Mentre il Comune di Catania rischia il commissariamento per non aver rispettato la legge regionale 11 del 26 giugno 2015 sul decentramento, come stanno i quartieri catanesi? La giunta non dà poteri alle municipalità che senza risorse “danno voce” ai cittadini. Dal Nodo Gioeni ai rifiuti porta a porta: i temi della Circoscrizione Borgo-Sanzio discussi da Marco Leonardi e Gianfranco Riolo

I primi interlocutori dei cittadini e gli “ultimi” dei politici. E’ la condizione lamentata da molti consiglieri di circoscrizione che ascoltano ogni giorno la città mentre Palazzo degli Elefanti fa orecchie da mercante sul decentramento.

Per questo, abbiamo chiesto proprio a chi vive le strade del quartiere di raccontarci Catania. Come stanno le periferie e quali le condizioni del cuore commerciale? In questi 3 anni di giunta Bianco com’è cambiata la città?

Queste alcune delle domande che abbiamo posto ai consiglieri della III Circoscrizione Marco Leonardi (PD) e Gianfranco Riolo (Patto per Catania). Due personaggi atipici perché emblema della nuova politica etnea dai confini labili tra maggioranza e opposizione. La città chiede alle sue istituzioni una sana autocritica e, soprattutto, il rendiconto delle scelte attuate fin qui.

Abbiamo toccato, con Leonardi e Riolo, i tasti bollenti del quartiere Borgo Sanzio: il centro economico della città con il più alto numero di scuole e tre arterie principali della viabilità. Dall’ordinaria follia tra Nodo Gioeni e le vie Vincenzo Giuffrida-Vittorio Emanuele alla raccolta sperimentale porta a porta, ma anche e soprattutto tematiche politiche.

Cosa fanno le circoscrizioni e a che cosa servono? Sono un valore aggiunto alla macchina amministrativa o un altro governo da sostenere? Qual è l’efficacia di municipalità senza risorse per gestire il territorio che però costano ai cittadini?

Le circoscrizioni potrebbero avere un ruolo importante ma oggi non servono a nulla. Ci limitiamo a segnalare buche, alberi da potare e marciapiedi rotti. Tutte cose che dovrebbe fare il cittadino. Dovremmo avere i fondi per occuparci direttamente delle piccole manutenzioni, della nettezza urbana e dei vigili urbani. I consiglieri comunali non devono sostituirsi a noi ma occuparsi di problemi molto più importanti. In una confusione generale di competenze, siamo più cittadini che politici”, ha risposto Marco Leonardi.

Come consiglieri di circoscrizione vi sentite bloccati in una sorta di immobilismo? “Per sentirti bloccato devi aver corso un po’. Siamo come animali in uno zoo che immaginano la savana”, ha continuato Leonardi con cui ha concordato Riolo. “Denunciamo molto ma non serviamo a niente. Allo stato attuale, le municipalità andrebbero chiuse.”

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Sulla raccolta differenziata, tanti i limiti riconosciuti all’esperimento porta a porta. Ma le responsabilità, secondo Leonardi, sono soprattutto dei catanesi. Le zone di confine dove ancora ci sono i cassonetti appaiono come discariche a cielo aperto. “I cittadini non sono pronti a fare la differenziata. Nel 2016, chiedere a un cittadino di separare la carta dal vetro o buttare la spazzatura all’orario corretto sembra troppo complicato”.

Riolo ha invece sottolineato la necessità di una diversa organizzazione. “Ha fatto acqua da tutte le parti: tempi troppo brevi, poca informazione, mancanza di sanzioni, non sono stati studiati problemi come le esigenze degli anziani”.

L’abbattimento del Tondo Gioeni è stato un errore gravissimo – ha detto Riolo – si doveva prima studiare un piano alternativo per la viabilità. Non era nemmeno nel programma di Enzo Bianco. Il ponte si dovrebbe ricostruire. Ho detto a Bosco: assessore, siete consapevoli del pericolo che avete creato? Mi ha risposto: sì, lo so… ma non hanno fatto niente.”

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Secondo Leonardi, la maggior parte delle lacune sono state ereditate da Bianco. “Solo chi non fa, non sbaglia. L’azione migliore della giunta Bianco è stata quella di ascoltare le associazioni, come nei casi del Lungomare liberato e il Pop Up Market”. Riolo ha apprezzato la cura del verde pubblico “molto più curato del passato, come a Vulcania”.

Sulla trasparenza della politica, Leonardi ha parlato di “pachiderma burocratico”. “La partecipazione attiva andrebbe regolata perché firmare e andar via non vuol dire intervenire attivamente al consiglio. Si dovrebbe fare una diretta streaming e avere un regolamento preciso”. D’accordo con Leonardi anche Riolo secondo cui però “i cittadini prima di votare dovrebbero informarsi su chi lavora per il territorio”.