La durissima pregiudiziale formalizzata dall’avvocato Elisa Di Mattea, esponente del CODACONS e rappresentante dei consumatori in seno al consiglio della Camera di Commercio del Sud Est, pone un serio problema ai singoli consiglieri che adesso dovranno assumersi la responsabilità personale di proseguire nei lavori con il rischio di essere travolti da una vicenda che non si capisce come si stia tollerando. Da questo momento infatti nessuno potrà dire che non sapeva. La nota, indirizzata al Segretario Generale della Camera Rosario Condorelli e a tutti i consiglieri, chiama in causa anche il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci, al ministero per lo Sviluppo Economico ed alla prefettura di Catania. Un atto che mette in mora la regione e gli altri organi competenti a tutt’oggi inadempienti sulla questione della violazione dell’art. 13 della Legge 580/1993 che renderebbe il signor Pietro Agen, dichiaratosi pubblicamente aderente alla massoneria, incompatibile con il ruolo di presidente dell’importante ente pubblico. Senza considerare tutto il resto emerso in questi giorni. Il testo integrale della lettera.

“In vista della seduta del Consiglio camerale, già convocata per il prossimo 28 novembre, e alla luce dei punti posti all’ordine del giorno, la sottoscritta, avv. Elisa Di Mattea, rappresentante dei consumatori in seno a tale organo collegiale, si vede costretta a comunicare che non potrà partecipare a tale seduta, nonché a tutte quelle che seguiranno, fintanto che il Presidente della Regione Siciliana (autorità competente, ai sensi dell’art. 13, comma 3, legge n. 580/1993 di riordino delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura), continuerà a non pronunciarsi sulla decadenza dell’attuale presidente pro tempore dell’ente pubblico Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Pietro Agen, le cui immediate dimissioni, quanto mai opportune, ho già pubblicamente sollecitato, con nota stampa del 15 novembre, nell’interesse delle imprese e dei cittadini delle province di Catania, Ragusa e Siracusa.

Pietro Agen, infatti, in una recente intervista, ha dichiarato di appartenere alla loggia massonica del Grande Oriente d’Italia, il che risulta in contrasto con quanto prescritto dall’art. 13, comma 2, lettera f), legge n. 580/1993, che vieta di fare parte del Consiglio camerale a “coloro che siano iscritti ad associazioni operanti in modo occulto o clandestino e per la cui adesione siano richiesti un giuramento o una promessa solenne”. Tale previsione di legge, oltre che nella normativa regionale di riferimento (L.R. n.4/2010), è letteralmente riportata anche nell’art. 13 dello Statuto camerale.

Tale causa di decadenza del presidente Agen è stata oggetto di specifica segnalazione alle autorità competenti da parte dell’associazione nazionale dei consumatori CODACONS. Più di recente, la Prefettura di Catania, preso atto della segnalazione del CODACONS, ha trasmesso, per competenza, la pratica alla Presidenza della Regione Siciliana. Ed è di pochi giorni fa la notizia delle interrogazioni a risposta scritta, sulla questione, depositate dagli onorevoli Simona Suriano e Luciano Cantone.

E’ di tutta evidenza che la partecipazione di Pietro Agen, per di più con il ruolo di presidente, alle sedute camerali inficia irrimediabilmente il corretto svolgimento di tali sedute e la legittimità delle determinazioni che in esse vengono adottate. Di qui, la decisione di rimettere la mia partecipazione alle sedute alla decisione che il Presidente della Regione Siciliana vorrà finalmente adottare, senza ulteriore indugio, a tutela della legalità e della trasparenza.

Quanto poi ai delicati argomenti che verranno trattati nella prossima seduta del Consiglio camerale, al netto delle ragioni sopra illustrate, che impediscono la mia serena partecipazione ai lavori di un organo a composizione viziata, non posso sottacere l’assoluta contrarietà – mia e dei consumatori – alla pretesa di fare ulteriormente gravare i costi di una gestione camerale, rivelatasi sin qui pessima, sulle spalle delle categorie produttive del Sud Est Sicilia, causando inevitabili influenze negative a carico dei cittadini siciliani.

Esprimo, pertanto, la mia totale e convinta adesione alla campagna #NOAUMENTI promossa dal CODACONS, contro l’incremento e la maggiorazione dei tributi camerali, e mi associo a quanto di recente dichiarato in tal senso dal presidente di Confcommercio Siracusa, Elio Piscitello.

Infine, non posso non segnalare un’improvvida iniziativa – e mi limito a quella più eclatante! – contenuta nella “Relazione previsionale e programmatica per l’esercizio 2020″, distribuita in copia (non firmata) ai consiglieri camerali, per essere sottoposta ad approvazione nella seduta del 28 novembre.

E’ davvero singolare la protervia del presidente Agen nel promuovere, in tutta fretta, la conclusione della procedura di privatizzazione dell’aeroporto di Catania (di cui la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia è socio di assoluta maggioranza), iniziativa sempre più avversata dai cittadini e dai loro rappresentanti, di cui molteplici forze politiche.

Basti ricordare le forti e inequivocabili prese di posizione dei parlamentari nazionali e regionali del M5S, dell’ on. Stefania Prestigiacomo, parlamentare nazionale di Forza Italia, dell’on. Marco Falcone, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità.

Si tratta di una scelta oggettivamente assurda, posto che la società che gestisce l’aeroporto della città etnea – costituito, alimentato e potenziato coi soldi dei cittadini – è in attivo e non si capisce per quale motivo lo scalo dovrebbe essere ceduto ai privati!

La (s)vendita dell’aeroporto di Catania è, purtroppo, soltanto un esempio, senz’altro il più clamoroso, della logica sconsiderata che pervade la Camera di Commercio a guida Agen: privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite! Una logica tutta a danno dei cittadini, dei contribuenti, delle imprese.

Una logica del tutto inaccettabile che va coraggiosamente contrastata, per essere definitivamente accantonata, da tutti coloro che hanno a cuore gli interessi del nostro territorio e della nostra gente.”

Avv. Elisa Di Mattea nella qualità di consigliere del Camera di Commercio del Sud Est della Sicilia