La storia che stiamo per raccontare è molto semplice, ma chi legge questo giornalucolo si è già reso conto che si sta complicando, e di molto. Potrebbe essere la solita storia di “ignoranza, tracotanza e arroganza al potere”, abusi, spreco di risorse pubbliche, familismo, interessi privati, inadeguatezza, incapacità…ma vedrete nei prossimi giorni che c’è molto di più, con il serio rischio che importanti operazioni di grande rilevanza pubblica, come la vendita di un aeroporto pubblico e acquisti milionari di enti fiera, siano in mani decisamente inadeguate.

Intanto veniamo al fatto specifico, che si inquadra nell’attività tipica di questo giornalucolo che, come pochi altri purtroppo, si occupa di raccontare le dinamiche dei vari centri del potere locale, soprattutto pubblico.

E di TUTTI i centri di potere pubblico il giornalucolo si è sempre occupato e in maniera molto rigorosa e documentata: regione, provincia, comune, partecipate varie, Cara Mineo, Università, etc., spesso da molto prima che scoppiassero casi poi clamorosi e con gli esiti, anche giudiziari, che conoscono ormai molto bene tutti e 200 mila lettori, non solo i 15 affezionati.

Tra gli enti pubblici di maggior rilievo rientrano senza dubbio le Camere di Commercio, ancor di più se a controllarle si ritrovano massoni sedicenti “in sonno” (detto tra parentesi spesso i peggiori opportunisti, un piede di qua e l’altro di là: “non si sa mai”), per di più con la pretesa di vendersi aeroporti pubblici, acquistare enti fiera con soldi altrettanto pubblici e strane procedure, che arrivano a mistificare in pubbliche conferenze stampa persino i dati di bilancio.

E quando qualcuno avanza, nell’interesse generale, documentate e ragionevoli perplessità (se decine di dipendenti firmano una pubblica diffida qualche problema ci sarà…), viene immediatamente intimidito con minacce di varia natura, anche a mezzo di “stampa” compiacente e “fraterna”, oltre ad essere tacciato di appartenere a bande non meglio identificate, accusato addirittura di voler estorcere incarichi e prebende riservate,  a quanto pare, ai soli familiari propri e chissà che altro, per il semplice fatto che c’è chi non si lascia comprare (“toglietevelo dalla testa, potete convincerci ma mai comprarci!), e neanche intimidire.

Ma torniamo alla storia semplice semplice.

Qualche giorno addietro ci è stata segnalata una strampalata “intervista” durante la quale il presidente della Camera di Commercio Agen si è lasciato andare alla solita sequela di affermazioni autoreferenziali tra le quali ci hanno particolarmente incuriosito quelle che negavano contributi di denaro a sagre o altro: perché lui, come noto, “vola alto”.

Ricordavamo, al contrario, che contributi di denaro pubblico la “sua” CamCom ne avesse concessi eccome, compresi a congressi di neurologi e avvocati che non si capisce bene cosa c’entrino con il commercio, e così abbiamo voluto verificare, proprio come può fare un giornalucolo qualsiasi.

Tra questi ne abbiamo trovato uno che ci ha molto preoccupati perché sintomatico di quello che non dovrebbe farsi in una pubblica amministrazione.

In estrema sintesi,  avevamo verificato che la giunta camerale aveva concesso 15 mila euro di denaro pubblico ad una associazione per organizzare un campionato di sci alpino che, tra l’altro, non pare abbia ben contribuito alla buona immagine del territorio, ma su questo torneremo: incrociando alcune informazioni da fonti diverse, abbiamo quindi scoperto che l’associazione in questione risultava direttamente controllata proprio dalla famiglia dello stesso Agen.

Chi non ha letto quell’articolo può farlo adesso.

