“Un confronto urgente per conoscere il futuro della partecipata e dei suoi 400 dipendenti, alla luce del fatto che il contratto di servizio andrà a scadere a fine mese e, nel contempo, è passata allo studio la possibilità di liquidare la società esistente per istituirne una nuova o procedere alla fusione con la Catania Multiservizi”

Lo chiedono congiuntamente Cgil, Cisl, Uil, Ugl e i sindacati autonomi sulla vicenda Pubbliservizi dopo la rinuncia di Michele Giorgianni che ha rifiutato la nomina a presidente della partecipata già lo scorso 2 marzo. La risposta della Prefettura è giunta con una convocazione prevista per domani, dopo il rinvio di venerdì scorso per l’indisponibilità della Città metropolitana di Catania.

Intanto tra i lavoratori, che da oltre 15 giorni sono in stato di agitazione, continua a montare la preoccupazione anche per la totale assenza di governance considerato che, dopo le dimissioni del professor Muscarà, i soci non hanno ancora provveduto a nominare il nuovo amministratore unico.

“Con un sit-in pacifico saremo sotto la Prefettura ad attendere l’esito del vertice perché vogliamo sapere quale sarà il destino nostro e dell’azienda – affermano il segretario della federazione provinciale Ugl Igiene ambientale Santo Gangemi ed il rappresentante sindacale Francesco Coco. Siamo stanchi ed avviliti perché il nostro lavoro è ogni giorno mortificato. I reparti sono al collasso per mancanza di materiali, perché non c’è nessuno che ha la responsabilità di firmare gli impegni d’acquisto e di mezzo ci vanno strade, scuole e strutture, che di conseguenza non ricevono la necessaria manutenzione. In più – aggiungono i sindacalisti – non sappiamo che fine faremo dal 1 Aprile. E’ una situazione disastrosa, che ci auguriamo si possa risolvere a partire da domani con impegni seri da parte del socio di maggioranza, che non può più giocare a nascondersi e mettere a repentaglio centinaia di posti di lavoro. Continueremo a portare pazienza fino a domani, nella speranza di una risoluzione, ma siamo già pronti e ben disposti ad azioni ancor più clamorose della semplice protesta, perché vogliamo e chiediamo di poter lavorare”.

“La vicenda dell’azienda partecipata dell’ex provincia di Catania è assolutamente scandalosa”. Lo afferma il segretario regionale dello Snalv, Confsal Antonio Santonocito.
“Dopo tanti anni di sperperi e mala gestione – sostiene Santonocito – sentire parlare della creazione di una nuova azienda per la quale alcuni sindacati sono disposti ad accettare enormi sacrifici per i lavoratori, pur di non perdere posti di lavoro, è davvero irritante. Con questo sistema infatti, nonostante il succedersi di presidenti e commissari straordinari, – spiega il segretario regionale Snalv, Confsal – si permette a chi ha causato i problemi di scaricare le responsabilità sulle spalle dei soliti lavoratori. Questi però, -continua – non hanno colpe se non quella si seguire le direttive di chi ha governato l’azienda. Certo, è vero – ammette Santonocito – la società è passata alle cronache per la sua capacità di assorbire le raccomandazioni della politica, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio – aggiunge -. L’ipotesi di una nuova azienda quindi non ci convince fino a quando non saranno chiare le prospettive, le condizioni e soprattutto i costi per i lavoratori, incolpevoli spettatori di azioni condotte in modo errato. È gusto lottare per avere per il posto di lavoro, ma non bisogna ma perdere la dignità”, conclude Antonio Santonocito.