La teoria del caos si basa sull’idea che una qualsiasi variazione, anche il battito delle alidi una farfalla, può creare un futuro del tutto imprevedibile. In fisica l’effetto farfallaritiene che piccole variazioni possano produrre grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un determinato sistema.

Il matematico e meteorologo statunitense Edward Lorenz, uno dei pionieri della moderna Teoria del Caos, in una conferenza del 1972 intitolò la sua relazione così: “Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”. Più di recente (2004) nel bellissimo film di Eric Bress intitolato “The Butterfy effect” lo script prevede che venga pronunciata questa frase “il minimo battito d’ali di una farfalla è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

Che ce ne importa? Si tratta solo di teorie astruse? Non direi: complesse questo si, ma è proprio la complessità che caratterizza l’epoca che viviamo.

Pensare così è faticoso ma non c’è scampo: la globalizzazione non è un‘invenzione di qualche cattivo banchiere: telefonini, internet e linee aeree low coast non li ha inventati il banchiere americano Soros: sono la realtà in cui sono immersi alcuni miliardi di persone sulla crosta terrestre ed è una realtà senza ritorno.

Gli effetti di questa situazione inedita possono essere tanto positivi che negativi, dipende da noi altri Homini Sapientis. Il Caos che vive in questi giorni il nostro Paese è possibile ma non ineluttabile

Proverò qui a rintracciare almeno alcuni degli elementi che lo costituiscono attraverso un’analisi che gli accademici definirebbero semiologica, ma io più modestamente intraprendo solo per segnalare segmenti di comunicazione politica e finanziaria inquietanti: senza pretesa di giungere a conclusioni certificate, che lascio invece al lettore.

Nell’ultima settimana davvero impressionati sono stati 2 grafici e alcuni tweet. Grafici e tweet sono strumenti per comunicare: i primi fredde astrazioni matematiche, i secondi pulsioni emotive più o meno controllate.

I grafici a cui mi riferisco sono due: a) l’andamento del FTSEMIB.MI, l’indice di riferimento della Borsa di Milano b) quello dello Spread tra Bpt italiani e Bund tedeschi

I tweet provengono da fonti diverse, ma sono stati immancabilmente innescati da quello delle ore 08.31 del giorno 2 ottobre postato del Vice premier Salvini a proposito dell’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano.

Vediamo i grafici.

Quello del FTSEMIB.MI dopo il balletto sulla percentuale di debito pubblico annunciata dal Governo giallo-verde (prima intesa a superare il 3%, poi solo a sfiorarlo, quindi annunciata all’1.9% e infine (“forse”) definito 2.4% è quello riportato qui. Da venerdì 28 settembre è sceso all’incirca del 4% e a sostenerlo non ha certo giovato l’accompagnamento di un sonoro “Dell’Europa me ne frego” del vice premier Matteo Salvini.

In parallelo va osservato quello dello Spread questo al contrario in salita proprio a partire dagli annunci sulle intenzioni del Governo giallo-verde dello stesso venerdì. Scontato l’accompagnamento sonoro “E’ colpa dei commissari europei” dell’altro vice premier Luigi Di Maio.

Ora veniamo ai tweet.

Dal frusciare delle ali di farfalla della borsa si passa all’uragano abbattutosi sul sindaco di Riace. Il tweet di Salvini riguardante l’arresto di Mimmo Lucano, ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato chiaramente una provocazione, meglio ancora un’esca.

Qui il Butterfly effect e il fenomeno Fata Morgana opportunamente innescato si incrociano.

Spostare l’attenzione da un problema complesso a uno capace di suscitare reazioni di pancia non è una tecnica nuova, ma risulta sempre efficace. E difatti appena scatta il provvedimento cautelativo nei confronti del sindaco di Riace ecco arrivare alle ore 08.31 il Vice premier attacca. “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Sabviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!”

Un po’ in affanno (ore 13.16 ) arriva anche il tweet della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che cerca di recuperare (voti) di fronte allo scatto da centometrista del compagno di coalizione. “Vi ricordate quando #Saviano diceva “#Riace modello vincente” riferendosi alle politiche sull’accoglienza? Bene, ora potrà portare le arance al suo amico Sindaco arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Lo stile è greve, non c’è che dire: ma è inteso a rimediare 5 ore di ritardo sul compagno di coalizione.

Il FTSEMIB.MI è un indice che alla grande maggioranza degli italiani dice poco.

Lo Spread invece sta sulle scatole proprio a tutti, ma quanto a capire bene come incida sull’affitto della casa, sui servizi erogati dalla sanità pubblica, sul costo dei libri scolastici, sul futuro delle pensioni, sulla benzina con cui rifornire le auto della Polizia di Stato o sugli stipendi che non arrivano a impiegati del comune o di aziende partecipate ce ne corre.

Butterfly effect anche questa volta? Per un bravo economista qui la spiegazione sarebbe certo più semplice, ma meriterebbe uno scritto a parte.

Il perché un Sindaco poco attento ai doverosi passaggi istituzionali cerca di proteggere una ragazza nigeriana dal finire sul marciapiede (come accade, è accaduto e speriamo non accada più a migliaia di sue connazionali in Europa) invece è più evidente.

Riace sta nella Locride. Il nome dice qualcosa? Anche ai meno esperti di vicende giudiziarie dovrebbe ricordare un territorio difficilissimo, funestato da morti ammazzati e organizzazioni criminali che hanno dimostrato una straordinaria efficienza in Calabria quanto in Lombardia.

Il sindaco di Riace paese della Locride cerca – senza troppi scrupoli – di trovare un’occupazione a un manipolo di disgraziati scampati ai campi di prigionia libica e poi a un passaggio marittimo che miete nel 2018 mediamente 8 vittime al giorno? Se verrà dimostrato che Lucano ha affidato senza regole la raccolta dei rifiuti di paese di 16 kmq e 2000 anime ne dovrà rispondere: piaccia o meno.

Il lavoro della magistratura va rispettato sempre e comunque.

Che si tratti di 49 milioni di Euro truffati allo Stato da parte della Lega tra il 2008 e il 2010 che nessuno sa dove siano andati a finire o di ramazze maldestramente date in dotazione a stranieri con permessi di soggiorno non sempre conformi.

Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”. Ha pubblicato libri di saggistica e fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine Sudstyle