Le notizie sono più d’una. La prima è che, a differenza delle altre Camere che hanno nominato esperti esterni, a Catania per la nomina del Segretario Generale la Commissione di Valutazione dei candidati è composta…dagli stessi componenti della giunta camerale. Cioè, si sono nominati loro stessi: vabbè. Come non bastasse a far sorgere qualche perplessità, ed è la seconda notizia, nell’ultima seduta la giunta si è spaccata mettendo in minoranza il presidente pro tempore Agen: in 4 hanno chiesto di sospendere la procedura, magari nominando un facente funzioni…Ma d’incanto spunta una delibera già bella e pronta per la seduta che dovrà svolgersi questo lunedì e che prevede l’unanimità: come si sono convinti in 3 giorni i 4 consiglieri che hanno chiesto di non procedere alla nomina?

Da qualche tempo è finito, con il suo pensionamento, il regno ultra ventennale di Alfio Pagliaro che della Camera di Commercio di Catania è stato Segretario Generale e Conservatore del Registro delle imprese.

Occorre sostituirlo e quello di un Segretario Generale è un ruolo delicatissimo.

In base alla legge 518 del I° luglio 1970 e successive modifiche il Segretario Generale “presiede lo svolgimento di tutte le funzioni connesse alla direzione, organizzazione ed esecuzione dei compiti istituzionali, nel rispetto dei principi di trasparenza e imparzialità nonché dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità gestionale; assicura la legittimità degli atti e provvedimenti che, per legge o per regolamentazione interna, siano riferibili o comunque sottoposti al suo esame; garantisce il corretto utilizzo dei fondi erogati dal Governo italiano e di ogni altra risorsa o provento.”

Funzione, quindi, delicatissima, resa ancora più complicata:

Per non dire della totale mancanza di trasparenza quando gli atti vengono pubblicati per appena una settimana e poi letteralmente spariscono, con la gravità del fatto, come abbiamo visto, che vengono occultati anche in presenza di accesso agli atti. Potremmo continuare ma non ci dilunghiamo.

Insomma, più che delicata, una sorta di mission impossible quella del futuro Segretario Generale.

Proprio per questo, anche per garantirne un minimo di terzietà pur nel rispetto del rapporto fiduciario, la maggior parte delle altre Camere hanno costituito commissioni di valutazione dei candidati composte da esterni in tutto o in parte.

È il caso di Foggia:

di Brindisi:

e persino di Palermo-Enna:

Che fanno invece alla Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa recentemente diventata del Sud Est?

Si nominano loro stessi come componenti della commissione di valutazione: “La Giunta Camerale in veste di commissione” si legge negli atti…”in veste”.

Fatto sta che della “commissione” fanno quindi parte, “in veste” di esperti, i componenti della Giunta Camerale Pietro Agen, Salvatore Politini, Riccardo Galimberti, Salvatore Guastella, Filippo Guzzardi, Michele Marchese, Giovanni Pappalardo e Vincenza Privitera.

Curricula presenti con qualche lacuna sul sito trasparenza della Camera del Sud Est ad eccezione di quello del vice presidente vicario Politino che manca del tutto mentre quello un pò scarno del presidente Agen non indica nemmeno il titolo di studio.

Questi signori hanno deciso di avere le competenze per valutare i titoli altamente specialistici richiesti dalla legge e dal bando ai candidati segretari generali, compresa la padronanza della lingua inglese e di altre lingue straniere.

E lo hanno fatto esaminando i curricula dei 6 candidati poi scesi a 4 per il “colloquio finale” che prevede nel bando almeno 9 punti d’esame particolarmente impegnativi delle qualità professionali del candidato.

Tra i quattro candidati si è classificato primo il dr. Maurizio Pirazzini, già segretario generale della Camera di Commercio di Padova, recentemente condannato in primo grado a due anni (pena sospesa e non menzione) per un complicato caso di abuso d’ufficio relativo ad un concorso che pare ancora tutto da chiarire.

Dalle informazioni presenti in rete sembra che Pirazzini si sia trovato a gestire una fase particolarmente complessa, definiamola così, della Camera di Padova, trovandosi in mezzo a scontri di potere in qualche modo simili a quelli già visti a Catania e incappando alla fine in un reato minore che, almeno al momento, ne ha interrotto una carriera sino a quel momento brillante.

Tuttavia la legge e legge ed in questo caso prevede l’inconferibilità dell’incarico in caso di condanna anche in primo grado per reati connessi alla carica.

Settimana scorsa si è quindi riunita la “Giunta Camerale in veste di Commissione” con la proposta del presidente Agen di nominare segretario generale il secondo classificato, cioè Rosario Condorelli, dipendente della stessa Camera di Commercio di Catania e noto politico catanese già assessore di Bianco nel periodo 93/97 e presidente del consiglio comunale 97/99.

E qui è successo l’inedito inghippo della giunta-commissione che si spacca, con 4 componenti che mettono in minoranza Agen che resta sostenuto solo dal vice presidente vicario Politini e dalla consigliera-commissaria Vincenza Privitera.

Assente Michele Marchese, i presenti Riccardo Galimberti, Salvatore Guastella, Filippo Guzzardi e Giovanni Pappalardo chiedono di sospendere la procedura, magari nominando Condorelli come facente funzioni, proprio come suggerito con una nota ufficiale da Unioncamere, ma senza impegnare la Camera per l’intero periodo contrattuale di 4 anni e nel frattempo rivolgersi alla Regione per approfondire ulteriormente il complicato caso.

Non ultima la considerazione sulla scarsa partecipazione di candidati, appena 4, alla selezione per un ruolo di altissimo prestigio e potere, oltre che particolarmente interessante sotto il profilo economico: l’ultimo stipendio annuo noto del segretario uscente ha sfiorato i 170 mila euro.

Ma a quanto pare la “fretta è molto frettolosa” e la giunta-commissione risulta già convocata questo lunedì 30 settembre, con delibera già pronta per deliberare la nomina di Saro Condorelli a Segretario Generale.

All’unanimità…c’è già scritto…