Quando ci sono in ballo milioni di euro e facile che diventi una tarantella. Come noto alle vicende del CARA siamo da sempre attenti per le implicazioni che la sua gestione comporta oltre che sul piano economico, anche per le ricadute politiche e sociali. Tra poche ore, lo abbiamo annunciato ieri, la commissione di gara prefettizia con RUP il dr. Francesco Pennisi, aprirà le buste con le offerte. L’appalto è diviso in 4 lotti. Cominciamo ad analizzare il lotto 1, servizi vari per la gestione dei quali partecipano in raggruppamento 3 comitati provinciali della CROCE ROSSA, tra cui quello di Catania che ha già effettuato il servizio nella precedente gestione. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo domani. Oggi accade che…

È molto semplice.

Il lotto 1 prevede la “Fornitura di servizi alla persona, gestione amministrativa e registrazione stranieri, assistenza generica e sanitaria alla persona e connessi…L’importo a base di gara, IVA esclusa, del lotto 1 è pari ad € 16.898.040,00.”

Bhe, un bell’affare, non c’è dubbio.

E abbiamo visto in passato quanti appetiti e quali conseguenze abbia comportato.

Ora, il disciplinare di gara, al punto 12.1 prevede senza possibilità di interpretazione che “i concorrenti, a pena di esclusione, devono essere in possesso dei seguenti requisiti di idoneità professionale da comprovare mediante dichiarazione resa ai sensi dell’art. 47 del d.p.r. 445/2000, sottoscritta dal legale rappresentante e attestante l’iscrizione al registro delle imprese della C.C.I.A.A. competente per territorio.”

Obbligo rafforzato e chiarito al successivo punto 12.2 che recita: “Il requisito di cui al punto 12.1. (iscrizione alla CCIAA) deve essere posseduto: nell’ipotesi di raggruppamento temporaneo o consorzio ordinario già costituiti o da costituirsi o di aggregazione di imprese di rete o di GEIE, da ciascuna delle imprese raggruppate/raggruppande o consorziate/consorziande.”

Ora abbiamo visto che il comitato provinciale della Croce Rossa di Catania questo requisito non lo possiede e la sua posizione, come risulta dalla visura effettuata presso la Camera di Commercio  proprio in data 8 novembre, è ancora “in fase di iscrizione”, il che significa molto banalmente che “non è iscritta”!

Singolare, anche perché questo “requisito” la Croce Rossa Catania, considerato il volume d’affari milionario sviluppato negli ultimi anni, avrebbe probabilmente dovuto possederlo, come prescritto dalla normativa, almeno dal 2014.

Circostanza che tra l’altro garantirebbe un minimo di trasparenza con il deposito di bilanci ufficiali e magari a rendere più chiare le movimentazioni che abbiamo già segnalato con l’utilizzo di carte prepagate per centinaia di migliaia di euro e forniture acquisite da ditte appena costituite, a maggior ragione se i fondi derivano da donazioni o appalti con denaro pubblico.

Ma, limitandoci per ora a questo specifico appalto, notiamo che il termine per la presentazione delle offerte scadeva alle ore 12 dell’8 di novembre ed a quella data la Croce Rossa non faceva ancora parte del Registro delle Imprese italiane, avendone tra l’altro richiesto l’iscrizione solo il 31 ottobre di quest’anno.

Basta questo per accendere un faro su questo importante appalto che potrebbe allungarsi anche sugli altri due comitati della Croce Rossa, Roma e Udine, che pare siano iscritti alle rispettive camere di commercio con dei codici ATECO che escluderebbero il possesso dei requisiti di professionalità specifici richiesti per questo delicato servizio.

Insomma, si ricomincia, e la memoria torna al 2014 con una domanda: ma se oggi è così, allora….

Partecipanti alla gara per i servizi CARA Mineo

Bando di gara 2017 servizi CARA Mineo

Disciplinare di gara servizi CARA 2017

Schema di capitolato d’appalto servizi CARA 2017