Un posticipo di una ventina di giorni, dal 17 aprile al 4 maggio su richiesta del primo cittadino, forse per prendere tempo e uscire dall’impasse in cui si trova l’Amministrazione comunale nel preparare le risposte ai puntuali quanto pesantissimi rilievi che la Sezione Controllo della Corte dei Conti ha mosso nei confronti del piano di riequilibrio finanziario ma anche del rendiconto del 2015, del bilancio di previsione 2016-2018, del rendiconto 2016 e del perché non siano state adottate le misure correttive al rendiconto 2014. I giudici contabili siciliani hanno rinviato l’audizione del sindaco e quindi anche la decisione dopo questa nuova data e certo non sarà facile per l’Amministrazione, alla sbarra, evitare un dissesto che sembra ormai alle porte

Le ultime due relazioni, le più recenti di una lunghissima serie che la Corte dei Conti ha inviato al Comune e che massacrano l’Amministrazione Bianco, sono del 28 marzo scorso con conseguente convocazione del primo cittadino in udienza ora rinviata al 4 maggio.

Nei due monumentali documenti dell’organo contabile da 19 pagine ciascuno, sono contenuti passaggi che non potrebbero non suscitare l’attenzione anche di altre autorità per quanto macroscopici e durissimii siano i rilievi mossi dai giudici contabili. La Corte dei Conti, nel riscontrare le continue “numerose criticità” e le “numerose incongruenze”, passa al vaglio ogni singolo aspetto del piano di rientro e dei rendiconti degli ultimi anni, mettendo in evidenza, in ogni singolo capitolo, “anomalie”, molte “transazioni che non realizzano economie a favore dell’ente”,  la “procedura di stabilizzazione” dei lavoratori precari “che sembrerebbe contrastare con i principi dettati dalla normativa nazionale e regionale che hanno posto specifici limiti assunzionali agli enti locali”, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, 38 pagine, piene zeppe di “innumerevoli criticità”, “sottostime” eccetera eccetera.

In questo clima pesante, il Comune continua ad annaspare, non essendo riuscita fino adesso neanche a fronteggiare in maniera continua la improvvisa scopertura dell’importante funzione del ragioniere generale a seguito del gravissimo coinvolgimento dell’ex ragioniere generale ed ex capo di gabinetto del sindaco Massimo Rosso nell’inchiesta “Garbage Affair” che ha smascherato il sistema di corruttela all’interno del Comune, attorno alla gestione dei rifiuti.

Dopo Rosso, il sindaco Bianco, in evidenti difficoltà, aveva nominato dirigente la funzionaria Clara Leonardi. Ma il tempo della nomina è durato poco. Non essendo riusciti ad approvare il bilancio nei tempi consentiti, Leonardi, come del resto tutti gli altri dirigenti esterni, ha dovuto lasciare per scadenza di contratto il 31 marzo e così ancora una volta l’Amministrazione si è trovata a brancolare nel buio. Scelto e nominato in tutta fretta il dirigente Paolo Italia, già ragioniere generale alcuni anni fa, l’incaricato è durato appena otto giorni, dal 3 all’11 aprile. Al suo posto è arrivato, con un ultimo provvedimento “tampone” proprio di due giorni fa, il dirigente Francesco Gullotta, già scelto giorno 3 aprile per guidare il servizio “Bilancio, Entrate e Spesa, Pubblicità ed Affissioni”.

Insomma una bel pasticcio, probabilmente perché quella poltrona scotta parecchio mentre i giorni passano e resta pochissimo tempo per adempiere all’obbligo imposto dalla Corte dei Conti, di presentare entro tre giorni dall’adunanza, adesso quindi entro il primo di maggio, le proprie “memorie” alle relazioni dei giudici palermitani.

Pochi giorni in un clima rovente tra dirigenti che vanno e vengono e la campagna elettorale per le amministrative che impazza. Una situazione che suona come una catastrofe e che certo non fa che nuocere ulteriormente alla già martoriata città e alle sue casse con lo spettro dell’avvio della procedura di dissesto con il quale, con tutta probabilità, dovranno fare i conti, in tutti i sensi, il nuovo sindaco e la nuova amministrazione comunale.