Affondo dell’associazione Catania Bene Comune che ieri con una delegazione era presente all’audizione, davanti la sezione di Controllo della Corte dei Conti, dell’assessore al Bilancio Girlando e del segretario generale Liotta sulle criticità finanziarie del Comune.  “Balletto di numeri mentre la città affonda”

“Mentre la Giunta Bianco presenta i ‘suoi”’numeri e la passata amministrazione li smentisce, mentre consiglieri comunali forniscono ufficiali documenti contabili e l’Amministrazione presenta slide delle quali fidarsi ciecamente, la città affonda”.

Lo scrive in una nota l’associazione Catania Bene Comune, presente ieri con una delegazione composta da Pasqualino Cacciola e Matteo Iannitti, all’audizione davanti la sezione di Controllo della Corte dei Conti sulle criticità finanziarie del Comune di Catania dell’assessore al Bilancio Girlando e del segretario generale Liotta

“I magistrati contabili Maffeo e Di Pietro hanno elencato i problemi finanziari che coinvolgono l’Ente”, evidenza l’Associazione aggiungendo che “l’assessore Girlando e la dottoressa Liotta hanno solo preso atto dei problemi, incassando le critiche e non confutando nessuna delle valutazioni finanziarie della Corte dei Conti”. 

Come riporta la nota diffusa dall’ufficio stampa del Comune l’assessore Girlando e la Dott.ssa Liotta hanno sì ‘risposto a tutte le obiezioni’ ma per confermarle. Nessun elemento di criticità finanziaria è stato smentito” si legge ancora nella nota di Catania Bene Comune che sottolinea come “inoltre la Corte dei Conti ha smentito categoricamente le possibilità del Comune di disattendere gli oneri imposti dal Piano di Riequilibrio e di redigere un nuovo piano trentennale. Tale piano infatti è previsto solo per recuperare il disavanzo determinato dal riaccertamento dei residui”. 

“Su tale argomento la Corte dei Conti si è già pronunciata ufficialmente attraverso un parere inviato al Comune di Giarre”, osserva Cbc che non volendo “più prendere parte al triste balletto di cifre che sta andando avanti da settimane” ha partecipato all’udienza davanti la Corte dei Conti “proprio per avere certezza circa la situazione finanziaria dell’ente”. 

Catania Bene Comune attacca l’Amministrazione Bianco “che, in questo contesto, non si pone neanche lontanamente l’obiettivo di fare uscire la città dalla grave situazione finanziaria nella quale versa, ma ha due soli scopi: addossare ad altri le responsabilità del dissesto; fare in modo che esso venga dichiarato il più tardi possibile, dopo che Bianco avrà ottenuto altri incarichi”. 

“Nel frattempo – prosegue la nota – nel palazzo nessuno sembra rendersi conto che inseguire il rigore finanziario e il rispetto dei vincoli di bilancio sta danneggiando pesantemente l’intera città: tasse ai massimali, servizi scadenti e con tariffe aumentate, manutenzione inesistente, stipendi bloccati, trasporti pubblici al collasso, impossibilità di fare investimenti. Sacrifici su sacrifici che tra l’altro non saranno mai sufficienti a risollevare la situazione finanziaria del Comune e che quindi si stanno dimostrando drammaticamente inutili”.

In merito agli inviti alla responsabilità e al lavoro di squadra per la città lanciati dallo stesso Bianco, l’associazione risponde che “l’unico modo per fare uscire Catania dal cappio della crisi finanziaria sia invertire le politiche di austerità, di tagli, di smantellamento dei servizi pubblici locali verso un investimento pubblico negli enti locali, la creazione di un welfare municipale all’altezza degli urgenti bisogni delle fasce più deboli, la gestione partecipata dei servizi e dei beni comuni”.

Catania Bene Comune “è disponibile da oggi, su questi presupposti, a collaborare con chiunque voglia sottrarre Catania alle maglie dei tagli, della svendita del patrimonio, dei licenziamenti, delle privatizzazioni.  Se lavorare insieme per la città significa invece accettare che i cittadini devono pagare sempre più tasse per avere sempre meno servizi e servizi sempre più scadenti, allora sappiano al Palazzo che saremo dall’altra parte della barricata e utilizzeremo ogni mezzo per fermarli. Responsabilità oggi significa avere il coraggio di dire la verità sui conti, Irresponsabile è oggi chi suona ancora mentre la nave affonda, mentendo alla città, impedendo alla città di salvarsi: solo per poter dire, il più tardi possibile, che non c’era alternativa. Catania – conclude l’associazione – è una nave dalla quale non possiamo scendere ma alla quale possiamo fare cambiare rotta”.