Nel giorno di Pasquetta, di festa per cittadini e turisti, la metro, come abbiamo avuto modo di dire in tante occasioni, resta chiusa. Anche adesso che è stata aperta la tratta Stesicoro-Nesima e tutti potrebbero approfittare delle belle giornate per fare un giro in città. Ma in realtà, non è solo la chiusura festiva il problema, sono ancora tanti gli ostacoli da superare per avere un servizio efficiente… In redazione arrivano puntuali le segnalazioni e decidiamo di comprare un biglietto per “farci un giro… ” Ed effettivamente…

La metro c’è ed è puntuale. Punto. Le prime giornate della “nuova metro” di Catania infiammano gli animi che subito si spengono per le troppe problematiche da risolvere: dagli ascensori che ancora non funzionano, alle macchine obliteratrici che non validano i biglietti, passando per qualche marciapiede fatiscente, ma questa è un’altra storia. A Nesima inoltre, non funzionava la saracinesca di apertura nel senso di marcia in direzione Ospedale Garibaldi Nuovo…

Neanche venti giorni, a cui togliere 3 domeniche. Si contano ancora con facilità i giorni di attività della nuova tratta della metropolitana di Catania, la Borgo-Nesima che tanto ha fatto parlare di sé ultimamente, trascinando con entusiasmo la gente, facendole vivere una città diversa.

I catanesi hanno risposto alla grande, affollando le stazioni. E non mancano le esclamazioni soddisfatte dei più anziani, quelli che da una vita aspettavano l’innovazione nella viabilità cittadina. Anche i più giovani, gli studenti, salutano con soddisfazione e moderato ottimismo la possibilità di raggiungere facilmente diverse zone cardine della città senza dover perdere il senno appresso a code interminabili di auto. I pedoni possono evitare lunghe maratone per le vie cittadine.

Ma non è tutto rose e fiori. In primis, comincia a farsi sentire l’esigenza di aprire la metro anche la domenica e nei giorni festivi. Provvedimento che, se Circumetnea lo deciderà, finalmente, asseconderà le richieste dei fruitori. Poi qualche problemuccio, diciamo così, tra Nesima e Milo. Parte proprio da qui il “nostro viaggio”.

Siamo alla fermata di Nesima, ci accorgiamo che qualcosa non va. “La saracinesca è guasta al momento, bisogna entrare dall’ingresso sul senso di marcia opposto”, ci dice un operatore, mentre un collega con tanto di bandierina alla mano è vigile improvvisato per gli attraversamenti pedonali da un lato all’altro della circonvallazione.

E se il buongiorno si vede dal mattino… Macchine obliteratrici sostituite dagli operatori pronti a timbrare il biglietto, in tutte le stazioni, al posto dei tornelli elettronici ancora in standby. Non funzionano ancora gli ascensori.

Nella stazione di San Nullo, in particolare qualche cittadino poco rispettoso del suolo pubblico lascia una busta con i rifiuti vicino l’ingresso della galleria metropolitana. Difficoltà anche per la mancanza di marciapiedi e quelli che ci sono, purtroppo, per la maggior parte del tragitto, sono di difficile percorribilità, dissestati da grosse radici degli alberi, rimasti senza manutenzione ormai da decenni, il tutto “condito” da erbacce che in primavera, si sa, crescono rigogliose. Immaginiamo che la sera sia ancor più complicato camminarci senza dover tenere gli occhi spalancati per evitare infortuni e rovinose cadute. Ma è chiaro che qui la Ferrovia Circumetnea può fare ben poco. Ma neanche coloro che vogliono lasciare l’auto e viaggiare in metropolitana hanno grandi speranze. Non esiste un parcheggio nelle vicinanze, bisogna giungere a Nesima per poter posteggiare.

A Milo, ci si interroga sulle opportunità offerte dalla metro. Non è ancora stato annunciato l’accordo per un bus navetta destinato agli studenti universitari della cittadella, ad esempio. Operatori al lavoro su ogni fronte possibile, sembra di essere in un cantiere ma era ampiamente previsto. Si opera anche per aprire al più presto un parcheggio da riservare agli utenti, sosta che invece non sarà possibile per chi prenderà il treno a San Nullo.

Non scendiamo a Cibali, la stazione è ancora chiusa mentre le più centrali, tranne per qualche scala mobile guasta qua e là, funzionano ormai senza particolari intoppi.

Questo sarebbe il momento cruciale in cui bisogna dimostrare che grande città, tra mentalità, cultura e Amministrazione, Catania voglia essere o diventare davvero. Ma ancora, lo diciamo già da tempo, è del tutto evidente che chi governa il capoluogo non sia per nulla pronto a regalare questo sogno, impreparato ma anche incapace di svoltare sul serio, al netto di tagli di nastri e inaugurazioni.

E così finisce il nostro tour, tra luci e ombre, sempre nella speranza che la metro cambi Catania e non che Catania cambi la metro.