“In questi giorni la Camera di Commercio Catania, come le altre, non potrà erogare i contributi a Confidi, mentre altre Camere di Commercio hanno chiesto aiuto perché non riusciranno più a pagare stipendi e pensioni”. E’ una situazione a dir poco paradossale che certo non fa bene al mondo delle imprese, quella che si sta delineando a causa della mancanza della costituzione della Suer Camera di Commercio del Sud Est. A dirlo, senza mezzi termini, è Pietro Agen, a capo della cordata riferibile a Confcommercio che, dopo l’ennesima revoca dell’insediamento del consiglio camerale, ha deciso di autoconvocarsi provocatoriamente per dimostrare che i numeri ci sono tutti, al di là delle battute degli avversari. Tra ricorsi al Tar e denunce alla Procura Agen si appella al Procuratore Zuccaro: “se ci sono intercettazioni che vengano fuori tutte per intero così come l’audizione dell’ex assessore Venturi, gli interessi sull’aeroporto di Catania e gli elenchi delle imprese avversarie che ancora non conosciamo” VIDEO INTERVISTE

Quella di venti consiglieri della cordata “Confcommercio” dei 32 nominati a dicembre dal presidente della Regione Crocetta è stata più che un’azione dimostrativa (erano presenti, tra gli altri, Riccardo Galimberti presidente di Confcommercio Catania, Giuseppe Giannone presidente della Camera di Commercio di Ragusa, Salvo Politino direttore della Confesercenti Catania, Giovanni Pappalardo presidente della Coldiretti Catania e Michele Marchese dell’Upia Casartigianio di Siracusa e Nico Torrisi ad della Sac), con parole forti seguite da azioni altrettanto forti. Intanto due ricorsi al Tar per sospendere la revoca dell’insediamento decisa dall’assessore Lo Bello all’indomani della mancata intesa della Conferenza Stato Regioni che doveva pronunciarsi, per la seconda volta sullo stesso argomento, sull’unione delle tre camere alla quale aveva già dattili via libera due mesi fa.

Il Tar potrebbe decidere già domani ma con il clima vacanziero, sospettano in tanti, la decisione di sospendere l’atto “illegittimo” della vicepresidente della Regione Lo Bello potrebbe slittare a settembre. E poi -promette Agen- il passo successivo sono le denunce civili e penali che saranno presto presentate contro l’assessore alla procura della Repubblica da parte dello stesso gruppo che a lui fa capo.

“Questa è l’ultima volta in cui parlo in questi giorni manterrò l’impegno -promette- semplicemente parleranno gli avvocati. Ormai la via da percorrere deve essere da ora in poi solo giudiziaria. Ecco perché mi rivolgo con forza al Procuratore Zuccaro perché se ci sono intercettazioni che le abbiano tutti, è intollerabile che alcuni le hanno e altri no. Voi pensate che ancora oggi le nostre organizzazioni non hanno neanche gli elenchi dei nostri rivali mentre loro ce li hanno e ci lavorano già da due anni. Domani li chiederò ufficialmente alla Regione Sicilia, in caso contrario denuncerò l’assessore anche per questo e lo farò personalmente”.

“Quindi chiedo al procuratore Carmelo Zuccaro -prosegue- di farsi carico di chiedere di ascoltare l’audizione in Commissione Antimafia del 14 dicembre dell’anno scorso in cui l’assessore Venturi parlava di aeroporto di Catania e di rinnovo camerale. L’audizione è stata secretata ma se venisse ascoltata si capirebbe chi e perché ha tramato per prendere il controllo delle Camera di Commercio e della Confcommercio. L’ultima cosa, sarebbe interessante, visto che si parla di interessi e chi parla dovrebbe tacere visto i benefici che ha avuto in passato, bisognerebbe andare a vedere l’elenco di chi ha ricevuto erogazioni di tipo economico dalla vecchia gestione. aeroportuale. Vediamo se c’è un solo soggetto, un’associazione che sia riferibile a Confcommercio e chi invece è riferibile all’altra parte. Sarebbe interessante approfondire l’intercettazione in cui l’ex a.d. della SAC Ornella Laneri parla, con tono ironico e critico, di una commissione di 10/12 milioni di euro “.

Le parole sono forti, ma del resto il clima è avvelenato come la nota che è stata diffusa nel week-end dalla parte avversa e alla quale Agen risponde: “Siamo in tenuta sportivo-elegante -dice- per accontentare i nostri amici che si limitano a fare battute di spirito non avendo più molto altro da dire. E’ stata una risposta di sobrietà e tranquillità. Solo qualche sciocco che scrive in un giornale abusivo poteva pensare che fossimo qui per insediarci. noi vogliamo solo dimostrare che c’è una maggioranza di consiglieri regolarmente eletti che vuole cominciare a lavorare per il bene dei territori. Ci sono rappresentanti di Ragusa, Siracusa e Catania che vogliono portare avanti un discorso insieme per le categorie, altri scherzano. Invece si continua con questo gioco, sia chiaro, con il vergognoso supporto della Regione Sicilia e la vergognosa attività di Unioncamere nazionale che cerca con trucchetti vari di far saltare una fusione che ha fortemente voluto e che oggi osteggia solo perché ha perso le elezioni”.

“Tutte insieme queste sigle rappresentano, si e no, 4 consiglieri camerali -afferma sicuro-. Immaginatevi come dovremmo ascoltarli. Confindustria non c’è e dò atto a loro della serietà. Come ho sempre detto, la prima cosa che farei, se dovessi mai diventare presidente della Camera di Commercio, sarebbe di cercare di ricomporre l’unione di tutti coloro che vogliono fare crescere la Camera di Commercio per il bene dei territori e delle imprese. Con chi invece fa demagogia e in passato ha molto ricevuto proprio dall’aeroporto, non è mia intenzione parlare”.

Toni accesi anche negli interventi che si sono susseguiti dalla pedana, tra cui quelli di Marchese, Giannone, Politino, Romano e Pappalardo.

“Per quanto riguarda Siracusa e Ragusa -sostiene Sandro Romano di Confcommercio Siracusa- è impossibile, nel rispetto del quadro della legge Madia, che le due camere di commercio possano stare insieme in quanto entrambe non hanno provveduto alla pulizia degli elenchi delle imprese e non raggiungerebbero il numero minimo delle 75mila imprese. In qualsiasi caso non c’è la sostenibilità economica. L’anno scorso il bilancio di Siracusa -spiega- è stato chiuso a pareggio soltanto mettendo in bilancio un milione di euro avuto dal fondo di perequazione e un altro milione preso a garanzia dal fondo Tfr. Dal punto di vista aziendale una contabilità a partita doppia sarebbe meno due milioni. E con l’ulteriore taglio del contributo camerale è impossibile sostenere questo accorpamento economicamente. La cosa vera è che questi signori hanno fatto marcia indietro il 16 giugno (del 2016 ndr), nel momento in cui è uscito l’elenco con l’attribuzione dei seggi che li dava per sconfitti. Ma è comodo tornare indietro quando no vi è più la convenienza, ormai non è più possibile!”.