Il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti, intervistato da SUD Press, ha raccontato le domande dei deputati al sindaco di Catania Enzo Bianco

Questa mattina il sindaco di Catania Enzo Bianco si è recato a Roma per essere ascoltato dai parlamentari membri della Commissione Antimafia e per chiarire la sua posizione su due fatti di cronaca che hanno creato un vero e proprio terremoto alle pendici dell’Etna.

La prima, l’intercettazione tra l’editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo (oggi prosciolto dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa) e l’allora senatore Bianco: la commissione, come annunciato già nei mesi scorsi, vuole vederci chiaro e conoscere il contenuto di tutto il fascicolo della Procura di Catania che riguarda il dialogo sulla votazione del Piano Urbanistico Attuativo della Playa di Catania. La seconda, oggi balzata alle cronache dopo le rivelazioni della stampa, la presenza di consiglieri in odor di mafia all’interno del Consiglio Comunale di Catania.

A raccontarci com’è andata l’audizione è il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti, membro della commissione; l’Onorevole Nuti, come ci racconta lui stesso, ha sottoposto il sindaco a numerose domande, molte delle quali rimaste inevase. “Prima di tutto mi sono concentrato sui nomi dei consiglieri in odor di mafia – racconta Nuti – dopo aver saputo i nomi dei consiglieri comunali, tra i quali Erika Marco, Leone e altri come Pellegrino, leggo anche altri come Porto indagato per voto di scambio politico-mafioso al momento della candidatura. Per questo motivo ho chiesto se si rendesse conto che ci sono nel suo consiglio questi consiglieri imparentati o vicini, anche della sua maggioranza, con persone condannate per mafia. Ed ho chiesto: Non pensa che si debba dimettere?”

“Lui ha sgranato gli occhi ed ha negato di sapere i contenuti della relazione della commissione antimafia siciliana ed ha chiesto di non rispondere. Questa è stata la risposta, ha cercato di saltarla”. 

Ho chiesto poi se il sindaco conoscesse i nomi dei fondi stranieri di Stella Polare. Ma non solo. Ho chiesto se era a conoscenza delle intercettazioni dove la segretaria personale di Ciancio diceva all’editore catanese che l’allora Presidente del Consiglio Comunale Marco Consoli, oggi vicesindaco della giunta Bianco, avrebbe indirizzato i voti a favore del PUA. Anche a questa domanda Bianco non ha voluto rispondere. La sua difesa è stata basata sulla campagna elettorale, ed ha confermato che i suoi consiglieri comunali hanno votato astenuto e che il PUA approvato da Bianco è totalmente diverso da quello di Stancanelli”. 

“Ho chiesto infine se volesse fermare il PUA – continua il deputato – e lui ha risposto che non si andrà avanti finché non si avrà chiarezza sui fondi. Poi ho cercato di contro-rispondere alle sue non-risposte ma sono stato bloccato dal Presidente Bindi che ha chiuso l’audizione sostenendo che il sindaco avesse già risposto. Durante questo incontro si è vista la palese difficoltà di Bianco a rispondere, che ha cercato in tutti i modi di sfuggire alle domande. Ma cosa ben più grave lui ha negato di sapere che quando ha telefonato a Ciancio lui sapesse che l’editore fosse indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. A me questa ecco sembra una vera e propria presa in giro, perché anche i sassi sapevano che Ciancio era già indagato da 3 anni”. 

“Proprio per questo motivo – conclude Nuti – e per le evidenze che dimostrano le infiltrazioni noi abbiamo chiesto al sindaco le dimissioni”.