Con un comunicato ufficiale nella tarda serata di ieri il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato notizia nella home page del proprio sito che il ministro Calenda ha posto fine all’annosa vertenza sul riordino delle Camere di Commercio, chiudendo la partita sull’accorpamento di quelle di Catania, Ragusa e Siracusa. Adesso deve insediarsi il consiglio camerale più volte rinviato dall’assessore Mariella Lo Bello. E si apre la partita della presidenza di Unioncamere nazionale con l’attuale incaricato, il catanese Ivan Lo Bello, rimasto senza camera.

Si legge nel comunicato del ministero: “Firmato il decreto che razionalizza e rende più efficiente il sistema delle Camere di Commercio a conclusione di un percorso avviato ai sensi di quanto previsto dal decreto legislativo n. 219 del 2016, sulla base della proposta di Unioncamere di un piano complessivo di razionalizzazione delle sedi delle singole camere di commercio.”

Con gli accorpamenti previsti si passerà da 95 a 60 sedi delle camere di commercio, salvaguardando la presenza di almeno una camera di commercio in ciascuna Regione, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto legislativo n. 219/2016 e vengono inoltre ridefinite le Aziende speciali, che passano dalle 96 attuali a 58.”

“La riforma mira ad un maggior dinamismo dell’intero sistema imprenditoriale ridefinendone i punti di riferimento sul territorio, in ragione degli obiettivi e delle strategie comuni, e porterà risparmi importanti: una più razionale riallocazione del personale, maggiori servizi alle imprese e una rimodulazione dell’offerta anche in relazione alle opportunità del piano Industria 4.0. Attraverso i commissari ad acta si provvederà ad agevolare l’istituzione delle nuove Camere di Commercio derivanti dagli accorpamenti previsti dal Piano di riordino.”

Così, in Sicilia le camere di commercio passano da 8 a 4, Messina resta sola, accorpata Palermo con Enna, unite Caltanissetta, Agrigento e Trapani ed appunto la Super Camera che tanti dolori ha dato e altri ne darà, quella di Catania, Ragusa e Siracusa.

A margine di questa conclusione deve registrarsi il fatto che l’accorpamento del Sud-Est priva definitivamente l’attuale presidente di Unioncamere, il catanese Ivan Lo Bello, della possibilità di presiedere una camera di commercio, requisito essenziale per mantenere l’incarico nazionale e questo aprirà un altro fronte non meno delicato.

Adesso, a stretto giro, sempre che l’assessore Mariella Lo Bello non abbia altri impegni, tipo parrucchiere o dentista, dovrebbe essere essere immediatamente convocato il consiglio camerale per il suo insediamento e la relativa elezione del suo presidente.

E comincerà tutta un’altra storia, si spera meno patetica.