Senza attaccanti è difficile far gol! Il Catania gioca bene ma perde 2 a 0. Occorre un deciso intervento della società per integrare un organico ormai evidentemente deficitario nelle sue punte avanzate.

Occasione per ottenere il primo posto in classifica persa da Lodi e compagni, partiti senza Russotto non al meglio e Di Grazia per scelta tecnica. Un Catania spuntato gioca bene ma perde contro il cinismo e l’organizzazione del Trapani, capace di trasformare in gol le uniche due occasioni del primo tempo.

Peccato, questa la parola che meglio si addice a descrivere la gara che poteva valere l’aggancio al Lecce al vertice della classifica, ed ha invece visto quello del Trapani ai rossazzurri.

Peccato perché il Catania ha espresso, seppur con una formazione rimaneggiata causa un Russotto non al 100% e il conseguente passaggio al 3-5-2 (checché ne dica Lucarelli in conferenza stampa se hai 3 centrali di ruolo e sole due punte in campo quello è la disposizione tattica), la solita mole di gioco, seppur al cospetto di una squadra ben più organizzata del resto delle avversarie finora incontrate.

Il Calcio, in questo senso, è uno sport crudele e cinico, organizzato in maniera diversa rispetto a Boxe o pattinaggio, e se anche esprimi il più bel gioco dell’universo, se tu sprechi ogni possibile occasione, anche la più clamorosa, e contemporaneamente gli altri sfruttano le tue disattenzioni, perdi.

Questo è ciò che è avvenuto ieri sera, con un Catania capace di schiacciare gli avversari per tutti i primi 28 minuti di gioco, sprecando occasioni capitate purtroppo sui piedi di giocatori che non hanno proprio il gol nel sangue, vedasi Semenzato e Aya, o che non sempre possono risolvere i problemi di finalizzazione di questa squadra, vedasi Mazzarani e Lodi.

Purtroppo, invece, il Trapani è passato alla prima occasione in cui si è affacciato nella metà campo etnea, quando sugli sviluppi di palla inattiva, Silvestri ha sfruttato le larghe maglie della difesa a zona strutturata da Lucarelli, punendo la mancanza di cinismo degli ospiti.

Di lì a poco sarà Reginaldo a siglare l’uno due che deciderà l’incontro, mostrando una volta di più quale sia la differenza tra una squadra con un attaccante che sfrutta ogni palla al meglio, e l’altra che un vero centravanti non lo ha proprio.

Infatti, sebbene nel secondo tempo gli ingressi di Russotto e Di Grazia abbiano dato più vivacità all’azione, ribadendo ancora una volta come questa rosa si esprima meglio con un tridente offensivo che possa dare maggiore profondità all’azione, il Catania non è comunque riuscito a segnare, peggiorando ulteriormente la situazione con l’inutile ingresso di Ripa.

Ora, sperando di essere smentiti nelle prossime settimane, dopo quasi metà campionato ormai agli archivi è il momento di fare i primi bilanci sul rendimento delle due punte sinora testate da Cristiano Lucarelli, con un Curiale apparso si volenteroso, si dedito al sacrificio, ma non nel suo ruolo naturale, avendo maggiore propensione al ruolo di seconda punta, e Ripa, lontano parente di ciò che ci si attendeva al momento del suo acquisto.

Purtroppo, il campo ha ormai dato i suoi primi verdetti, evidenziando come siano tre le squadre pronte a giocarsi l’unico posto per la promozione diretta, e siano Lecce, Trapani e Catania, con i giallorossi con sole tre lunghezze di vantaggio sulle siciliane, con una di queste migliore rispetto alle altre due in difesa e a centrocampo, capace di dominare quasi tutte le gare disputate, ma senza un bomber capace di guidarla alla promozione.

Con il Mercato di riparazione alle porte è giunto il momento di fare delle scelte importanti, decidendo se investire nel mercato di riparazione su una punta che completi una rosa già ampiamente competitiva, e in questo senso le parole di Lo Monaco in settimana quando dice di aver già individuato l’identikit che fa al caso di Lucarelli sono rassicuranti, oppure va preso atto che con un così evidente limite nello sbloccare le gare combattute è molto difficile che il Catania ottenga la promozione diretta.