A quanto sembra, i giudici opteranno per la concessione del concordato preventivo richiesto dall’amministratore della Pubbliservizi Silvio Ontario, anzichè per la più drastica decisione del fallimento, come auspicato e richiesto dai fornitori. Ma di fatto, a preoccupare le organizzazioni sindacali è sempre la situazione dei tagli, che colpisce solo i dipendenti, anche alla luce di un contratto quinquennale appena firmato, come afferma duramente Rita Ponzo, segretaria generale della Fisascat – Cisl: “Abbiamo chiesto un organigramma preciso in merito al tipo di attività che dovrà essere svolta dalla Pubbliservizi, a seguito del nuovo contratto firmato. Quali sono le figure assolutamente necessarie per la Città Metropolitana? Ci sono esuberi o non ci sono? queste persone con superminimi esagerati, continuano ad essere essenziali per l’azienda oppure no e vista la profonda crisi se ne potrebbe fare a meno?”

Rita Ponzo, già alcuni giorni fa aveva attaccato le scelte dell’azienda in merito a quanto deciso sui tagli degli emolumenti dei lavoratori, a seguito della firma del nuovo contratto quinquennale firmato con la Città Metropolitana.

“I numeri che l’azienda ci ha portato, non sono convincenti, perchè agli operai, viene applicato un contratto di lavoro che è il più povero che ci sia tra quelli nazionali, cioè quello delle pulizie. Vanno fatti dei tagli mirati, e si deve colpire chi ha speculato e alzato il costo del lavoro. Negli anni, questo management, che si trova ancora all’interno dell’azienda, ha nascosto i veri numeri, venuti fuori puoi solo dopo l’arresto dell’ex presidente Adolfo Messina. Questa gente che il presidente attuale Silvio Ontario si tiene ancora ben stretta, continua a fare il suo comodo in azienda e non ci stiamo più”.

La soluzione per capire realmente cosa accadrà con il nuovo contratto, sembra essere appunto quella dell’organigramma, per capire quali siano le figure essenziali in base ai servizi della partecipata, come conferma Ponzo: “Con l’organigramma sul nuovo contratto di servizio, dovrebbe uscire la verità e capire se l’azienda vuole salvaguardare i lavoratori o continuare ad evitare i tagli veri, importanti e non solo quelli agli stipendi già minimi dei lavoratori. I dipendenti sono sempre disposti a fare sacrifici per Pubbliservizi, ma l’importante è che anche tutti gli altri lo facciano e non ci sia chi soffre e chi approfitta. Gli operai non hanno mai rubato, hanno sempre lavorato e sono stati sottopagati e presi in giro, in merito alla crisi fantomatica, tirata in ballo da chi si spartiva la torta a livello di vertice stando dietro una scrivania e facendo parte del cerchio magico, costringendo a rinunciare anche al buono pasto persino chi sta sulla strada dodici ore o va in alta montagna a lavorare”.

Per quanto riguarda poi la procedura di fallimento, sostenuta dai fornitori come unica strada perseguibile e inizialmente avviata dallo stesso Amministratore Delegato Ontario, sembra possa essere scongiurata con la proposta di concordato preventivo, che era già nell’aria da qualche giorno ed ufficializzata durante l’udienza in Tribunale.

Proprio alla luce del nuovo contratto quinquennale firmato tra la città metropolitana e la partecipata a fine dicembre, Ontario ha presentato l’atto di rinunzia all’istanza di fallimento, che sembrava inevitabile solo qualche settimana fa, manifestando così la volontà di puntare su altre soluzioni e salvare la situazione della partecipata.

Il contratto in questione prevede l’affidamento dei servizi di management fino al 31 dicembre 2022 per un importo mensile di 1 milione e 100 mila euro, anche se le cifre sono state immediatamente smentite da diverse sigle sindacali.