La guerra al Teatro Bellini si fa dura e pericolosa.

La responsabilità principale è naturalmente dell'organo di controllo, la Regione siciliana, che come al solito decide di non decidere.

In gioco non l'astratta metafisica della Cultura, ma un vero e proprio simbolo per l'intera Città ed il pane di decine di famiglie catanesi che si trovano per l'ennesima volta sotto il ricatto odioso di chi pretende di utilizzarli per mantenere posizioni e prebende.

Precari cronici e dipendenti tutti sono finiti per l'ennesima volta nel tritacarne violento degli scontri tra fazioni, rappresentati da sindacati, salvo qualche rarissima eccezione, del tutto inadeguati ad affrontare un emergenza che non ha precedenti.

La situazione è nota: crisi finanziaria determinata dal taglio irresponsabile del contributo regionale, latitanza totale del comune di Catania moroso da anni (deve 3 milioni di euro!), lavoratori senza stipendio da 3 mesi, continue conferenze stampa con tournee inesistenti e festival temerari.

Si aggiungano produzione ridicola, stagioni di qualità degna di sagre di paese e scomparsa definitiva dai circuiti delle recensioni nazionali. Inesistenza a livello internazionale.

Uno scandalo di una volgarità intollerabile per uno dei teatri lirici più antichi e prestigiosi del mondo.

i fatti.

La scorsa settimana, appurato che le "garanzie" offerte spudoratamente dal sindaco-presidente Ezo Bianco sull'immediato pagamento degli stipendi erano null'altro che le solite tronfie chiacchiere, gli animi dei lavoratori cominciano a scaldarsi e si inizia a parlare di scioperi e manifestazioni eclatanti.

L'urgenza più immediata è la chiamata al lavoro dei cosiddetti "stagionali", i precari cronici del Bellini, chiamati e licenziati ogni anno da vent'anni.

Lavoratori da sempre sotto il ricatto assurdo e violento di politicanti senza scrupoli che li tengono appositamente nel limbo illegale del "tempo determinato", per poterli condizionare ad ogni tornata elettorale, convocarli ad ogni adunata.

Una vergogna senza fine.

Senza considerare, tra l'altro, che proprio grazie a questi "stagionali" il Bellini può continuare a realizzare i propri fini istituzionali, alcuni di questi essendo in ruoli chiave per la professionalità acquisita in un campo comunque ad alta specializzazione, anche nei ruoli apparentemente più modesti: dagli autisti agli uscieri ai commessi agli addetti di sala ai manutentori ai fonici. Tutti precari. Qualcuno anche da vent'anni, una situazione semplicemente pazzesca.

Ma veniamo all'ultimo episodio.

Il rientro, la solita "riassunzione" annuale per gli stagionali del Bellini era prevista, come ogni anno dopo il fermo del mese di agosto (durante il quale rimangono senza stipendio), per il 26 di agosto.

La data non viene rispettata e non viene data alcuna comunicazione sulle prospettive. Anzi, i rumors provenienti dall'amministrazione non sono confortanti.

La sovrintendente Rita Cinquegrana, inspiegabilmente ancora in carica nonostante sia nominata dal governo Lombardo ed assessore della giunta Stancanelli, convoca per lo scorso sabato tutti gli "stagionali" per comunicazioni urgenti.

Lo scopo è scatenarli contro il governo Crocetta.

Le affermazioni della signora Cinquegrana fatte innanzi ai poveri lavoratori precari, già da tre mesi senza stipendio e con difficili prospettive per il futuro, sono infatti gravissime ed inequivocabili, pericolose oltre che in evidente violazione dei vincoli di correttezza istituzionale.

Il ragionamento della Cinquegrana è chiarissimo.

Sarebbe in atto uno scontro tra il presidente della regione Crocetta e il sindaco Bianco. Crocetta vorrebbe commissariare il Teatro e questo, secondo la sovrintendente comporterebbe la "riduzione del 30% degli stipendi dei dipendenti stabili e la non chiamata degli stagionali".

Su quali basi la signora Cinquegrana possa fare simili affermazioni non è noto ed infatti vengono contestate da alcuni rappresentanti sindacali "non allineati" nella successiva assemblea di lunedì.

Ma, ovviamente, l'effetto è devastante per i lavoratori che aumentano il loro stato di agitazione.

Le affermazioni della sovrintendente contro i presunti intendimenti del presidente Crocetta sono subdolamente accompagnate dalla dichiarata volontà del sindaco Bianco di procedere alla nomina del Consiglio di Amministrazione, procedura che consentirebbe di prendere ancora tempo a chi vuole conservare la posizione propria e dei propri consulenti.

La posizione dei sindacati appare confusa e contraddittoria, risolvendosi in una irragionevole adesione alla richiesta di nomina di un consiglio di amministrazione che servirebbe solo a piazzare qualche trombone inutile ed a perdere tempo nella difficile vertenza aperta con una Regione che sembra sempre più pericolosamente insensibile ai destini del magico Teatro.

Unica voce fuori dal coro, la UGL guidata da Cosimo Fichera e Massimo Ruta, che ritengono più che mai opportuna la nomina di un commissario straordinario di alto livello, capace di farsi autorevole riferimento per gli organi regionali che devono essere coinvolti, essendo praticamente gli unici finanziatori, nella soluzione definitiva della vicenda Bellini.

La verità è che una gestione asfittica e improduttiva del Teatro lo ha reso indifendibile, riducendolo a carrozzone insostenibile.

Ma non è così.

Il Teatro Bellini può e deve svolgere un ruolo trainante nella rinascita della Città, essere strordinario biglietta da visita per l'intera regione.

Il presidente Crocetta, che è il massimo responsabile istituzionale di tutta la questione, assuma senza ulteriori perdite di tempo decisioni conseguenti al proprio ruolo e restituisca al Teatro ed ai suoi lavoratori la serenità necessaria per rilanciare lo straordinario patrimonio che rappresentano.

Abbia coraggio e sottragga il Bellini agli sciacalli.

 

 

 

 

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Gravissime dichiarazioni della Sovrintendente:” Crocetta vuole ridurre gli stipendi e non assumere gli stagionali”
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RED