La delibera di concessione della giunta camerale ci è sembrata costruita proprio male, come se si volesse impedire di capirci qualcosa: veniva dato conto dell’allontanamento “temporaneo” del presidente Agen dalla seduta ma non se ne esplicitava la motivazione (da esplicitare obbligatoriamente) di questo allontanamento, inserendo degli stranissimi “omissis” ingiustificabili in un atto pubblico; inoltre nel corpo di tutta la delibera non veniva mai indicato il rappresentante legale di questa associazione che avrebbe dovuto beneficiare del bel contributo pubblico.

Obbligatorio, a questo punto per qualsiasi giornalucolo, approfondire la questione.

Considerato che la Camera di Commercio, come abbiamo già rilevato, in termini di rispetto dei principi di Trasparenza sia prossima allo zero considerato che pubblica, quando li pubblica, i propri atti all’albo pretorio per appena 7 giorni e poi li fa letteralmente sparire, abbiamo fatto quello che potevamo: un bell’accesso agli atti.

E qui è accaduto il pasticcio sul quale torneremo anche in altre sedi.

Abbiamo infatti inviato due pec indirizzate entrambe, si badi, al Segretario Generale della Camera di Commercio e al Responsabile della Trasparenza e Anticorruzione.

È accaduto che invece ha risposto l’unico che non doveva rispondere, primo perché non destinatario della richiesta e poi in quanto “direttamente interessato” alle ragioni dell’accesso: il presidente Agen.

Ed ha risposto in maniera decisamente incredibile, totalmente sballata sotto ogni profilo, a prescindere dal “purnondimeno” che in italiano non esiste, proprio come il defoult.

Nonostante, infatti, già nell’oggetto delle due pec, proprio per aiutarli a non confondersi, era chiaramente indicata la normativa in base alla quale si procedeva, il presidente Agen arriva alla tracotanza di negare gli atti richiesti con una motivazione che viola grossolanamente tutta la normativa sugli obblighi di Trasparenza della Pubblica Amministrazione in vigore ormai da quasi un decennio.

Poi si lascia andare a considerazioni sulla qualità giuridica del sottoscritto che se la vede lui che voleva dire, fatto sta che il presidente Agen compie con questa comunicazione una serie di atti di assoluta gravità: intanto sottrae al destinatario indicato la corrispondenza in questione e interviene con questa sottrazione in una procedura di accesso agli atti che riguardano un suo potenziale conflitto d’interesse nella elargizione di fondi pubblici, arrivando per di più a negarli: non poteva commettere atti più gravi!

Si limita, Agen, ad allegare la copia della delibera di cui sopra che avevamo già pubblicato e con gli stessi “omissis” di cui si chiedeva la rimozione.

Agen, nella sua risposta alla nostra istanza presentata ai sensi dell’art. 5 c. 2 D.Lgs 33/2013 e D.Lgs 97/2016, cita una legge, la 241/90, che non c’entra niente, abbondantemente ed esplicitamente superata dalla normativa cui ci siamo appellati.

Il presidente Agen ha così negato l’accesso agli atti affermando che per richiederli occorrerebbe un interesse concreto ed attuale da parte del richiedente: niente di più falso!

La normativa FOIA, in vigore dal 2013 ed ulteriormente potenziata nel 2016, prescrive, al contrario,  che “l’accesso civico generalizzato garantisce a chiunque il diritto di accedere ai dati e ai documenti posseduti dalle pubbliche amministrazioni, se non c’è il pericolo di compromettere altri interessi pubblici o privati rilevanti, indicati dalla legge.

L’accesso civico generalizzato, istituito dalla normativa FOIA, differisce dalle altre due principali tipologie di accesso già previste dalla legislazione:
A differenza del diritto di accesso procedimentale o documentale (regolato dalla legge n. 241/1990), garantisce al cittadino la possibilità di richiedere dati e documenti alle pubbliche amministrazioni, senza dover dimostrare di possedere un interesse qualificato.

A differenza del diritto di accesso civico semplice (regolato dal d. lgs. n. 33/2013), che consente di accedere esclusivamente alle informazioni che rientrano negli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge (in particolare, dal decreto legislativo n. 33 del 2013), laccesso civico generalizzato si estende a tutti i dati e i documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni.” 

