Va in scena una nuova puntata sulla trasparenza del Teatro Massimo Bellini di Catania. Al centro delle polemiche, ancora i 750mila euro di fondi europei PON Sicurezza 2007-2013. Come e da chi vengono gestiti? Dopo il primo rifiuto, arriva una nuova richiesta di accesso agli atti da parte della fondazione Città Invisibile. E’ muro contro muro

La fondazione no profit Città Invisibile ha richiesto per la seconda volta l’accesso agli atti relativi ai progetti Sistema e Legalit’Ars del Teatro Bellini. Dopo il primo secco rifiuto incassato a novembre, l’associazione – anima dell’orchestra giovanile Falcone Borsellino – ha rinnovato la pretesa di vederci chiaro.

“Che fine hanno fatto questi 750mila euro? Perché sperperare ingenti somme stanziate per i bambini disagiati? Perché i cittadini non possono conoscere la verità?”, sono alcune delle domande sollevate fin qui dalla Città Invisibile.

Questa volta, però, si prospettano scenari diversi. Il Bellini non potrà giustificare la propria riluttanza appellandosi all'”inesistente interesse diretto” della fondazione presieduta da Alfia Milazzo. A stabilirlo è la Legge Madia n°97 del 25 maggio 2016.

Ma un’associazione che si occupa da anni di educazione alla legalità nei quartieri disagiati, tramite orchestre infantili e giovanili, può davvero considerarsi estranea a un “diretto, concreto e attuale interesse”? A contraddire il Teatro è il Bellini stesso.

Con una lettera datata 8 luglio, La città invisibile e i suoi ragazzi dell’orchestra Falcone Borsellino sono stati invitati dal direttore del progetto Francesco De Zan a partecipare ai due concerti dell’orchestra costituita con i fondi PON Sistema in programma il 18 luglio (Scuola Campanella Sturzo) e il 20 luglio (cortile di Palazzo della Cultura).

Invitandola, il Bellini ha indirettamente confermato il tanto discusso “interesse concreto” della Fondazione sul progetto. Dunque, anche il suo diritto a conoscere tutte le modalità di selezione dei partecipanti, i criteri dei bandi, la gestione dei corsi, il calendario delle lezioni.

Perché mai l’Orchestra Falcone Borsellino della Città invisibile dovrebbe assurgere a meritoria vostra considerazione, se, diversamente da quanto dichiarato dagli organi amministrativi del Teatro, non avesse in effetti una attinenza in questo progetto (e quindi un interesse diretto)?“, si legge nella durissima lettera con cui la Fondazione Città Invisibile ha rimandato al mittente l’invito.

Le altre due associazioni coinvolte nei due concerti sono Musicainsieme a Librino – di cui fa parte lo stesso De Zan – e Alkantara della Civita.

Entrambe sono riconosciute dal Sistema italiano dei cori e delle Orchestre infantili e giovanili. Cioè quel comitato presieduto da Roberto Grossi, che è anche sovrintendente del Bellini, e del cui CDA fa parte Andrea Gargiulo, direttore dell’orchestra prescelto dalla commissione esaminatrice del Teatro per questo progetto. C’è da confondersi.

“Si pone un conflitto d’interessi tra le due figure ricoperte da Grossi? Siamo stati esclusi perché non facciamo parte del sistema di Federculture?”,  aveva già denunciato Alfia Milazzo avanzando a tal proposito dubbi e perplessità.

L’invito del Bellini a partecipare ai due concerti lascia intravedere un cambio di atteggiamento dell’ente lirico nei riguardi dell’associazione Città Invisibile. Perché?

“Non vogliamo prestare fede alle tante voci che ipotizzano la presenza di altri gruppi orchestrali durante questi concerti come una strategia per coprire eventuali incapacità o difficoltà dei bambini da voi preparati per far fare bella figura alla vostra organizzazione. Tuttavia riteniamo che 750 mila euro di progetto meritino la dimostrazione del lavoro effettivamente svolto e, soprattutto, del coinvolgimento dei bambini ai quali il progetto stesso mirava, ovvero quelli appartenenti alle fasce disagiate di Catania”.

E’ con le motivazioni espresse in questa durissima lettera integrale che la Fondazione Città Invisibile ha risposto al Teatro Massimo Bellini declinando “con profonda costernazione” il suo invito.

L’unica lettera che ora si attende con speranza dal Teatro Massimo Bellini di Catania è relativa alla  seconda richiesta di accessi agli atti.