L’approvazione del bilancio di previsione 2019 della Camera di Commercio riunita Catania-Ragusa-Siracusa con un fortissimo disavanzo di 7,5 milioni e forti preoccupazioni per il futuro sta scatenando una ridda di reazioni, più o meno composte. Di certo la situazione è molto complessa e merita di accendere più di un faro, soprattutto in considerazione che sullo sfondo aleggia la madre di tutte le operazioni: la vendita dell’aeroporto di Catania che, chissà perché, è finito ad essere controllato totalmente da questa Camera di Commercio e dalla sua governance pro tempore. Una circostanza che merita grande attenzione. E infatti, dopo l’intervento del CODACONS ed in attesa della conferenza stampa convocata per il 14 dal presidente della Camera Agen, proprio sul tema della vendita di Fontanarossa interviene Claudio Melchiorre dell’associazione Vussia e Movimentomec che senza mezzi termini chiede di “Commissariare subito Camera Sud Est per tutelare aeroporti Catania e Comiso”.

Il comunicato diffuso dalle associazioni Vussia e Movimentomec è diretto: “A seguito delle notizie sul possibile prossimo default della Camera di Commercio del Sud Est siciliano, il Vussia chiede al governo nazionale, a Unioncamere nazionale e alla Regione Siciliana di provvedere nel tempo più rapido possibile al commissariamento della super Camera di Commercio, nata per inciso nel periodo che molti giornali indicano come “Era Montante”.

Prosegue la nota: “Seguiamo il destino degli aeroporti siciliani da tempo e pertanto riteniamo che l’improvvisa accelerazione del default dell’ente camerale che ha in mano le azioni della Sac di Catania e, a cascata, della Intersac e quindi della Soaco di Comiso, debba essere commissariato senza indugio con personalità totalmente distanti dalla gestione ultradecennale sostanzialmente del medesimo gruppo di potere.”

“La tempistica del default è molto sospetta – ha dichiarato il portavoce Claudio Melchiorre – così come inutili sono stati il commissariamento disposto dal governo Crocetta, secondo molti dominato da Antonello Montante, attualmente recluso per accuse relative alla costruzione di un sistema di spionaggio anche a danno di organi giurisdizionali, e il successivo accorpamento in un unico organismo camerale degli enti di Catania, fortemente indebitato da lustri, Siracusa e Ragusa. Chiediamo che gli enti superiori delle Camere di Commercio procedano all’immediata rimozione dell’intero vertice camerale e mettano in sicurezza le azioni di Sac spa. Non vorremmo, infatti, che con l’occasione si realizzi quanto anticipato il 12 marzo 2018 da testata online, che riportava una dichiarazione intercettata di Ornella Laneri, ex amministratore delegato di Sac, poi ribadita a un altro giornalista, nella quale a chiare lettere si parlava di vendita di Sac, con una valutazione fatta da Vito Riggio, allora presidente dell’Enac, di 200 milioni, mentre sarebbe già stata pronta una “commissione” tra i 10 e i 12 milioni, pari al 5% della somma.

“Il Vussia fa notare che solo pochi giorni fa la Regione ha incaricato proprio Vito Riggio consulente per gli aeroporti e subito dopo è stata data la notizia del default camerale.”

“Vi sono tempistiche sospette – ha proseguito Melchiorre – non vorremmo che vi siano gruppi di potere che hanno fatto del debito una scienza dell’appropriazione di infrastrutture e risorse pubbliche. In ogni caso, noi e i cittadini del sud Sicilia ci opporremo con ogni mezzo a nostra disposizione alla privatizzazione delle tasse d’imbarco di Fontanarossa e alla morte dello scalo di Comiso.”

Al di là delle posizioni e delle ricostruzioni, i temi che si stanno ponendo con forza all’attenzione della pubblica opinione (e delle istituzioni di controllo) in queste ore risultano di interesse fondamentale per il tessuto economico dell’intera isola, partendo dalla considerazione di quanto sia opportuno che a gestire la vendita di un aeroporto così importante come quello di Catania possa essere un ente come una Camera di Commercio la cui governance si forma, di volta in volta, a seguito di scontri di potere feroci e spesso non cristallini.

E quindi, la nostra domanda: Ma perché l’aeroporto di Catania è finito sotto il totale controllo di una Camera di Commercio che adesso se lo potrebbe (s)vendere per (nella migliore delle ipotesi) risolversi i suoi problemi che nulla hanno a che fare con l’interesse generale?