L’ex assessore al Bilancio del Comune di Catania, Giuseppe Girlando, è stato rinviato a giudizio, con la prima udienza fissata per il prossimo 6 dicembre dinnanzi la Terza Sezione Penale del Tribunale. A deciderlo il giudice, Simona Ragazzi, che ha accolto la richiesta del Pm Fabio Regolo. L’AUDIO ORIGINALE DEL PRONUNCIAMENTO DEL GIUDICE

Lo stesso giudice Ragazzi stamani aveva rigettato la richiesta del Comune di Catania di essere escluso dalla responsabilità civile, come invece stabilito il 6 marzo scorso. In contemporanea l’ente pubblico aveva anche chiesto di costituirsi parte civile.

Il sindaco Bianco, dunque, avrebbe non soltanto mollato il suo ex assessore, ma sarebbe anche pronto a chiedergli gli eventuali danni. Nel frattempo però, il Comune resterebbe inchiodato alle sue colpe, come chiesto dalle altre parti civili, quindi sarebbe contemporaneamente responsabile e danneggiato.

La vicenda è quella legata alla società Simei, in cui l’ex assessore è accusato di tentata concussione. L’impresa, in gara per l’appalto sull’illuminazione pubblica, avrebbe subìto le “minacce” di Girlando che, per assicurare una transazione di 4 milioni di euro all’azienda, avrebbe chiesto un “piccolo favore”. Gli amministratori di Simei, avrebbero cioè dovuto, in cambio della positiva soluzione, fare pressioni al consigliere Manlio Messina per convincerlo ad esprimere parere favorevole sulla delibera di giunta legata al “nodo Sostare”, evitando così eventuali ostacoli all’approvazione del provvedimento consiliare.

Girlando, difeso dall’avvocato Carmelo Peluso, era stato denunciato ai Carabinieri di Catania da Gianluca Chirieleison, direttore generale della Simei, ormai fallita. Il dirigente portò alle forze dell’ordine alcune registrazioni come prova schiacciante della condotta dell’ex assessore. Oltre a Chierieleison si è costituita parte civile nel processo a carico di Girlando, anche Maria Cristina Ferranti, moglie di Chirieleison e amministratore unico di Simei. Entrambi sono difesi dall’avvocato Costantino.

Ad avanzare l’istanza di poter considerare il Comune come possibile danneggiato, stamattina nel corso dell’udienza davanti al Giudice, è stato il legale dell’Avvocatura comunale Agata Barbagallo, su preciso mandato del sindaco Enzo Bianco.

Una scelta sorprendente che probabilmente avrà creato non poche tensioni a Palazzo degli Elefanti, anche perché il primo cittadino aveva sempre difeso, almeno fino a ieri, il suo ex amministratore. Evidentemente avrà cambiato idea, forse anche in vista di un eventuale pronunciamento della Corte dei Conti che ha già l’ascia di guerra in mano, tra numeri che non tornano e decisioni su default del Comune da prendere.

A commentare la fine del procedimento preliminare contro Giuseppe Girlando è stato il direttore della Simei Chirieleison: “Volevo semplicemente complimentarmi per il lavoro svolto fino a ora l’arma dei carabinieri, in particolare il maggiore Angelo Santo, e il dottore Regolo che hanno seguito le indagini. Questo lavoro congiunto ci ha permesso di ottenere quanto abbiamo appena udito in aula, ovvero il rinvio a giudizio di Giuseppe Girlando. Adesso ci prepareremo per il processo e cercheremo di affrontarlo nel migliore dei modi, con la massima serenità e facendo luce sulla vicenda. Sappiamo di agire in modo trasparente come sempre”.

L’imprenditore, inoltre, ha colto l’occasione anche per chiarire ulteriolmente i presupposti che avrebbrero spinto Girlando a chiedere di fare pressione sul consigliere Manlio Messina. “Io e Manlio Messina ci conosciamo dai tempi della scuola, essendo stati appunto compagni di classe. Durante la nostra lunga amicizia però, non abbiamo mai mischiato i nostri rapporti personali con il lavoro. Manlio Messina, infatti, ha conosciuto quanto accaduto con Girlando solo poco tempo prima che diventasse di dominio pubblico. Qualcuno ha erroneamente pensato che la nostra amicizia potesse tornare utile, si sbagliava! Io ho sempre svolto il mio lavoro lontano dalla politica”.

 

L’audio originale del pronunciamento del giudice