Solo due mesi fa veniva emanato il decreto dei miracoli “salvatutto”dell’ex sindaco metropolitano Enzo Bianco, con cui si tranquillizzava la piazza, furente per la situazione di Pubbliservizi, promettendo di fatto qualcosa di surreale. Eppure, malgrado il “prodigio” tecnico che l’ex sindaco aveva propinato ai lavoratori in piazza, quest’ultimo era stato coperto da scroscianti applausi, guidati da quei sindacati, che oggi incredibilmente, hanno sentito la sveglia e hanno iniziato a protestare per una situazione arcinota. A causa forse della carenze di varie diottrie, o come si dice in gergo, presenti i “prosciutti sugli occhi”, improvvisamente è partita la protesta in stile “Quarto Stato” e movimento operaio con addirittura uno sciopero proclamato per il 27 novembre

Dalle lacrime quasi di gioia per una soluzione che sembrava essere giunta d’incanto quasi fosse una vera magia di Enzo, alla rabbia cieca che porta a proclamare uno sciopero in un batter d’occhio, quando solo due mesi fa, i sindacati e i lavoratori applaudivano a scena aperta il “condottiero” catanese che, “lancia in resta” si apprestava a salvare la partecipata della ex Città Metropolitana dal tracollo totale.
Oggi invece, complice la conclusione mercoledì scorso con verbale negativo della procedura di riduzione oraria con ricorso al Fondo di integrazione salariale (FIS) aperta ad ottobre da parte di Pubbliservizi, e l’avvio dell’azienda della procedura di licenziamento collettivo, pare che finalmente per i sindacati la misura sia colma, pertanto un corteo sfilerà partendo da piazzale Asia, sede dell’azienda, dalle 8 e giungerà in piazza Università per concludersi alle 14.

Tutte le sigle infatti hanno rigettato la richiesta della riduzione oraria, in quanto ritenuta priva di un progetto di risanamento e riorganizzazione dell’ente.

Secondo i sindacati, “le cifre menzionate non avrebbero permesso neppure una discussione di risanamento dell’azienda ma avrebbero invece autorizzato una sorta di miopia gestionale ed organizzativa, dove i lavoratori sarebbero diventati gli unici soggetti a pagare il prezzo della mala gestione della politica e dei vari presidenti“.

E verrebbe da dire, “ma se ne accorgono ora???” Prima applausi, urla, foto e fanfare e oggi incredibilmente tutto viene visto per quello che è ed era palese da tempo?

Per il segretario generale della Cgil Catania Giacomo Rota e quello della Filcams Cgil di Catania, Davide Foti: “Le passerelle politiche da parte di presunti futuri assessori che assecondano di fatto questo massacro civico, dimostrano come nessuna istituzione e soprattutto nessun politico degno di tale nome, voglia responsabilmente salvare i lavoratori e la società. Oltre a chiedere ufficialmente l’intervento del nuovo Presidente della Regione, chiederemo al Governo nazionale di farsi carico di questo ennesimo atto di mala gestione dell’amministrazione pubblica“.

Ma ad alcune di queste passerelle politiche, non hanno preso parte anche loro in modo convinto, salvo poi tirarsi indietro e imbracciare i forconi, pur potendo agire molto prima ed in modo duro anzichè assecondare bonariamente l’operato di questa politica catanese che combina disastri da anni e per cui la situazione di Pubbliservizi, dei suoi lavoratori e delle loro famiglie, valeva quanto un due di mazze con briscola a oro?

Ma di certo adesso le cose cambieranno, ne siamo certi.