Capita a tutti di sbagliare.  Che fai quando sbagli? Ti stupisci per la reazione di chi ti sta vicino, ti rendi conto di ciò che hai fatto, chiedi scusa (se sei ben educato) e pensi (se non sei sciocco) a come rimediare.

Nel caso specifico il Premier Conte ha confermato come per la norma che riguarda il raddoppio della tassazione Ires (dal 12 al 24%) per enti no-profit inserita nella Legge di Bilancio in via d’approvazione “Provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”, scrive su Facebook il presidente del Consiglio. Riscritta? Corretta? Abolita? Per  il momento non è dato sapere: ma va bene lo stesso.

Perché capita a tutti di sbagliare. E la norma che prevede il raddoppio dell’Ires per tutti gli enti di assistenza e beneficenza, enti ospedalieri, istituti di studio e istruzione senza fini di lucro, accademie, corpi scientifici, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche – compresi anche gli istituti autonomi per le case popolari e loro consorzi e gli enti con le stesse finalità sociali è parsa a tutti una provocazione

A dire il vero prima di Conte a questo proposito si erano già espressi i due semi-leader del governo Giallo-Verde smentendo il viceministro all’Economia Laura Castelli (M5S) che – poco informata sul funzionamento delle organizzazioni senza scopo di lucro, aveva spericolatamente difeso questa norma punitiva.
Ma capita a tutti di sbagliare. Perciò ben venga che per primo Luigi Di Maio  il semi-leader del Governo giallo-verde si sia ricreduto. «La norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato ed è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli».

Poi è arrivato Salvini, l’altro semi-leader  che ha confermato seppure con qualche nota minacciosa:«Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni» si fa garante dell’impegno del governo a «intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i “furbetti” che fanno altro».

Salvini rivela nella frase conclusiva il suo fastidio per l’intera vicenda. Il Terzo settore con le sue Ong le sue Onlus le sue Associazioni e No-profit, quel terzo settore che parla poco ma agisce, che copre da anni il fianco alle Istituzioni colmando buchi clamorosi in settori come sanità, pensioni, migrazioni, scuola, casa, infanzia, persino alimentazione non è mai piaciuto troppo al M5S e tanto meno alla Lega.

Su quella costellazione di gruppi cattolici, valdesi o buddisti o assolutamente laici al lavoro tutti i giorni sui bisogni concreti i due semi-leader per le loro campagne elettorali sanno di poter contare poco: troppo indaffarati ad occuparsi di cose concrete, ai tweet di solito i volontari badano poco, non arrivano a cavarsi di tasca il telefonino ad ogni vibrazione, hanno le mani impegnate in altro.

La triade Di Maio-Conte-Salvini dunque ha fatto marcia indietro di fronte alla tempesta di reazioni sollevatasi

Così il Presidente della Cei Cardinale Gualtiero Bassetti da Roma:
“Signor ministro, se la prenda con chi vuole, con i vescovoni, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti… ma non tocchi l’umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione. …La Chiesa italiana ha i suoi limiti, ma non può essere processata sui social o con qualche dichiarazione.”

Così i frati del Sacro convento di Assisi di norma silenziosi:
“Si cerca di distruggere il bene, si cerca di destabilizzare chi vuol essere strumento di bontà, si cerca di tagliare la possibilità di fare di più»

A Catania i Salesiani , impegnati da sempre in un’opera imponente di recupero dell’infanzia e degli adolescenti più bisognosi, hanno diffuso il comunicato concordato con il Forum del terzo settore che recita così:
“Tassare gli utili delle organizzazioni di volontariato alla stregua di qualsiasi impresa speculativa significa semplicemente meno risorse per il reinserimento dei disabili, meno attività di contrasto della povertà minorile, meno attività culturali nelle periferie emarginate, detto in altri termini: meno sociale e più povertà… Il Governo ci ripensi, l’emendamento Ires è irragionevole.”

Di fronte a reazioni come queste devono essersi resi conto i due semi-leader  Di Maio e Salvini che predersela con chi supplisce alle manchevolezze delle Istituzioni è puro autolesionismo.

Per il proprio tornaconto elettorale (i volontari in Italia sono 5 milioni) e chissà – forse –  anche per il funzionamento delle Istituzioni che dovrebbero rappresentare.

Capita a tutti di sbagliare: ma capirlo, chiedere scusa e pensare a come rimediare è esattamente ciò che occorre fare. Tentare di rimediare si può sempre…

E’ successo del resto anche con la surreale presa di posizione contro vaccini della Ministra per la salute Giulia Grillo siciliana, catanese, specializzazione in medicina legale e delle assicurazioni, risolutamente M5S.

Primo provvedimento della Ministra, era stato quello di togliere l’obbligatorietà dei vaccini per iscriversi a scuola .

A 15 giorni dall’inizio dell’anno scolastico si è però resa conto che questo avrebbe impedito a tutti i bambini affetti da patologie croniche o immunodepressi di accedere all’anno scolastico perché non più tutelati da quella che si chiama “disseminazione a gregge”.

La Ministra M5S laureata in medicina ha quindi reinserito l’obbligatorietà degli stessi. Con questo effetto: ASL intasate di richiedenti vaccini, ma spesso prive dei vaccini necessari perché non ordinati per tempo; bambini che non hanno potuto iniziare l’anno scolastico regolarmente. E ancora: ulteriore confusione sul tema  vaccini già molto confuso di per sé perché spesso oggetto di diatribe pericolose e inutili a discapito della salute della collettività.

Anche in questo caso comunque meglio il ravvedimento che la prima uscita.

Buona la seconda? Speriamo.


Emma Averna è presidente dell’ Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e Responsabile dei progetti sul territorio. Dopo la laurea entra al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) con un incarico di raccolta fondi e promozione delle proprietà su tutto il territorio italiano. Dopo questa esperienza per 10 anni è Direttore della comunicazione e relazioni esterne Italia di Bulgari SpA. In seguito riveste diversi incarichi nel settore della comunicazione per aziende del lusso e dell’arte contemporanea. Dal 2010 al 2015 per  Fondazione Umberto Veronesi si occupa di Comunicazione e Ufficio stampa oltre che  della creazione di una rete di delegazioni su tutto il territorio italiano. Nell’aprile 2015 si trasferisce a Catania, dove realizza un progetto di un anno per CESVI e Comunità di Sant’Egidio dedicato ai minori residenti in quartieri disagiati.