via Etnea da via Prefettura alla Villa Bellini per un evento enogastronomico.

In pratica monteranno bancarelle e strutture varie occupando il suolo della centralissima e prestigiosa via Etnea di Catania per 10 giorni dal 13 al 23 di maggio.

La superficie occupata sarà di 532 metri quadri ed il Gabinetto del Sindaco concede il nulla osta in data 4 maggio 2018.

Sempre da questa determina del direttore Mangani col nulla osta del Gabinetto del sindaco Bianco, apprendiamo che metter su un’operazione simile, col business che comporta, costa a chi ottiene la concessione appena 5.150, 67 euro di cui le disastrate casse comunali probabilmente neanche si accorgono.

È un bell’affare, quasi quasi facciamo istanza per organizzare un bel “Festival della Legalità e dell’Arancino”. Vedremo.

Di certo, a richiamare solo come esempio la sentenza citata prima, le norme sono state platealmente violate: l’amministrazione Bianco, ricevuta l’istanza della Admeridiem di Palermo, doveva assolutamente emanare quanto meno un avviso pubblico che avrebbe consentito ad eventuali concorrenti, magari catanesi, di proporre alternative migliorative nel rispetto della par condicio, stimolando tra l’altro, come richiede la legge, una sana competizione vantaggiosa per l’interesse pubblico, e magari anche per le casse comunali.

In questo modo, invece, si è offerto un vantaggio competitivo ingiusto in quella che è un’operazione commerciale dalle prospettive lucrosissime e sulla base di una semplice letterina inviata un paio di mesi fa.

Tra l’altro assolutamente assente ogni principio di trasparenza, non essendo noto in base a quali criteri sono stati assegnati gli spazi agli operatori commerciali che venderanno i loro prodotti enogastronomici ed a quali prezzi questi spazi siano stati affittati.

Come non è noto quanti siano gli operatori catanesi coinvolti nell’affare.

E certo non rasserena il fatto che questa società palermitana, che ha ottenuto addirittura la via Etnea in concessione per soli 5 mila euro per 10 giorni filati, sia la stessa che pare specializzata nella gestione delle Feste dell’Unità del Partito Democratico, che per coincidenza è il partito del sindaco in carica Enzo Bianco, compresa quella nazionale che si è svolta alla Villa Bellini di Catania alla fine dell’estate del 2016.

Non rasserena affatto.