Bisogna dare atto quando si ottengono risposte. Lo scorso 18 giugno questa testata ha lanciato un appello per sollecitare la restituzione alla collettività dei beni sottratti alla malavita dall’eccezionale attività investigativa e giudiziaria svolta a Catania in questi anni. In quell’occasione venimmo subito rassicurati dal Gabinetto del Sindaco che si stava già effettuando una ricognizione e si sarebbe provveduto in tempi celeri. Adesso è arrivata la prima assegnazione ed è un buone segnale, ancor di più che si sia trattato di immobili siti a San Cristoforo e che siano fnalizzati a ricovero per senza tetto.

Nell’appello del 18 giugno davamo conto di numerose segnalazioni ricevute e della necessità di impedire che le grandi vittorie ottenute da forze dell’ordine e magistratura si trasformassero in sconfitte con il pessimo messaggio dei beni confiscati che andavano in malora o addirittura tornassero in possesso degli stessi delinquenti.

Un appello raccolto dall’amministrazione comunale e di cui diamo conto all’indomani delle prime assegnazioni rese non facili dalla condizione di dissesto che certamente rallenta le ristrutturazioni necessarie. Ma qualcosa si muove e, come ha affermato il sindaco Pogliese, è un ”fatto di straordinaria valenza simbolica” da non sottovalutare.

Così i primi dodici posti letto per i senza tetto, sono stati consegnati agli enti no profit, Croce Rossa, Accoglienza e Solidarietà e la Fondazione Ebbène. a San Cristoforo, in via Testulla dal sindaco Salvo Pogliese e dall’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo.

Si tratta di due immobili confiscati alla mafia, che ora dopo la ristrutturazione curata dal Comune, sono stati resi disponibili per accogliere i senza fissa dimora.

“Un fatto di grande valenza, anche simbolica, trasformare questi due appartamenti, dapprima in mano alla delinquenza organizzata, per adibirli alle necessità dei più bisognosi -ha detto il sindaco Salvo Pogliese, commentando la consegna degli immobili agli enti del terzo settore- .Dopo avere affrontato innumerevoli difficoltà per completare la riqualificazione, dovute principalmente al dissesto, siamo in grado ora di offrire alternative valide a chi rimane sulla strada per carenza dei mezzi che gli consentano di avere un’abitazione”.

In questo senso il sindaco ha anche annunciato che “entro questo mese saranno pronti altri due immobili destinati ai senza tetto collocati, rispettivamente, nella zona di San Leone e nel quartiere San Giorgio, immobili che saranno anch’essi affidati alle attività delle associazioni no profit, portando complessivamente a una trentina i posti letto immediatamente disponibili per l’accoglienza dei senza tetto”.

Alla consegna degli immobili di via Testulla alle organizzazioni del terzo settore, hanno partecipato anche il comandante della polizia locale Stefano Sorbino, il presidente della fondazione Ebbène Dino Barbarossa e l’assistente sociale Carminella Campione, che segue per il Comune l’utilizzo e la destinazione a dimora transitoria degli immobili:

”Agiamo in nome della solidarietà in sintonia al volontariato -ha detto l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo-. Con questi primi due immobili e gli altri due che avremo disponibili tra qualche giorno, siamo in grado di affrontare concretamente l’emergenza caldo e in inverno quella legata al freddo, finalizzando concretamente un lavoro di sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione per cui siamo costantemente impegnati”.

Nei piani dell’amministrazione comunale ampi interventi per gli immobili confiscati alla mafia, da destinare ai senza fissa dimora, sono previsti con i finanziamenti comunitari del Pon Metro.

In particolare una grande villa in zona Cerza, un immobile confiscato alla mafia, entro un anno e mezzo verrà ristrutturato e riqualificato per renderlo compatibile con la realizzazione di spazi per attività e inclusione sociale.

Nel corso delle ultime interlocuzioni con l’Agenzia per la Coesione Territoriale, che svolge il ruolo di Autorità di Gestione del PON Metro, il Comune di Catania ha richiesto la possibilità di rimodulare il Piano Operativo degli Interventi al fine di poter procedere alla ristrutturazione di alcuni immobili confiscati alla mafia per destinarli ad alloggi di transizione per i soggetti senza dimora.

A tal fine, sempre con i fondi del PON Metro è stata avviata l’Agenzia per la Casa, ovvero la struttura dedicata, di concerto con le associazioni e le autorità preposte, alla gestione delle difficoltà abitative. Con i fondi accordati si potranno ristrutturare e adeguare oltre 20 appartamenti confiscati alla criminalità organizzata.

Sin qui quanto comunicato dal Comune di Catania, noi ribadiamo l’importanza del risalto da dare a queste operazioni che servono anche a dimostrare, soprattutto ai più giovani, come il delitto non paghi e le azioni investigative non si perdono nel nulla ma anzi servono a risarcire i danni subiti dalla comunità da parte dei delinquenti che ne devastano il territorio.