Vediamo quindi quali erano le richieste formulate dal giornalucolo e che riguardavano, appunto, atti di concessione di fondi pubblichi per i quali potrebbe risultare direttamente interessato lo stesso presidente Agen che ha sottratto la corrispondenza al Segretario Generale della Camera di Commercio e negato l’accesso agli atti formulato in base alla normativa Foia.

Con la PEC del 9 settembre si era chiesto, e si richiederà nuovamente al legittimo destinatario, cioè il Segretario Generale e Responsabile Anticorruzione e Trasparenza:

  •  copia dell’ordine del giorno della seduta della giunta camerale del 15 febbraio 2018;
  •  copia delle note presidenziali di convocazione n.3420/U e 3421/U del 9 febbraio 2018 nonché 3672/E e 3760/E del 13 febbraio 2018;
  • copia integrale del verbale n. IV della seduta della giunta camerale del giorno 15 febbraio 2018;
  • copia integrale della delibera n.25 approvata dalla giunta camerale in data 15 febbraio 2018, integrata delle parti risultanti omissate ovvero chiarire le ragioni a giustificazione dei due omissis.

Quindi, come beffa, nella sua risposta, il presidente Agen l’unico atto che ci inoltra è la stessa delibera 25 con gli stessi omissis che noi stessi avevamo allegato all’istanza…bah.

Approfondendo ulteriormente, e alleghiamo anche questa, abbiamo inviato una successiva PEC il 13 settembre  con cui si chiedevano gli atti prescritti dal regolamento camerale per la concessione di contributi pubblici, in particolare per verificare il corretto adempimento di quanto prescritto dall’art.8 punti 1 e 2b:

  • copia dell’istanza di richiesta del contributo a firma del rappresentante legale dell’associazione richiedente;
  • copia del provvedimento di liquidazione con relativo numero e data protocollo del citato contributo di cui alla delibera 25 del 15 febbraio 2018 con l’indicazione del legale rappresentante dell’associazione beneficiaria;
  • copia della relazione dettagliata (prevista come necessaria per poter procedere all’erogazione del contributo ai sensi dell’art. 8 comma b del regolamento camerale) sullo svolgimento dell’iniziativa, corredata da documentazione (compresa rassegna stampa), nella quale siano precisati gli effetti positivi che ha determinato sul piano della promozione economica del territorio;
  • copia del rendiconto analitico per come richeisto dall’art.8 del regolamento camerale delle entrate realizzate o comunque accertate e delle spese sostenute da allegare al provvedimento di liquidazione del contributo;
  • copia dell’elenco dei documenti di spesa, che l’art. 8 del regolamento prescrive vengano allegati in copia al provvedimento di liquidazione, e i dati per la loro individuazione, tra cui importi ed estremi delle fatture quietanzate e degli altri documenti di spesa.

A questo punto, ribadendo la grossolanità di quanto commesso dal presidente pro tempore della Camera di Commercio del Sud Est Pietro Agen e confermando che attendiamo che gli organi competenti eseguano le leggi dello Stato senza ulteriori indugi  e senza assumersi la responsabilità di ulteriori distrazioni ed omissioni, poniamo la domanda: è tollerabile che in simili mani sia lasciata la gestione di un ENTE PUBBLICO importante come una Camera di Commercio che sta trattando la vendita miliardaria di un aeroporto pubblico e la spesa di oltre 10 milioni di euro per l’acquisto di beni immobili che, tra l’altro, hanno seguito tutta una singolare procedura?

L’articolo sul contributo all’associazione gestita dalla famiglia Agen.

La PEC per l’accesso agli atti del 9 settembre 2019.

La PEC per l’accesso agli atti del 13 settembre 2019.

La risposta di diniego del presidente pro tempore della Camera di Commercio Sud Est Piero Agen.