Il caso del “giroconto” da 42 milioni di euro continua ad essere al centro del dibattito in Consiglio comunale. Il consigliere Manlio Messina annuncia l’invio di un esposto alla Procura della Corte dei Conti: “Gli organi competenti sono stati informati dell’accaduto. Adesso sta a loro decidere della legittimità”

 “Continuiamo ad essere convinti dell’errata procedura utilizzata dall’amministrazione Bianco nello spostare le somme dal conto della vecchia AMT alle casse comunali” afferma ai microfoni di SUD il consigliere di Fratelli d’Italia Manlio Messina.

Al centro della polemica, ancora una volta, i “bonifici” da 42 milioni di euro tra l’Amt in liquidazione e il Comune di Catania.

“L’atto secondo noi è illegittimo – continua Messina – ma siamo consapevoli che non è nostro compito giudicare”.

Pronto quindi l’esposto diretto alla Procura della Corte dei Conti. Cinque le richieste avanzate dal consigliere Messina:

– se sia legittimo il trasferimento dei fondi del DL 35/2013 dai conti correnti dell’Azienda Municipalizzata AMT al conto corrente del Comune di Catania;
– la congruità e correttezza delle procedure amministrative e contabili poste in essere dai funzionari competenti in merito al trasferimento dei fondi; 
– se sussistano profili di responsabilità amministrativa e/o contabile a carico degli Amministratori e dei funzionari che hanno posto in essere le procedure relative al trasferimento dei fondi in favore del Comune di Catania; 
– l’eventuale danno contabile prodotto;
– l’eventuale responsabilità dei soggetti coinvolti nella procedura”.

Rilievi, quelli denunciati dal consigliere di Fratelli d’Italia, che se accertati andrebbero a sommarsi alla già disastrosa situazione denunciata più volte dalla stessa Corte dei Conti nelle numerose lettere di richiamo inviate all’ente Comune.

“È stata informata anche la Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare è stata presentata da Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera”.

E l’interrogazione di Rampelli riassume la gestione economico-finanziari degli ultimi anni, nella quale il trasferimento da 42 milioni di euro figurerebbe come la ciliegina sulla torta: lo stato di pre-dissesto, il mutuo trentennale da 196milioni di euro al tasso del 2,27% acceso nel 2014, il conto corrente di tesoreria con una passività di 130 milioni, la vendita del patrimonio immobiliare del Comune a copertura del 5% del nuovo piano di riequilibrio (da varare).

Per tutto questo – e per l’anomala procedura sui “bonifici”tra vecchia Amt e Comune di Catania – Fabio Rampelli chiede al Ministro dell’Economia e Finanza e al Ministro dell’Interno:

“- se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti riportati in premessa;
– se non intendano adottare iniziative per procedere a verifiche e controlli, anche documentali, dei fatti sopra esposti che giustifichino il trasferimento dei fondi del DL 35/2013 dai conti dell’AMT in liquidazione al conto del Comune di Catania, rendendo noto l’impiego delle somme in oggetto eventualmente stornate; 
– quali iniziative verranno intraprese una volta accertate le evidenti anomalie procedurali in violazione del DL 35/2013; 
– se non ritengano che nell’elenco di beni proposti alla vendita siano presenti beni inalienabili  e, poiché inseriti nel piano di rientro, a garanzia in caso di dissesto finanziario del Comune di Catania”.

“Seppur convinti dell’illegittimità di queste azioni, sappiamo di non dover essere a dover giudicare” conclude Manlio Messina “Attendiamo adesso il riscontro delle verifiche degli organi competenti”.

Verifiche che in parallelo continuano anche nel Collegio dei Revisori dei Conti guidato da Fabio Sciuto e nella Commissione consiliare bilancio: da votare uno dietro l’altro il piano di riequilibrio, il bilancio di previsione (sul quale già pende la spada di Damocle del commissario ad acta) e il DUP, il Documento Unico di Programmazione.

“Non siamo riusciti a reperire i documenti richiesti” ha denunciato a tal proposito il consigliere del gruppo misto Sebastiano Arcidiacono.

“Come commissione – e io personalmente in qualità di consigliere – avevamo fatto richiesta dei documenti relativi al saldo di tesoreria al 30 e dei movimenti di cassa del mese di agosto. Non ci è pervenuto niente e i due dirigenti di settore è da una settimana che non si presentano in ufficio” ha continuato Arcidiacono nel suo intervento in aula al consiglio di ieri. 

“La mancanza di trasparenza è terreno fertile per il malaffare” conclude.

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