Entrare nei canili è recentemente diventata un’ardua impresa per i rappresentanti delle associazioni animaliste del territorio. La responsabile della Lav Catania, Angelica Petrina, è giunta di recente al canile di San Giovanni Galermo, ex-Nova Entra, noto alle cronache giudiziarie per presunti reati contro gli animali, per verificare le condizioni di un cane destinato all’adozione, probabilmente ospitato nella parte sanitaria della struttura, e si è vista negare l’accesso

Una singolare circolare riferita a tutte le strutture firmata da Carmelo Macrì direttore del servizio Igiene Urbana Veterinaria dell’Asp di Catania del 17 ottobre 2017 stabilisce che la visita nella parte sanitaria di tutti i ricoveri del territorio deve essere autorizzata dall’Asp ed effettuata in presenza del veterinario responsabile della struttura.

Ma la legge regionale 15 del 2000, articolo 13 comma 3, prevede l’ingresso dei responsabili delle associazioni, specie nella parte sanitaria delle strutture, senza dover chiedere alcun permesso.

    

“Dopo la prima visita abbiamo contattato Macrì per spiegare che non ci facevano entrare -spiega Angelica Petrina- e lui ha risposto, rassicurandoci che avrebbe rivisto la circolare e che, qualora avessimo necessità di recarci al canile nuovamente, lo avremmo dovuto avvertire mezz’ora prima, per avere il permesso. Nei giorni scorsi si è verificata la medesima situazione: prima abbiamo contattato telefonicamente Macrì, ma a dispetto di quanto detto, non ha dato alcuna autorizzazione ad entrare, anzi, ci ha imposto di attenerci alla circolare, poi abbiamo chiamato Mario Bongiorno che ci ha negato l’accesso”.

“Noi al canile siamo tornati perchè dopo la prima visita non abbiamo più avuto notizie sulla salute di quel cane -continua la responsabile della Lav- ma non abbiamo ottenuto grandi risultati: nonostante avessimo chiamato le Forze dell’Ordine, e avendo avuto da queste conferma sull’ambiguità della circolare, Mario Bongiorno aveva egualmente mantenuto la sua posizione di ostilità. Dopo diversi “tira e molla”, il titolare del canile ha affermato di non voler assumere la responsabilità dell’ingresso nella zona sanitaria della struttura, a gente esterna, non addetta ai lavori. Solo dopo diverse richieste, ci è stato concesso di vedere l’animale, ma alla reception, non certo nella nursery”.

Della questione dei canili di San Giovanni Galermo Sudpress si occupa da almeno quattro anni e a maggio 2016, dopo la richiesta di archiviazione da parte della Procura, il GIP Gaetana Bernabò Distefano dispose l’imputazione coatta per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata e maltrattamenti sugli animali a carico di: Mario Bongiorno, titolare del canileRosario Puglisi, responsabile del Comune, e Antonio Seminara, Carmelo Macrì e Carmelo Rubbino, veterinari del Asp 3 di Catania. In vista dell’udienza definitiva del 19 dicembre, in base alla quale si stabilirà la colpevolezza o l’innocenza delle persone coinvolte, Mario Bongiorno e Carmelo Macrì sono stati sottoposti a una serie di interrogatori nelle scorse settimane: secondo i legali delle associazioni sarebbe emerso che i soggetti in questione continuino a negare e a mantenere una posizione ferma sulla loro presunta estraneità ai fatti.

Ad ogni modo, come ha spiegato Angelica Petrina, le associazioni animaliste dovrebbero poter entrare senza difficoltà in tutte le zone dei canili, come stabilisce la legge, altrimenti, potrebbe venir meno la funzione di controllo e tutela degli animali da loro esercitata.