Tanto tuonò che piovve. Alla fine il colpo di scena, in un modo o nell’altro, in anticipo rispetto ai timori, c’è stato. Si sono concluse oggi con la richiesta di archiviazione per il commissario della Camera di Commercio di Catania Alfio Pagliaro, e altri due dirigenti, Stefano Alì e Giovanni Brafa Musicoro, le indagini dei magistrati su denuncia di alcune associazioni. Risultano 11 gli indagati per sole 81 contestazioni su migliaia di aziende passate al vaglio. I nomi sono quelli di  Alessio Lattuca, Gino Scotto, Davide Raccuglia, Riccardo Galimberti, Filippo Guzzardi, Giuseppe Giglio, Giovanni Selvaggi, Riccardo Santamaria, Massimo Franco, Giuseppe Bulla e Giovanni Sebastiano Rinzivillo. A tutti vengono contestate false attestazioni. Il tutto alla vigilia del parere che dovrà dare la Conferenza Stato Regioni domani sull’accorpamento di Catania, Siracusa e Ragusa. Sudpress ha sentito il presidente di Confcommercio Catania Galimberti

In particolare, ad Alessio Lattuca di “ConfimpresaEuromed” vengono contestate ventinove imprese; a Gino Scotto, di “Federazione provinciale FAPI Catania” undici aziende; a Davide Raccuglia della “Cidec (Confederazione Italiana degli Esercenti e Commercianti)” otto; a Galimberti quattordici irregoilarità; a Filippo Guzzardi, rappresentante di Confesercenti Catania sei; due a Giuseppe Giglio di “Unsic Catania”, a Giovanni Selvaggi di “Confagricoltura Catania” e a Riccardo Santamaria della Confesercenti ragusan; a Massimo Franco di “Confagricoltura Siracusa” e Giovanni Sebastiano Rinzivillo del FAI Catania una ciascuno. Pino Bulla di  “Transfrigoruote Italia Assotir” sarebbe indagato per sei attestazioni.

Esultano gli avvocati di Alfio Pagliaro, Stefano Alì e Giovanni Brafa Musicoro, Christian Petrina e Luca Sagneri che esprimono “grande soddisfazione per la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica in relazione alla vicenda del l’accorpamento delle Camere di commercio di Catania Siracusa e Ragusa. Questa difesa ha sin dall’inizio evidenziato l’estraneità del dott. Pagliaro e dei suoi collaboratori, dalle assurde accuse mosse loro dalla cordata facente capo a Confindustria. I recentissimi eventi politici -spiegano- in merito hanno ampiamente evidenziato come l’esposto presentato da cui scaturisce il procedimento per cui è stata richiesta l’archiviazione, rappresentasse l’ennesimo esecrabile tentativo di strumentalizzazione della giustizia amministrativa, prima e penale poi, finalizzato a screditare l’avversario sottoponendo ad una pressante ed ingiusta gogna mediatica. E’doveroso evidenziare come il dott. Pagliaro nel corso dell’indagine si è astenuto da qualsiasi commento, sopportando in silenzio la quantità di menzogne e calunnie avanzate nei suoi confronti , in quanto pienamente fiducioso sull’operato della magistratura. Siamo a conoscenza che sono già state annunciate le opposizioni alla richiesta di archiviazione. Tuttavia riteniamo che la richiesta avanzata dalla Procura sia assolutamente fondata, ben motivata e solidamente ancorata alle risultanze in atti, per cui affronteremo con serenità la decisione che il GIP vorrà prendere, fermo restando che anche in quella sede dimostreremo l’assoluta trasparenza e regolarità dell’operato dei nostri assistiti”.

“Finalmente so di cosa si tratta -esordisce il presidente di Confcommercio Galimberti – e sono tranquillissimo. Ci  contestano 14 aziende su sei, settemila che abbiamo presentato. Non cambia nulla. Le posso confermare che le aziende erano quelle dei rumors di stampa, Pubbliservizi, Mulriservizi, Gruppo Abate, sui quali siamo non tranquilli, ma tranquillissimi. Risponderemo ai magistrati tra più di un mese perché dal 1 agosto al 1 settembre c’è la pausa estiva. Fapi ed Euromed non sono nemmeno nel nostro apparentamento e quindi di che stiamo parlando? Poi si possono dire tante cose ma su questi risponderemo. Evidentemente era un attacco preciso alla persona per fare una polemica e solo questo. D’altro canto mi pare che l’abito su misura per il presidente di Unioncamere è stato confezionato a dovere, una camera di commercio che salta fuori (Siracusa e Ragusa ndr). E’ un’opera di maquillage tecnico preparata ad arte veramente. Io penso che la storia farà giustizia di questo. Il parere della Conferenza è consultivo, si potrebbe arrivare al paradosso che la Conferenza non raggiunge l’intesa su quanto presentato e il Ministro la approvi lo stesso. Ma allora a che serve? E soprattutto a che serve il fatto che già su Catania Siracusa e Ragusa sia stata già raggiunto l’accordo?

Adesso avremo venti giorni di tempo per produrre i nostri documenti -spiega il presidente- ma se ne parlerà ai primi di settembre. Hanno creato un grande bubbone, si è parlato di teorema, quando per Pagliaro c’è stata la richiesta di archiviazione e sono stati contestati solo 81 nominativi, alcuni di Fapi ed Euromed, ma allora mi chiedo come si fa a inficiare la procedura camerale?

Comunque -conclude Galimberti- se Catania, Siracusa e Ragusa dovesse saltare si comincerebbe una nuova procedura e quindi prima di due anni non avremo una nuova Camera di Commercio a Catania e raggiungeremo il record dei sette anni di mancanza di un consiglio!”.