L’appello è lanciato su FB con un post di Alfia Milazzo, la battagliera presidente della fondazione “Città Invisibile”, e subito rilanciato dall‘avvocato Enzo Guarnera, storico militante antimafia. L’occasione è la visita a Catania giorno 16  del presidente della repubblica Sergio Mattarella, che sarà portato in giro come una Madonna Pellegrina a fare da testimonial di una città che non esiste e continua ad essere oltraggiata da una classe dirigente parassita e inadeguata.

Il post di Alfia Milazzo:

“Caro Mattarella che oggi legherai in un filo unico due realtà Librino e il teatro Bellini, perché non ti interessi alla questione dell’uso anomalo dei fondi del pon sicurezza destinati ai bambini poveri del quartiere e invece spesi in incarichi prebende clientelari?

Perché presidente se vai ad accusare un quartiere di un atto doloso la cui matrice ancora è ignota, e benedici l’uso di denaro per il sostegno di attività sociali e poi vai a ripetere il rito al teatro Bellini, ricordati dei milioni che in questi anni sono stati ottenuti dalla UE per Librino e chiediti come mai non è cambiato nulla, come mai chi viene eletto riceve una pioggia di voti da Librino e perché ancora oggi “Certo” associazionismo tra sindacato, chiese e salotto nel sociale gode di questo degrado facendone non un atto di denuncia al sistema ma di richiesta di fondi, punto, senza una idea precisa, un progetto definitivo di emancipazione dei quartieri.

La verità caro Presidente è che tu benedici oggi ciò che sostiene tutta la messa in scena teatrale vergognosa italiana, una società immobile.

E la società è immobile perchè si prospera anche sul disagio, sulla povertà, sulla malattia.

Si dovrebbe dare a tutti le stesse opportunità e di egual livello. Invece no. E non è solo il potere politico, è il sistema, un granitico blocco di privilegi e di interessi che impediscono ai deboli di vincere comunque.
Almeno librino pagherà la campagna elettorale di più di un candidato e vedrà la partecipazione di tutti gli abili ladri o utili idioti della città.”


Il commento allo stesso post dell’avvocato Enzo Guarnera:

Caro Mattarella, forse non leggerai il post di Alfia Milazzo. E, se qualcuno lo dovesse leggere al posto tuo, dubito che lo sottoporra’ alla tua attenzione.
I protagonisti della tragica commedia catanese ti faranno vedere cio’ che ritengono le cose migliori.
Elogeranno il proprio operato e ti diranno quanto sono bravi.
Agli occhi dei cittadini sprovveduti faranno passare un messaggio: Mattarella viene a Catania perche’ apprezza e sostiene la nostra azione.
Ancora e sempre campagna elettorale.
Ma al tuo rientro, a Roma, troverai una mia lettera, inviata con la dicitura “riservata personale”.
Contiene una lettura diversa di Catania, del suo sviluppo distorto, dei suoi quartieri periferici abbandonati, del ruolo che ha avuto ed ha la mafia, del connubio perverso tra settori della politica, della imprenditoria, della burocrazia, delle professioni, della informazione.
E di una certa massoneria.
E faro’, anche, alcuni nomi.
E’ la mia lettura delle responsabilita’ storiche e attuali per il degrado della citta’.
A proposito, alcuni dei responsabili li troverai, la sera, alla prima del Teatro Massimo Bellini.
Qualcuno verra’, magari, a stringerti la mano.
Lo spettacolo e la pantomima devono continuare!