“Non posso consentire che il mio impegno che in questi mesi mi ha coinvolto giorno e notte venga strumentalizzato per motivi politici e colpire l’Amministratore Unico che mi ha chiamato al suo fianco per tentare di risolvere una situazione aziendale difficilissima”, dichiara Marcello Gulisano, il manager che ha annunciato a Sudpress le sue dimissioni dall’incarico finito al centro di una forte polemica e spiega, almeno in parte, cosa ha trovato in Pubbliservizi…

In mezzo alla bufera che si è scatenata in questi giorni, ma a dire il vero in questi ultimi mesi, intorno alla partecipata della Città Metropolitana guidata da marzo scorso da Silvio Ontario scelto da Enzo Bianco, la Pubbliservizi sembra non avere pace.

Dopo i casi di incompatibilità dei primi nomi ai quali il sindaco metropolitano si era affidato, finalmente si pensava di aver trovato un pò di tranquillità con l’imprenditore Silvio Ontario, un tecnico che avrebbe dovuto risanare l’azienda in forte crisi finanziaria, travolta anche dalla bufera giudiziaria con l’arresto, nei giorni scorsi, dell’ex presidente Adolfo Messina e di alcuni dipendenti accusati di corruzione e di aver creato un danno di almeno 200mila euro.

Ontario, per risollevare le sorti della partecipata, ha voluto accanto a sé una persona di sua assoluta fiducia, Marcello Gulisano, anch’egli imprenditore, riconoscendogli un’indennità di 4mila euro al mese fino al prossimo dicembre.

Una scelta fatta ad aprile, ma soltanto adesso si è aperto un fuoco di fila anche perché il sindaco di Acicastello, Filippo Drago, ha reso nota la spesa per l’incarico che, visto il momento di particolare difficoltà, non è proprio leggera, ancorché il lavoro ci sia e sia anche gravoso.

Sudpress lo ha ascoltato in esclusiva: “Basta, vado via, ma voglio chiarire quello che è già stato fatto in pochissimi mesi, trovandoci davanti una situazione disastrosa che mette a rischio centinaia di posti di lavoro. Non capisco le polemiche che mi paiono pretestuose di fronte alla gravità della situazione.”

“Nel 1999, durante la gestione Musumeci, ho inventato la Vemacus, la società prodromica dalla quale venne poi costituita la Pubbliservizi che allora utilizzò la normativa vigente, con l’ausilio di Italia Lavoro, per consentire alla ex provincia di dotarsi di un organismo allora innovativo, una società partecipata in grado di svolgere i servizi essenziali di verifica, manutenzione e custodia degli immobili dell’ente provinciale.”

“Personalmente mi occupai della costituzione  della cooperativa, contribuendo a risolvere la grave crisi sociale determinata dalla chiusura di importanti aziende. Assumemmo gli ex lavoratori Agrofil, Cogei e Itin, 77 persone licenziate dalle rispettive aziende del Gruppo Rendo alle quali, in virtù della collaborazione con la Task Force Lavoro del Comune di Catania, allora guidata dal compianto Lino Leanza. Trovammo per loro una occupazione sicura per 5 anni. Da allora la Vemacus ebbe un grande successo beneficiando dell’affidamento diretto dei lavori da parte della Provincia regionale, così come previsto dalla legge.”

Come è arrivato a Pubbliservizi adesso?

“Da otto anni risiedo in Brasile dove ho svolto attività imprenditoriali e di insegnamento, anche legate al ruolo di delegato alla internazionalizzazione di Confindustria Catania. Quando Silvio Ontario, con il quale ho condiviso l’impegno confindustriale ed alcune iniziative imprenditoriali ormai concluse da tempo, è stato nominato amministratore unico della Pubbliservizi, ha subito pensato di utilizzare le mie conoscenze maturate in virtù della positiva esperienza con la Vemacus. Ricordo che molti dipendenti di Pubbliservizi provengono proprio da quella cooperativa e di conseguenza le buone relazioni mantenute con la dirigenza della Città metropolitana, potevano essere certamente utili all’attività di risanamento della Pubbliservizi.”

Come ha trovato l’azienda?

