Un incontro urgente con il Prefetto. Le minacce al candidato sindaco Davide Russo creano tensione a Bronte dove potrebbe intervenire il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza

 

Bronte diventa il Bronx. Non ci sono regole, né civiltà, ma minacce anonime.

Parole intimidatorie scritte nero su bianco su missive lasciate nella buca delle lettere che pesano come macigni su chi ha avuto l’idea di voler partecipare ad una competizione elettorale. 

Davide Russo, 42 anni, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle al comune di Bronte sta vivendo momenti difficili.

Davide Russo si è trasformato per alcuni in un candidato “scomodo”.

L’escalation delle minacce ha portato alla reazione da parte dei senatori Michele Giarrusso e Nunzia Catalfo giunti ieri a Bronte per partecipare ad un corteo di solidarietà organizzato insieme ad alcuni attivisti del movimento. Una passeggiata in città per far comprendere che nulla può fermare la candidatura di Davide Russo.

Oggi i senatori hanno ottenuto un incontro urgente con il Prefetto di Catania per cercare di porre fine a questo clima di terrore.

“Alle 11 abbiamo ottenuto un incontro con il Prefetto, al quale parteciperà anche il capo della Tenenza della Guardia di Finanza di Bronte Alfredo Meli” – spiega il senatore Giarrusso che ha anche allertato il Ministro degli Interni.

Il Senatore Giarrusso spiega come il clima pesante che si vive a Bronte abbia trasformato questa campagna elettorale in una lotta prima di tutto per la legalità.

Bronte è un paese in cui per anni l’abitudine ha inghiottito i cittadini,dove hanno sempre governato gli stessi personaggi per molto tempo e il cambiamento potrebbe a volte anche spaventare.

Per Davide Russo tutto è cominciato con degli avvertimenti “regalati” attraverso dei consigli. Pillole in salute: “chi te lo fa fare, lascia perdere” e poi ancora minacce sul lavoro.

Russo è un esperto di sviluppo locale, ha ricoperto ruoli di coordinamento a livello nazionale ed internazionale per le politiche del lavoro, nella formazione, nell’imprenditoria e nel sociale ancora una volta: “chi te lo fa fare, hai il tuo lavoro, vuoi smettere di lavorare?, lascia perdere”.

A nulla sono serviti i consigli perché Davide Russo ha continuato per la sua strada ed insieme a lui un gruppo di giovani del Movimento 5 Stelle e così sono arrivati alle minacce anonime, vere e proprie anche sgrammaticate:

“Non importa con chi ve la facete. Sappiamo chi siete.Sappiamo dove trovarvi.”

A queste parole, segue la denuncia del candidato alla Guardia di Finanza, indagini e controlli sul territorio stanno andando avanti.

L’ultima missiva questa notte nella buca delle lettere di un collaboratore del candidato sindaco.  Secondo le prime ricostruzioni, una persona a bordo di uno scooter sarebbe andata sotto casa del collaboratore verso l’una di notte lasciando la lettera.

Il collaboratore del candidato sindaco infatti avrebbe raccontato agli uomini della Guardia di Finanza di aver sentito il rumore di uno scooter che si sarebbe avvicinato al suo portone per poi fuggire. Scese le scale il collaboratore ha trovato un’altra lettera e questa volta il messaggio è chiaro:

“Solo la merda se la fa con i finanzieri. Ma attenti loro hanno pistole noi i mitra vi teniamo docchio”.

Un clima terrificante quindi quello che si respira a Bronte.

Oggi i senatori Giarrusso e Catalfo saranno in Prefettura per sollecitare la massima attenzione da parte delle autorità preposte e valutare se riunire d’urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.

Quello che si attende è un segnale chiaro ed inequivocabile che certi atteggiamenti di stampo chiaramente mafioso verranno perseguiti senza remore e che qualsiasi candidato, a qualunque partito appartenga, non verrà lasciato solo ad affrontare questi delinquenti.

 

 

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