Non era mai accaduto, dal 252 dopo Cristo, che la millenaria tradizione della devozione cittadina alla Bambina Martire venisse oltraggiata in maniera cosi arrogante e volgare. Non a caso avviene in uno dei momenti in cui le istituzioni politiche hanno raggiunto un livello così basso di credibilità ed autorevolezza come mai prima. Il sindaco di Catania, al suo quarto mandato ormai in scadenza, ha deciso di chiudere in bellezza creando un precedente gravissimo nominando a presidente del Comitato dei festeggiamenti per Sant’Agata quel Francesco Marano che non è soltanto il suo “braccio destro” in comune, ma anche il vice segretario regionale del Partito Democratico. Non era mai accaduto in 1765 anni di storia.

Se occorreva un esempio per descrivere cosa si intende per un “potere famelico e presuntuoso” lo abbiamo avuto nella giornata di sabato con la “riconferma” dei componenti del comitato per i festeggiamenti per le festività di Sant’Agata.

Il sindaco Bianco ha infatti coinvolto l’Arcivescovo Metropolita Salvatore Gristina in una delle operazioni più spregiudicate di occupazione istituzionale mai tentate prima.

La terza festa mondiale della cristianità è stata infatti consegnata formalmente e con tanto di cerimonia al vice segretario regionale di un partito politico che guarda caso è il Partito Democratico dello stesso Bianco attualmente impegnato nella campagna elettorale per le regionali ed a breve per le comunali del prossimo giugno.

Presidente del Comitato per i festeggiamenti è stato infatti “confermato” per i prossimi due anni, quindi ben oltre la scadenza del mandato di Bianco, il signor Francesco Marano.

Marano è, sin dal suo insediamento nel 2013, il più stretto collaboratore del sindaco Bianco che lo ha nominato “Esperto del sindaco per i rapporti istituzionali” e poi Liquidatore della società partecipata Investiacatania.

Precedentemente, tra il 2006 ed il 2008, come si legge nel suo curriculum, è stato consulente del presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato che, guarda caso, era sempre Bianco, mentre nel 1999 viene nominato arbitro di calcio. Categoria D.

Fin qui potrebbe starci, anche se già la prima nomina nel 2014 a presidente del comitato per i festeggiamenti di Sant’Agata aveva fatto storcere qualche naso in considerazione della troppo diretta espressione di Enzo Bianco.

Ma le cose si complicano decisamente quest’anno, quando lo stesso Marano viene nominato vice segretario regionale del Partito Democratico perdendo così anche la solo formale veste di “consulente esterno”per assumere quella decisamente compromessa di dirigente di partito. E’ uomo di parte e di partito, non può incarnare un ruolo che richiede assoluta equidistanza dagli interessi in campo. 

Questo crea un precedente gravissimo che testimonia l’arroganza di quella politicanza che pretende di occupare ogni spazio possibile.

Si tratta di rotture istituzionali dalle quali non si torna indietro, come ad esempio l’interruzione della prassi che voleva la presidenza di uno dei rami del parlamento appannaggio della minoranza, o la nomina dei Revisori dei conti con almeno un componente alle opposizioni: una volta violato il principio del rispetto delle minoranze a garanzia della tenuta del sistema, non si è più ripristinato, aprendo la strada all’occupazione totale da parte di maggioranze sempre più becere ed irresponsabili.

La reazione a questa “nomina politica” non si è fatta attendere ed è subito intervenuto il vice presidente vicario del consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono, che lancia anche un appello al Vescovo Gristina: “Ritengo la nomina di Marano, vicesegretario del Pd peraltro impegnato in campagna elettorale un atto inopportuno, fuori luogo e gravemente lesivo  della tradizione religiosa e superpartes  della Festa di Sant’Agata.   Due anni fa quando fu nominato, presumibilmente in ossequio alla sua fedeltà al sindaco Bianco, poteva esserci la scusante che a quel tempo  non rivestisse l’incarico al vertice del Partito Demorcratico. Ora questo alibi non esiste più perché è noto che Marano da diversi mesi svolge il suo ruolo politico oltre a quello di consulente del primo cittadino. 

Tante volte abbiamo chiesto che Marano lasciasse l’incarico in virtù del suo ruolo nel Pd, purtroppo vanamente a conferma della visione arrogante del sindaco Bianco e del suo più stretto collaboratore.

Mi affido alla saggezza di Sua Eccellenza Mons Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania, affinché venga riconsiderata la scelta di mettere a capo della Comitato della Festa di Sant’Agata un uomo di parte, impegnato nell’agone politico quale Francesco Marano. 

I partiti e i loro rappresentanti restino fuori dalla Festa!”

Si è così aperto un altro brutto fronte di questa orribile stagione politica che sta massacrando una città intera.