É il CODACONS Sicilia a dare notizia sul proprio sito, con un laconico “No Comment”, che il ministero dello Sviluppo Economico ha deciso di disintegrare la Camera di Commercio della Sicilia orientale avviando ufficialmente la procedura di revoca dell’accorpamento. In pratica in Sicilia, tra commissariamenti infiniti, nomine senza requisiti o inconferibili, questi patetici scienziati al potere (pro scadente tempore) non riescono garantire la regolarità della costituzione di nessun ente pubblico: NESSUNO! Questa vicenda, che si trascina da 3 anni, chiunque abbia ragione, è una canagliata indegna di un paese civile.

Può sembrare un episodio minore, una questione da poco, ed invece è la rappresentazione plastica e definitiva di uno Stato allo sfacelo.

Non è soltanto la Camera di Commercio ed un intero sistema produttivo con le sue rappresentanze ad esserne travolto, ma il senso stesso di un sistema statale, delle sue regole, dei suoi organi del tutto incapaci di garantire efficienza, efficacia e controllo.

Questi irresponsabili stanno determinando la definitiva sconfitta dello stato di diritto, trasformando un paese che è stato sede della capitale del mondo, culla del diritto e della civiltà, in un territorio preda di bande che scorazzano indisturbate su quel che resta di ogni speranza.

Le istituzioni asservite alle mire di parassiti inadeguati e cinici che stanno facendo strame di ogni regola al solo fine di garantirsi miserabili sopravvivenze.

Si è superato il limite, la canaglia impèra con la consapevolezza di poter approfittare di poteri di controllo che non riescono a contenere più nulla, a quanto pare persino incapaci di distinguere tra denunce fondate e dossier appositamente confezionati, ostaggi anch’essi, procure in primis, delle più spregiudicate operazioni di potere in cui gli apparati giudiziari vengono utilizzati come grimaldelli per aprire porte o clave per scardinarle, come meri strumenti per mantenere od occupare poltrone. Inquietante.

L’uso spregiudicato degli strumenti della giustizia penale ed amministrativa ne stanno annientando la funzione armonizzatrice degli interessi in competizione, facendo prevalere i più famelici su quello generale ormai asservito agli appetiti di una classe dirigente che ha ormai perduto ogni ragione per essere tollerata.

Un processo di delegittimazione pericolosissimo in cui tutte le regole vengono sovvertite e quelli che dovrebbero esserne arbitri perdono drammaticamente ogni autorevolezza.

E’ possibile che debbano passare mesi se non anni prima che si accertino fatti la cui soluzione incide sulla formazione di enti strategici per la tenuta e lo sviluppo del tessuto economico di una intera comunità?

Delle due l’una: o sono fondate le denunce sui falsi, e i responsabili arrestati, o sono false le denunce e allora vanno arrestati i denuncianti. Punto.

Adesso, dopo le giravolte acrobatiche di Crocetta e del suo assessore Mariella Lo Bello, ecco che arriva l’ultimo scienziato che afferma chiaramente che si è tanto confuso tra denunce e ricorsi che decide di revocare tutto e ricominciare daccapo: ma davvero si può pretendere di governare la settima potenza industriale del mondo, o quel che ne resta, in un modo simile?

E’ davvero uno scandalo, una vergogna: è davvero un momento molto pericoloso.