Gli uomini a lui più vicini finiscono in galera o interdetti, prendevano soldi e si facevano pagare case per le figlie, assumere i generi e chissà cos’altro e il sindaco se ne esce con un comunicato che da solo meriterebbe che si autofirmasse un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Delle due infatti l’una: o era a conoscenza di un gravissimo sistema di corruzione in atto da anni al vertice della sua stessa amministrazione o è talmente inadeguato da non accorgersi che uomini da lui promossi al vertice della Cosa Pubblica catanese agivano nel modo in cui la DIA e la Procura di Catania hanno accertato. IN ENTRAMBI I CASI É UN OLTRAGGIO ALLA CITTÁ CHE RIMANGA SINDACO UN MINUTO DI PIÚ!

Per anni questa testata, subendo persino l’arroganza della querela intimidatoria del signor Deodati della Ecocar, ha raccontato quello che accadeva nel settore rifiuti di Catania, come in altri comparti già finiti nel mirino degli inquirenti.

Il sindaco della città dopo lunghissime ore di frastornato silenzio è uscito con un comunicato talmente patetico da consigliargli il ricorso a quelle autorità sanitarie di cui spesso egli stesso si dichiara “capo” e che riunisce periodicamente in inutili tavoli che non concludono niente.

In anni di denunce sul sistema rifiuti, mai un suo intervento, mai una sua relazione in consiglio comunale, ha lasciato fare ai suoi “fidatissimi collaboratori” nonostante ben tre gare deserte, gli arresti di personaggi collegati alle imprese affidatarie, le proroghe continue, le chiacchiere insistenti.

Ed oggi il sindaco Bianco, a terremoto in corso, se ne esce con assurdità in netta contraddizione con quanto affermato dai procuratori che oggi hanno spiegato le dinamiche dell’indagine, a partire dalla circostanza che persino le indicazioni fornite dall’ANAC in merito alla redazione del contestato bando sono state platealmente disattese.

Lo dice lo stesso procuratore Zuccaro, smentendo di fatto, anche senza volerlo, la versione del primo cittadino frastornato, giunta dopo la conferenza stampa che egli evidentemente dimostra di non aver visto in tutte le dirette Facebook dei giornalisti e neanche le interviste.

L’Anac non ha funzione istituzionale di controllo sulla regolarità delle gare, dà soltanto consigli di carattere formale -ha affermato il procuratore capo di Catania-. A noi risulta che l’amministrazione comunale l’abbia interpellata e l’Anac abbia dato i suoi suggerimenti: cioè quello di bandire gare per lotti separati facendo entrare in gioco più imprese rispetto a quelle che potrebbero partecipare ad un appalto unico. Ma questo consiglio è stato disatteso nel senso che non si è deciso di fare appalti per scorporando le varie parti. L’Anac -ha proseguito Zuccaro- dice poi al Comune “se decidete di continuare a disattendere il consiglio di dividere l’appalto in lotti, vedete di andare a una procedura negoziata.

Insomma, una “sconfessione” in anticipo di quello che avrebbe poi dichiarato Bianco e cioè : “ho chiesto la vigilanza collaborativa all’ANAC, adeguandomi ai loro suggerimenti”, quando l’Anac appunto sappiamo non fornisca vigilanza, né i suoi “suggerimenti” sono stati accettati.

Prova poi, Bianco, a sviare l’attenzione rivangando la storia della dirigente da lui licenziata che, a parte l’esito del processo ancora in corso, ci pare confermi invece che l’ex dirigente, come dichiarato dalla stessa più volte a Sudpress, avesse capito il “gioco” di alcuni e la sua “cacciata” abbia interrotto bruscamente anche solo la possibilità di provare a scoperchiare un sistema che si è rivelato poi marcio.

Quello che emerge dalla narrazione dei procuratori ed investigatori della DIA è scioccante. Mentre la città affoga nella miseria e nei rifiuti, come più volte denunciato da questa testata, e le aziende chiudono una dietro l’altra producendo disperazione per migliaia di famiglie e la qualità della vita è tra le più basse della nazione anzi dell’Occidente, i vertici di questa amministrazione si scoprono impegnati nelle ruberie più gravi e sconcertanti.

Il sindaco Enzo Bianco non si accorgeva di niente? Peggio che se ne fosse stato complice!

In ogni caso è enormemente colpevole quanto meno politicamente e ciò basta e avanza.

È il maggiore responsabile di un degrado che questa città non merita e anche se lo meritasse per l’insipienza dei suoi cittadini, non può permetterselo.