Luca Sammartino, deputato del PD e Presidente della Commissione Cultura, Formazione e Lavoro all’ARS, presenta un’interrogazione parlamentare riguardante lo svolgimento del Carnevale di Acireale. Sotto esame le procedure adottate dal Comune per l’istituzione di ticket d’ingresso e di aree di sosta a pagamento in occasione del Carnevale 2019.

“Una situazione di ampia e grave illegittimità posta in essere dal Comune di Acireale e dalla Fondazione “Carnevale di Acireale” con serio rischio di danno erariale e violazioni di legge”, Luca Sammartino “la tocca piano”, e poi aggiunge:

“La trasparenza deve essere praticata con i fatti. Com’è possibile che il Comune di Acireale abbia destinato l’incasso alla Fondazione “Carnevale di Acireale” senza che il Consiglio Comunale, unico organo che ha la competenza di tributi e tariffe, abbia adottato delle delibere relative all’introduzione del ticket d’ingresso e del tributo sulla sosta degli autoveicoli? Com’è possibile che la Giunta abbia istituito aree di sosta a pagamento disponendo che la gestione dei parcheggi vada a favore della Fondazione del Carnevale di Acireale? Come può la Fondazione, che non è una società in house, gestire un servizio pubblico che non rientra tra i compiti nel suo Statuto? Esistono anche in questo seri dubbi di legittimità su tutte queste delibere”.

“La Regione – conclude il presidente della V Commissione – “avendo finanziato la manifestazione, deve vigilare sulla correttezza delle procedure amministrative e sul corretto impiego delle risorse pubbliche. Il Carnevale di Acireale, che costituisce una delle più conosciute e rilevanti manifestazioni, in termini di richiamo turistico, a livello regionale, deve realizzarsi anche negli anni a venire in un quadro di certezza e correttezza giuridica, evitando che procedimenti illegittimi”.

Ma oltre i dubbi sulla legittimità “giuridica” esistono anche questioni etiche non irrilevanti. Far pagare cinque euro di parcheggio per ogni auto, e cinque di ticket per ogni persona è sicuramente servito a limitare la confusione e a “scremare” il livello medio dei partecipanti all’evento; ma tutto ciò è davvero giusto?