Tornano anche quest’anno, dal 1 giugno al 31 ottobre, i “caffé concerto”. La manifestazione dà la possibilità ogni estate ai ristoratori aderenti, di mettere tavoli e sedie all’aperto, sulla strada e negli spazi antistanti i locali. Nata 15 anni fa con l’intento di richiamare cittadini e turisti verso il centro, anche grazie all’organizzazione di spettacoli ed eventi culturali, adesso si limita a rappresentare solo un salasso per i commercianti, che dal Comune non ricevono nulla in cambio, se non il caos di auto e moto che nonostante i divieti e la zona pedonale, sfrecciano indisturbati tra gli avventori. E cresce di anno in anno il malcontento degli esercenti

La settimana scorsa la Giunta Bianco ha deliberato la “programmazione dell’attività” cioè tutta una serie di regole restrittive per mettere tavoli e sedie fuori dal locale che, se da un lato possono andar bene per non disturbare i residenti e lasciare lo spazio in strada ai mezzi di soccorso, dall’altra, non essendoci controlli, non fanno altro che agevolare i “furbi”. Quindi, a sole due settimane dall’inizio della “kermesse”, con un comunicato l’Amministrazione comunale annuncia di aver aperto i termini di partecipazione per bar e servizi di ristorazione.

Ma dei vecchi caffé concerto, pur continuando a chiamarsi così, non è rimasto quasi nulla; ed infatti non c’è ombra né di spettacoli né di concerti appunto, o iniziative simili.

“I caffé concerto -spiega Marco Magrì, uno degli esercenti presenti da più tempo con la sua nota e storica pizzeria “Via Coppola”- erano nati sotto ben altri auspici. I primi anni ricordo l’entusiasmo, la voglia di fare nostra e dell’Amministrazione, ci si vedeva prima, si pianificavano anche eventi per attrarre la gente in centro. Allora funzionò e si diede il via alla movida catanese. Da qualche anno tutto è finito miseramente, ci hanno fatto passare ogni passione. E per noi commercianti è diventata ogni anno sempre più un’angoscia! Non c’è organizzazione, non c’è controllo, siamo lasciati soli, dobbiamo persino provvedere alla pulizia dello spazio che occupiamo. E questo a fronte di un costo elevatissimo che il Comune ci richiede senza fornirci alcun servizio. Auto e motorini soprattutto, nonostante le transenne, entrano nelle strade pedonali passando accanto ai tavoli. A volte mi chiedo seriamente come facciano i clienti a venire in centro la sera, a sedersi ai nostri tavoli visto che non c’è pace. Più volte abbiamo segnalato il problema ma nessuno si è mai visto. C’è un solo vigile urbano tra piazza Manganelli e via di San Giuliano, non abbiamo capito perché la polizia municipale stazioni solo lì”.

E questo è solo l’inizio. Magrì è inferocito quanto ormai rassegnato: “Tutto questo senza parlare del degrado in cui il centro ormai è precipitato negli ultimi anni. Orde di ragazzini maleducati e soprattutto piccoli delinquenti si aggirano tra le strade a dare fastidio, senza che nessuno metta becco o li rimetta in riga. A volte temo anche per mia figlia che ha 18 anni e frequenta piazza Teatro Massimo come tanti altri suoi coetanei. Certo non posso impedirle di uscire ma sto in ansia. Siamo d’accordo, non pretendiamo le ronde, ma maggiori controlli, questo sì, è un loro dovere. Mi chiedo per quale motivo paghiamo così tanti soldi, se ti compri un maglione almeno lo vedi, qui non vediamo nulla, siamo solo vessati dai balzelli”.

Ma anche nella zona universitaria del centro la situazione non cambia. Come confermano i titolari del ristorante “Antica Sicilia”di via Roccaforte, i caffè concerto comportano il pagamento di una licenza stagionale per il suolo pubblico, che poi deve essere totalmente gestito dall’esercente.

Ormai malgrado i proclami, non sono più molti i ristoratori che aderiscono a questo progetto, come conferma Alberto Musmeci, titolare di “Blanc à Manger” in via Santa Filomena: “Noi abbiamo una licenza annuale che si chiama “Tavoli e Sedie”, per non avere limitazioni e poter lavorare meglio. Paghiamo molto di più, ma in realtà nemmeno troppo, rispetto ai caffè concerto. Il prezzo per la licenza 365 giorni l’anno è abbordabile per la gran parte dei locali, 55 euro a mq, e consente di lavorare di più, anche grazie al nostro clima. Il comune comunque non dà alcuna agevolazione, semplicemente dietro pagamento, consente in un determinato periodo o nel nostro caso annualmente, di mettere i tavoli fuori”.

L’estate sta così per arrivare e con lei, questo è certo, anche i problemi per esercenti e residenti del centro storico. Basterebbe poco e invece anche per questo, siamo costretti a fare i conti oltre che con maleducazione e inciviltà, anche con la assoluta mancanza di programmazione e organizzazione.