“Gli utenti dovrebbero pagare in base a quanto realmente usufruiscono del servizio loro dato (sia che si parli di tariffa (TIA) o di tributo (TARES e TARI)). Non solo, per legge, il servizio di raccolta rifiuti non conferisce nessun utile al gestore; pertanto eventuali risparmi e/o ricavi ottenuti dalla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti (economie, vendita dei materiali recuperabili, finanziamenti, ecc …) dovrebbero andare a vantaggio diretto dei cittadini, contribuendo ad abbassare i costi del servizio e di conseguenza delle bollette”

A dirlo è Giovanni Coppola, coordinatore di CasaPound Catania, con un comunicato in cui chiede, “a nome degli utenti che si sono sobbarcati l’onere di fare da cavie per un servizio di raccolta differenziata a singhiozzo, mal gestito e con tante ombre, di riconoscere quantomeno ai suddetti eroi dal maleodorante balcone, un bonus economico adeguato a l’impegno profuso e commisurato al risparmio avuto dalla amministrazione”

“Da dicembre 2015 -scrive Coppola- una parte della comunità catanese su decisione dell’amministrazione comunale ha iniziato la pratica della raccolta differenziata, però di contro, questo non ha ancora portato all’avvio del sistema a tariffa puntuale, che consentirebbe ai cittadini di risparmiare.

Ad oggi, la raccolta differenziata è stata avviata nella terza e nella seconda municipalità, ma in modo atipico, perché non viene realizzata tramite un porta a porta puntuale (quindi utente per utente), ma in modo cumulativo e cioè, condominio per condominio. Diversamente funziona la differenziata fatta dalle attività commerciali che è espletata con modi, tempi e regole diverse, ma pur sempre incombenti.

Il decreto Ronchi del 1997 (art. 49 del D .Lgs 22/97, ora art. 238 D. Lgs. 152/06 e succ. mod ed int.), prevede che il sistema di finanziamento comunale della gestione dei rifiuti e della pulizia degli spazi comuni abbia come obiettivo la copertura economica al 100%, da parte degli utenti, dei costi del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.

Ciò detto, significa che, sempre restando in regime di TARI, la legge consentirebbe di introdurre un sistema di tariffazione puntuale, la cosiddetta TARI CORRISPETTIVO, che dovrebbe essere attivata per i cittadini che differenziano. Infatti, attraverso il sistema di misurazione dei conferimenti del rifiuto indifferenziato, si consentirebbe ai cittadini coinvolti, di pagare in base al preciso rifiuto indifferenziato prodotto”.