Gli avvocati penalisti si astengono dal lavoro e slitta all’8 maggio il processo per gli stent scaduti impiantati durante sette angioplastiche, eseguite all’ospedale Cannizzaro di Catania. Il gup Fabio Digiacomo Barbagallo nel mese di luglio scorso ha rinviato a giudizio Alfredo Ruggero Galassi, primario del reparto di Emodinamica del Cannizzaro, accusato di abuso d’ufficio e somministrazione di farmaci guasti insieme ai due cardiologi, Salvatore Adriano Azzarelli e Michele Giacoppo. I tre medici dovranno rispondere anche di delitto colposo contro la salute pubblica

La vicenda giudiziaria nasce dopo alcune denunce fatte nel 2013, quando i due cardiologi e il primario del reparto del nosocomio di Catania, durante sette interventi di angioplastica, avrebbero inserito stent medicali contenenti farmaci antiproliferazione scaduti da tempo.

Nel caso sono stati coinvolti anche i fornitori farmaceutici Alessandro Pilo e Salvatore Costanzo, che avevano già fatto richiesta di rito abbreviato. Il pm Agata Santonocito in un primo momento per i due uomini aveva richiesto l’assoluzione, successivamente rigettata dal gup Fabio Digiacomo Barbagallo con la disposizione della restituzione degli atti alla Procura al fine di rimodulare i capi d’imputazione.

Il caso riguardante gli stent scaduti impiantanti all’ospedale Cannizzaro di Catania si divide così in due branche: il primo a carico dei tre medici del reparto di Emodinamica del plesso ospedaliero, mentre il secondo vede come imputati i due fornitori farmaceutici accusati di frode nelle pubbliche strutture. A decidere circa la richiesta di rinvio a giudizio per Alessandro Pilo e Salvatore Costanzo sarà il gup Giovanni Cariolo.

L’ospedale Cannizzaro si trova coinvolto nel processo sotto la duplice veste: come parte civile nel processo rappresentata dal penalista Tommaso Tamburino, e come responsabile civile perché citato in giudizio da alcuni pazienti coinvolti nel caso, filone affidato al legale Franco Passanisi.