Risolta la questione allenatore, smentendo le insistenti voci che accostavano grandi ex calciatori come Hernan Crespo o Giuseppe Mascara alla panchina rossazzurra, ci si prepara per la trasferta di domenica in casa della Paganese, ennesimo crocevia della stagione, che potrà far rientrare il Catania nella zona playoff, in caso di vittoria, o vederlo proseguire la propria caduta libera, impronosticabile dopo la vittoria di Messina che sembra lontanissima ma risale a sole due settimane fa

Nella settimana successiva alla sconfitta di Lecce che segue quella contro il Melfi e che ha portato il Catania fuori dalla zona playoff, la dirigenza rossazzurra è stata chiamata all’ennesima difficile decisione degli ultimi mesi: lasciare o non lasciare il tecnico Giovanni Pulvirenti, finora con una carriera priva di esperienze alla guida di una prima squadra, al timone di una nave che naviga in acque così difficili?

Il dubbio amletico è stato sciolto con la conferma dell’ex tecnico della Beretti come traghettatore sino al termine della stagione, con l’obbiettivo di agguantare il risultato minimo per una piazza come quella etnea, ossia la qualificazione per la postseason. Questa non è stata, però, l’unica decisione degli ultimi giorni; per affiancare il nuovo tecnico infatti, nell’ancora vacante ruolo di allenatore in seconda, la società ha scelto l’ex attaccante rossazzurro Orazio Russo, anch’egli con non molta esperienza come allenatore, ma sicuramente figura conosciuta e rispettata alle pendici del vulcano per il suo passato da calciatore. Riuscirà il nuovo staff tecnico nell’impresa, quasi miracolosa, di motivare un gruppo capace sinora di grandi prestazioni, ma anche di enormi tonfi spesso anche inattesi?

Difficile a dirsi, visti i fallimenti sia di Rigoli che di Petrone (quest’ultimo dimessosi dopo appena tre gare), anche se domenica si è vista una squadra migliore, seppur sconfitta, rispetto al KO casalingo con il Melfi (impresa peraltro non impossibile); ciò è stato l’inizio di un lavoro lungo, che si pone come obbiettivo quello di trasmettere, da parte dei due esordienti, il proprio entusiasmo e le proprie motivazioni a una squadra troppo spesso apparsa indolente e svogliata, oltre che disorientata sul piano tattico dai cambi delle ultime settimane.

Claudio Maggio