Si tratta di Antonio Tomaselli, 51 anni, reggente della famiglia Santapaola-Ercolano e già detenuto a seguito dell’operazione Chaos, Rocco Biancoviso, 50 anni, di Scordia, Giuseppe conti Pasquarello, 56 anni di Misterbianco, Angelo Di Benedetto di 31 anni di Catania, figlio di Santo coinvolto nell’operazione Chaos e Alessandro Caruso, 30 anni, di Scordia

I fermi sono stati eseguiti dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Catania su coordinamento della Procura etnea. L’accusa per tutti è quella di “indirizzare” alcuni imprenditori impegnati con le loro aziende nella posa dei cavi della fibra ottica a Catania, a fornirsi in via esclusiva dalla ditta Conti Calcestruzzi, offrendo però materiale scadente e a condizioni peggiori di quelle del mercato. La ditta è stata sequestrata dai militari.

 In realtà, da quanto si è appreso, le indagini collegate all’operazione Chaos dello scorso novembre, hanno consentito di accertare che il titolare della ditta Giuseppe Conti, lo era di fatto solo sulla carta. Era infatti Tomaselli ad esercitare il controllo pieno ed esclusivo sull’impresa, della quale era anche socio occulto e unico dominus.
Angelo Di Benedetto e Alessandro Caruso poi, pretendevano dagli imprenditori vessati, il cosiddetto “cavallo di ritorno” per la restituzione di alcuni mezzi da lavoro dei quali gli stessi imprenditori avevano subito il furto. In particolare, la cifra pretesa da Di Benedetto e Caruso era di 5mila euro che poi sarebbero andati all’associazione mafiosa della famiglia Mazzei, i carcagnusi, cui Santo, padre di Angelo, appartiene.
Ora, non sappiamo se quella sorta di terriccio rosso che da qualche settimana, già da prima delle festività, è rimasto a copertura degli scassi per la fibra ottica sia o meno la copertura provvisoria o definitiva, fatto sta che i lavori che vengono realizzati in città per qualsiasi motivo e che comportano lo sventramento delle strade non vengono poi conclusi a dovere. Anzi, spessissimo il cemento a copertura degli scassi alle prime piogge o al passaggio dei mezzi, salta creando veri e propri crateri. Ed è una storia che si ripete da anni, senza che ci siano i controlli adeguati.
Un plauso particolare dunque va agli imprenditori che hanno denunciato e collaborato con gli investigatori.