Il Prof. Beppe Condorelli, illustre cardiologo che all’Università di Catania ed ai suoi studenti ha dedicato gran parte del suo impegno professionale con indiscusso prestigio, lancia alcune “linee guida” al neo rettore: attivare le procedure disciplinari per i docenti implicati nell’indagine “Università Bandita 1”, con l’accortezza di espungere dalla Commissione Disciplina nomi che appaiono nelle intercettazioni; rinnovare gli organi accademici, CDA e Senato, che risultano nominati-eletti con le precedenti gestioni; impegnarsi pubblicamente sin d’ora alla costituzione di parte civile dell’Ateneo nel processo “Università Bandita 1”; avviare una verifica sulla professionalità di chi dirige i reparti clinici del Policlinico. Insomma, un benvenuto…

Prof. Beppe Condorelli

“Habemus Priolum rectorem”, almeno sino al 16 gennaio prossimo venturo; dopo quella data, se le elezioni dovessero essere invalidate e quindi ripetute “ riavremus lo stessum Priolum rectorem”…

Così hanno deciso i grandi vecchi che invece di godersi la meritata pensione, magari con una partita a briscola nell’accogliente “villa i’ varaghi”, dalle 10 di venerdì 28 giugno (giorno da celebrare annualmente), si sono messi in moto per salvare il salvabile. Perché il Procuratore Zuccaro, a differenza di Ponzio Pilato, in quel giorno memorabile, aveva fatto la scelta giusta.

Con riferimento al Vangelo di Evangelista diverso dal quinto (San Vincenzo), i ladroni non furono solo due, per cui il Golgota universitario risultò essere molto affollato; ma a differenza di quanto avvenne duemila e passa anni fa, i pentiti non andranno, purtroppo per loro, nel regno dei cieli. Perché quei ladroni non avevano rubato beni materiali, ma speranze e avvenire.

Come ho scritto in precedenza, ogni peccato è meritevole di perdono purché il peccatore si penta ed abbia espiato la pena; che in questo caso, rettore carissimo, non può essere che il definitivo allontanamento dall’università.

Perché il docente universitario, a mio avviso, non può essere solo un ‘istruttore’, ma anche, e forse specialmente, un educatore; ed è impensabile che quei docenti si ripresentino agli studenti che, dalla cronache, ne conoscono le gesta.

Quindi, rettore (per passare al maiuscolo Rettore aspetto opere e giorni), la prima cosa da fare, e molto prima dei trenta giorni, è di deferire i responsabili alla commissione disciplinare della quale non possono ovviamente far parte quei nomi presenti nelle intercettazioni; e quindi costituirsi parte civile nel processo che seguirà. Se non lo facesse, e se le elezioni fossero annullate, è possibile che il “riavremus” non si verifichi.

Come SUD riporta, il prof. Priolo è uno scienziato di altissimo livello e di fama internazionale; come ospite (non socio) del Rotary, lo avevo sentito anni fa in una conferenza, ed abituato a sentire la pochezza di altri conferenzieri, mi aveva fatto una impressione più che ottima.

Dunque un rettore senza dubbio prestigioso.

D’altro canto prestigio hanno mantenuto a Catania le facoltà scientifiche (matematica, fisica, chimica, ingegneria); ma le altre ?

Posso esprimere un giudizio solo sulla facoltà di medicina e, di riflesso, sul policlinico universitario che della facoltà medica è l’espressione nel territorio.

Accanto a poche eccellenze e reparti funzionanti, c’è…..cosa?

Di sanità il prof. Priolo non capisce alcunché, ed il pericolo più grosso è che per capirne qualcosa ricorra ai soliti consiglieri incompetenti oltre che fraudolenti, magari appartenenti allo stesso policlinico.

Voglio qui ricordare al rettore, abituato a sentir parlare della fisica teorica di Majorana, Fermi Heisemberg e compagnia…eccezionale, che la medicina clinica è fondamentalmente pratica.

In altri termini non esistono né una medicina teorica, né una filosofia medica né una medicina filosofica, per cui urge una verifica sulla professionalità di chi dirige reparti clinici.

Ed allo stesso tempo sulla effettiva presenza, giorno dopo giorno, degli stessi nelle corsie.

I congressini di Roccacannuccia, Roccaverdina, Fiordipisello etc. non possono e non devono esimere il direttore dall’essere presente in reparto e dall’affrontare i casi clinici più complicati, lavoro chiamato a compiere e per il quale viene pagato dai cittadini.

Altra cosa che il rettore deve sapere è che in medicina le celebri “pubblicazioni” non possono e non devono essere l’unico criterio per affidare posizioni apicali.

A parte il fatto che in questo ateneo pare abbia operato per decenni Ciulla del Medline (o Pappagallo delle Muse altrui secondo Socrate) offrendo a tutti i suoi servigi letterari, la legge Gelmini, valida per altre facoltà, non può esserlo per la medicina e la chirurgia.

Che sia così è più che evidente specie qui a Catania, e ritengo che prima o poi, con lo stesso coraggio con cui ha affrontato altri problemi di pubblico interesse, SUD si occuperà anche di questo.

SUD ha dato rilievo all’incontro voluto dal Ministro Fioramonti, fortunatamente Grillino e non renziano, con il neorettore.

Catania avrà il privilegio di essere “osservata” in maniera speciale, il che implica un totale rinnovamento di tutti gli organi accademici; non ammesso l’uso di ipoclorito di sodio per “sbiancare” e riciclare soggetti da mettere invece in ripostiglio o meglio da mandare a casa.

So che un operazione di rinnovamento totale richiede lustri, e non mi aspetto che l’ateneo, ultimo nelle graduatorie del pianeta terra, diventi il primo.

Ma che certi valori ritornino a governare la vita dell’accademia, questo è possibile da subito; è quanto si aspettano gli studenti, le loro famiglie ed i cittadini di questa sfortunata città.

Anche da parte mia prof. Priolo sinceri auguri non di generico buon lavoro, ma di lavoro morale, nella piena accezione che il termine ha.