“Intanto ho avuto il grande piacere di rincontrare tanta gente che aveva lavorato con me in Vemacus, che mi ha manifestato la propria stima nel ricordo del passato e che si è messa a disposizione confidando nella mia attività manageriale. Molti dipendenti sono consapevoli dei rischi che corre il proprio posto di lavoro se non si affrontano con determinazione e correttezza gli eccessi del passato. Altrettanta soddisfazione ho avuto nel rapporto con la Città Metropolitana ed in particolare per il rapporto di proficua collaborazione con il Ragioniere Generale Francesco Schillirò che si è immediatamente attivato per sostenere la difficilissima azione di salvataggio della Pubbliservizi, lavorando con noi anche nei giorni festivi per studiare le soluzioni più adatte.”

“Devo anche dire che ho trovato un’azienda distrutta, priva del direttore amministrativo e del direttore generale, senza organizzazione adeguata, un’azienda liquefatta, con una situazione finanziaria disastrosa e una quantità di privilegi salariali ingiustificata e tale da mettere a rischio l’equilibrio di un’azienda che è stata manomessa nel corso degli anni”.

“La partecipata, è ormai misteriosamente quasi del tutto priva di mezzi e macchinari adeguati a svolgere le proprie attività sia nel comparto edile che nel settore della viabilità e si è ridotta a dover noleggiare all’esterno i mezzi necessari per lavorare, con enorme spreco di risorse. Fa riflettere che bobcat, scarrabili, camion per il trasporto dei rifiuti prodotti dall’attività di sfalciatura e quant’altro siano spesso guasti o resi inutilizzabili. Abbiamo capito rapidamente che dietro le “esternalizzazioni” c’è un mondo perlomeno da analizzare.”

In questi giorni lei ha subito pesanti attacchi a causa del suo incarico, degli emolumenti legati ad esso e della scelta dell’amministratore operata intuitu personae

“Ho accettato questa sfida imprenditoriale senza chiedere nulla a nessuno come ho sempre fatto nella mia vita. Non sono mai stato con il cappello in mano e svolgo il mio lavoro con grande passione e abnegazione. Ho la mia indipendenza economica, certo i soldi fanno piacere a tutti ma non ho mai pensato di approfittare delle situazioni che mi sono state offerte. Anche in questo caso.”

“Riguardo alla scelta diretta e personale dell’amministratore, il mio è un incarico fiduciario, per sua stessa natura sottratto a qualsiasi selezione. Il vertice dell’azienda, come accade in tutte le imprese, aveva bisogno di una persona esterna, asettica e indipendente che potesse mettere mano alla situazione con serenità e senza pressioni da parte dei colleghi.”

“L’amministratore si è trovato di fronte ad una situazione estremamente complicata, in cui uno dei problemi più delicati riguardava proprio la gestione del personale. Intuizione chiaramente riscontrata dalle recenti indagini giudiziarie. Per tali motivi ha ritenuto di affidarsi ad una professionalità che impedisse il paradosso e la coincidenza tra controllore e controllato.”

“Non sta a me giudicare il prezzo adeguato ad un impegno di questo tipo, correlato alla sua gravosità ed ai rischi di ogni natura connessi all’incarico. Basterebbe fare un confronto con gli emolumenti dei ruoli direttivi di aziende analoghe per rendersi conto di come non vi sia stato nessun eccesso, fermo restando che se mi fosse stato chiesto un sacrificio lo avrei valutato serenamente”.

“Sono sereno che il lavoro prodotto sin qui, da me e dagli altri collaboratori che stanno affiancando Ontario, ha già prodotto risultati enormi, consentendo di chiarire in brevissimo tempo molte delle criticità strutturali dell’azienda portando a bilancio risparmi considerevoli. Ma siamo solo all’inizio. So che nei prossimi giorni, appena certificati dai professionisti incaricati di verificarli, l’amministratore Ontario renderà pubblici tutti i dati ed i risultati ottenuti e su quello si avrà il piacere di discutere. Di fronte ai dati, le polemiche dovranno lasciare spazio alla realtà di quanto trovato e già risolto!”

Le sue dimissioni sono irrevocabili?

“Il mio mandato è a disposizione dell’amministratore unico di Pubbliservizi e del sindaco metropolitano Enzo Bianco. Se riterranno che vi siano le condizioni per proseguire nella direzione di risanamento intrapresa, non sottrarrò il mio impegno per una battaglia di legalità ed efficienza che ritengo sia doverosa nei confronti della città nei termini contrattuali che gli stessi riterranno opportuni. Viceversa mi restituirò alla mia vita e magari tornerò in Brasile, ma di certo non rimarrò bersaglio inerme di chi dimostra di non rendersi conto della gravità della situazione, pensando di regolare conti che nulla hanno a che fare con gli interessi di Pubbliservizi e della gente, quella per bene, che ci lavora .”