Dopo neanche un mese dalla nomina nel Cda della partecipata, potrebbero arrivare a sorpresa le dimissioni dell’ex direttore generale dell’Amat di Palermo ed ex direttore amministrativo dell’Ast, Drago.  AGGIORNAMENTO: I SINDACATI AUTONOMI FAISA CISAL E FAST CONFSAL HANNO PROCLAMATO UNO SCIOPERO PER VENERDI’ 5 MAGGIO DALLE 10 ALLE 18CGIL, CISL, UIL E UGL DIRAMANO UN COMUNICATO: “ALTRO CHE LIBRO BIANCO, LA PAGINA E’ PROPRIO NERA!”

Fulmine a ciel… No, stavamo scherzando. In realtà all’Amt la tormenta non si placa ormai da settimane, per non dire mesi e, secondo voci giunte all’orecchio di SudPress, il dottor Domenico Drago, nominato neanche un mese fa nel Cda dell’Azienda Metropolitana Trasporti assieme all’ingegnere Stefania Di Serio starebbe seriamente pensando di farsi da parte. Sarebbe una decisione da analizzare con particolare attenzione quella dell’attuale componente del Collegio dei Revisori di Sicindustria.

Non è stato semplice per la partecipata del Comune di Catania, trovare i due profili giusti da affiancare al Presidente Carlo Lungaro. Per settimane il sindaco Bianco e il suo staff sono stati impegnati alla ricerca dei nomi per riempire e caselle rimaste vuote.

Il tutto prima di rivedere lo statuto le cui regole stringenti da tempo limitano le scelte dell’Amt nell’ottica del rilancio economico. Anzi, il disagio è cresciuto nel tempo, ha coinvolto i lavoratori scesi in campo a protestare nel corso di uno sciopero indetto dai sindacati, il 7 aprile scorso.

Insomma, invece di vedere la luce in fondo al tunnel, potrebbe allungarsi la galleria dell’orrore dal quale uscire per un disastro che sarebbe davvero difficile da riparare.

AGGIORNAMENTO:

Intanto i sindacati si mobilitano: Fast Confsal e Faisa Cisal, in segno di protesta, proclamano lo sciopero per giorno 5 maggio, venerdì, dalle 10 alle 18.

Cgil, Cisl, Uil e Ugl emanano un comunicato congiunto in cui esprimono forti preoccupazioni e il rischio fallimento. Pubblichiamo la nota di seguito:

“La notizia dell’ormai imminente defezione di Domenico Drago dal consiglio di amministrazione dell’Amt, l’odierna dichiarazione del presidente della commissione comunale partecipate Michele Failla ed il silenzio del sindaco Enzo Bianco, sono segnali inquietanti che inevitabilmente fanno pensare ad un drammatico epilogo per l’azienda di trasporto pubblico catanese. Se prima eravamo preoccupati, consapevoli della gravità della situazione, adesso siamo seriamente impauriti per quello che di quì a breve potrà accadere e se tre indizi fanno una prova, l’abbiamo di certo ottenuta!” E’ questo il grido disperato che i dipendenti della partecipata, lanciano per l’ennesima volta attraverso le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl trasporti. “Da tempo non dormiamo sonni tranquilli e neanche la nuova composizione del cda ci aveva illusi – affermano in coro Alessandro Grasso, Mauro Torrisi, Franco Di Guardo e Giuseppe Scannella. Altro che libro bianco! La pagina è proprio nera, considerato che ormai la situazione debitoria ha superato ogni limite ed il fallimento (il secondo in pochi anni) è dietro l’angolo. Inutili anche le rassicurazioni del primo cittadino che, come suo solito, settimane addietro aveva annunciato un confronto con noi sindacati, ovviamente mai convocato. Non c’è più tempo da perdere, vogliamo sapere la verità su ciò che sta accadendo, perchè se un autorevole ed esperto consigliere d’amministrazione decide improvvisamente di gettare la spugna un motivo ci sarà e qualcosa sta sfuggendo di mano. Per questo chiediamo di essere ricevuti in tempi rapidi, anche perchè vogliamo rassicurare gli oltre 700 lavoratori sulle voci sempre più insistenti riguardo la cessione del 49% delle quote aziendali. Cosa c’è dietro questo devastante salto nel buio? Lo vogliamo sapere – concludono i sindacalisti – noi e tantissimi catanesi che, quotidianamente, ci sollecitano per chiedere all’amministrazione comunale ed ai nostri amministratori aziendali di fruire un servizio all’altezza della città metropolitana e non di assistere e subire l’ennesimo dramma causato dalla mala gestione.”