“L’amministrazione ha ritenuto di applicare la rotazione dei dipendenti che avevano svolto un servizio abbastanza lungo in quel settore”. Così il sindaco Enzo Bianco, in un comunicato inviato la settimana scorsa, “giustificava” l’ordine di rimuovere la funzionaria della direzione comunale Ecologia Luisa Balsamo, dato a Salvatore Cocina nella durissima telefonata pubblicata anche da Sudpress tra il primo cittadino e l’ex dirigente. “O si adegua o se ne va!” aveva intimato Bianco all’allora direttore che di fatto poi andò via. Bene. Evidentemente però, il sindaco, come sottolineato dal discorso del vicepresidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono, dimentica che sono diversi gli impiegati e i funzionari in posizioni delicate che da anni non subiscono la “rotazione” tanto declamata dal sindaco

Il cd audio con la registrazione della telefonata Bianco-Cocina fu recapitato alla nostra redazione nel gennaio dello scorso anno e Sudpress subito la consegnò alla Procura. Dopo più di anno la telefonata è stata pubblicata, con il suo contenuto al vetriolo.

Bianco quindi, di fronte alla brutta figura non soltanto mediatica, ha sentito il bisogno di fare sapere che quell’ordine era stato dato in quanto “necessario secondo i criteri di rotazione degli incarichi prevista dal primo Piano triennale di prevenzione della corruzione 2014-2016 adottato dall’amministrazione comunale all’inizio del proprio mandato con la delibera di giunta n. 15 del 18 febbraio 2014 “Azione e Misure Generali finalizzati alla Prevenzione della Corruzione”.

“Secondo quel provvedimento –si legge nella nota- il personale impiegato nelle aree a maggiore esposizione a rischio doveva, ove possibile, essere sottoposto a “rotazione periodica”.

“La fiducia è servita a tagliare le teste a chi forse voleva fare la propria attività –ha tuonato Arcidiacono in Aula-. Un pubblico dipendente si giudica dalla sua capacità, dalle competenze e dal rispetto delle regole… La rotazione dei dipendenti poi è una presa in giro –ha sottolineato poi il vicepresidente del Consiglio comunale-  è vero o no che in molti settori strategici i dipendenti sono là da oltre vent’anni?”.

E in effetti sono numerosi i casi di funzionari e dipendenti comunali rimasti nello stesso posto. A ben guardare l’organigramma proprio della direzione ragioneria generale il cui responsabile, Massimo Rosso, è finito tra le maglie dell’operazione Garbage Affair dei magistrati, i nomi sono sempre gli stessi da una vita. La rotazione qui non è stata attuata, con tutto il rispetto per le professionalità dei funzionari.

E non è finita qui. Tra gli incarichi a rischio, più che mai “delicati”  alla luce dell’operazione di magistrati e antimafia nel settore dei rifiuti, c’è  sicuramente quello di referente per la “Prevenzione della corruzione e dell’illegalità della direzione Politiche per l’Ambiente, il Verde e l’Energia – Gestione Autoparco”.

L’incarico, ad esempio è affidato da ben quattro anni, dall’aprile 2014, ad una funzionaria, la dottoressa Carmela Cosenza, sorella di una delle segretarie del sindaco, che da sei anni come minimo siede nella direzione Ecologia.

Nel frattempo da almeno un anno, come accertato dall’inchiesta della magistratura, funzionari e dirigenti si facevano gli affari propri insieme agli imprenditori dei rifiuti. E l’indagine è solo all’inizio.

Carmela Cosenza è, fra l’altro, anche titolare della posizione organizzativa “Programmazione– controllo amministrativo – coordinamento in materia di igiene e sanità pubblica- Autorizzazioni”.

In pratica è lei che rilascia le autorizzazioni in materia di igiene e sanità agli esercizi pubblici, quindi un incarico altamente a rischio corruzione. Nel famoso piano di cui il sindaco fa menzione nel suo comunicato, alla pagina 29 leggiamo che “il personale impiegato nelle aree a maggiore esposizione di rischio deve, ove possibile, essere sottoposto a rotazione periodica”.

L’incarico della dottoressa Cosenza è stato attribuito un anno fa dopo un bando al quale hanno partecipato una quarantina di candidati e durerà per un triennio rinnovabile.

Ma non è assurdo che un incarico del genere duri tre anni per giunta rinnovabili e che per di più venga affidato sempre alla stessa persona che dovrebbe vigilare per scongiurare la corruzione anche su se stessa?

Non stiamo qui a sindacare sulle capacità e sull’onestà della funzionaria, ma anche questa non è ritenuta un’area a rischio tale da sottoporre il personale a rotazione?