Due ore di incontro, alla presenza del Magnifico Rettore, della ProRettrice e del Delegato alla Didattica, che si concludono con una sonora batosta per il Rettore e per il provvedimento mascherato da “interpretazione autentica” della Carta dello Studente. La Consulta degli Studenti chiede tassativamente l’annullamento della delibera che anticipa a dicembre il pagamento del contributo minimo previsto per febbraio perché ritenuta illegittima in quanto “errata nella forma e nel merito”

No sono servite le scuse, né tanto meno le motivazioni addotte dal Rettore agli studenti (sulle quali ci riserviamo di tornare presto). Quello degli studenti è un no secco alla delibera del CdA del 21 ottobre che anticipa a dicembre il pagamento del contributo minimo dovuto dagli studenti irregolari: una platea, lo ricordiamo, di oltre 12.000 studenti che rappresentano quasi la metà degli iscritti all’Ateneo catanese.

Questa la nota diramata dai rappresentati degli studenti al termine dell’incontro dello scorso 29 ottobre:

“Al termine della seduta odierna, dopo una lunga discussione in merito all’anticipo del contributo per gli studenti irregolari di 200€, in presenza del Magnifico Rettore, della ProRettrice e del Delegato alla Didattica la consulta:

1- Chiede l’annullamento della delibera del CdA del 21 ottobre 2019 perché la ritiene errata nella forma in quanto l’articolo 12 dello Statuto prevede l’obbligo del parere di tale organo in termini di contribuzione studentesca e errato nel merito perché non è concepibile modificare la guida dello studente e le scadenze ad anno accademico in corso.

2-Comprende le motivazioni espresse dal Rettore in merito allo sforamento dell’80% che determina i punti organico che possono essere coperti durante l’anno;
3- Esprime solidarietà al personale precario del nostro Ateneo e si auspica che nel più breve tempo possibile si possa arrivare ad una stabilizzazione complessiva.

4-È disponibile a discutere un’ulteriore proposta che pervenga da parte dell’amministrazione che non danneggi la comunità studentesca.

Si comunica, inoltre, la convocazione di un`ulteriore consulta in data 5 novembre 2019, in cui l’organo darà parere in merito alla ulteriore proposta che l’Amministrazione farà pervenire.

Il Presidente della Consulta degli Studenti

I Senatori Accademici

I Rappresentanti in seno al Consiglio d’Amministrazione

I rappresentanti in seno al Nucleo di Valutazione

I Rappresentanti in seno al C.S.U.

I Rappresentanti in seno alla Consulta degli Studenti”

 

E proprio il presidente della Consulta Marco Tucci dichiara ai nostri microfoni: “Apprezzo la disponibilità al dialogo mostrata dalla dirigenza in questi giorni. Comprendo lo stato di difficoltà che il nostro Ateneo sta attraversando. Il mio augurio per gli studenti dell’Università di Catania è che non venga approvata una proposta che comporterebbe un sacrificio economico anticipato a 12 mila famiglie“.
“Non si può modificare – prosegue Tucci – un regolamento approvato mesi fa e sul quale gli studenti riscontrano un legittimo affidamento. La consulta è tenuta ad esprimere un parere obbligatorio e non fornire indirizzo sostituendosi all’organo di governo: prima di tutto perché non possiede le capacità tecniche, secondariamente perché non ne ha competenza“.

Di diverso avviso Arché: “Siamo contro ogni forma di nocumento a carico degli studenti – dichiara il senatore Pierpaolo Panebianco – e ci batteremo per far valere i loro diritti. Inoltre, proporremo al rettore un’alternativa che non pesi sulle tasche degli studenti e che contemporaneamente trovi una soluzione a questo problema.”

Categorica invece l’Associazione Controcampus, che oltre a chiedere la reale e immediata revoca del provvedimento, si pone anche in contrasto con parte di quanto espresso dalla stessa rappresentanza studentesca in Consulta rifiutando qualsivoglia “proposta alternativa”:

Le gestioni amministrative non previdenti e non controllate regolarmente non possono ricadere e gravare sugli studenti ad anno accademico in corso senza alcuna remora”, scrivono gli studenti in un post sulla bacheca Facebook dell’associazione.

“Siamo dell’avviso – concludono – che non si possa discutere di ulteriori proposte ma evitare senza alcuna declinazione l’anticipo del pagamento delle tasse, che ribadiamo essere un’azione contraria al principio di diritto allo studio e alle norme dello Statuto d’Ateneo”