Una lunga chiacchierata quella con la dottoressa Carmela Campione e l’attuale assessore ai Servizi Sociali del Comune di Catania Giuseppe Lombardo. Tema: l’affaire B&B e il mezzo milione di euro speso dalla precedente amministrazione. Sì, perché – assicura l’assessore Lombardo – da ottobre 2018 si è cambiata rotta 

C’era un indirizzo politico, quello della precedente amministrazione guidata da Enzo Bianco che prediligeva questo tipo di intervento. Che preferiva pagare centinaia di migliaia di euro in b&b gestendo il ricovero d’urgenza come un’eterna emergenza.

A dichiararlo ai nostri microfoni è Giuseppe Lombardo, assessore ai servizi sociali dell’Amministrazione di Salvo Pogliese: “Mi sono insediato il 9 luglio e il 30 di ottobre ho deciso di sospendere il servizio perché lo abbiamo ritenuto non conveniente per le casse dell’ente. Perché ci abbiamo messo così tanto a trovare una soluzione alternativa al sistema dei B&B? Perché in queste famiglie c’erano figli minori che ovviamente andavano tutelati”.

A confermarlo è la dottoressa Carmela Campione, per 30 anni dirigente del settore “Politiche Sociali”, adesso in quiescenza ma alla quale il sindaco ha concesso un anno di servizio a titolo gratuito.

“Per completare quello per cui ho lavorato una vita”, ci confida. “Abbiamo lavorato per anni come se fossimo in continua emergenza – continua la Campione – ma adesso per la prima volta c’è un piano organico e il mio compito non può essere che quello di portarlo a compimento”.

Quello di cui parla Carmela Campione è l’Agenzia Sociale per la Casa: una rete, composta da numerosi “attori” che avrà il compito di guidare le famiglie in stato di bisogno fuori dall’emergenza abitativa una volta per tutte.

“Stiamo innanzi tutto facendo una ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico e privato” prosegue l’assessore Lombardo. “Poi metteremo insieme sindacati, associazioni di tutela dei cittadini, l’IACP, le agenzie immobiliari. Dovremmo riuscire a dare le prime risposte entro i primi di giugno”.

L’idea è quella di creare un percorso, che andrà dalla presa in carico delle famiglie in stato di bisogno in ricoveri d’urgenza temporanei e interni al patrimonio o ai servizi comunali e che arriverà fino all’inserimento lavorativo ove necessario.

“Li aiuteremo nella ricerca attiva della casa”, ci spiega Carmela Campione. “Ne ho visti tanti. Hanno bisogno di capire che noi non possiamo esserci in eterno e che devono pian piano camminare con le loro gambe”.

Ma possibile che da dirigente non abbia potuto fare nulla prima per porre fine all’uso scellerato delle risorse finanziarie dell’ente? Glielo abbiamo chiesto.

Pensate che non abbia tentato? Ho scritto note, inviato reclami, parlato con il ragioniere generale e con il capo di gabinetto. Ma l’amministrazione Bianco preferiva così. L’anno scorso ho addirittura dovuto chiedere di aumentarmi il budget di settore per non produrre debiti fuori bilancio. I 40.000 euro per il ricovero d’urgenza non bastavano più”.

Il motivo? Le famiglie protestavano e andavano tenute buone. “Vi ricordate quelli che occuparono la cattedrale? Dissero che Bianco e gli altri avevano promesso loro la casa e il lavoro. Per questo non si muovevano da lì. Cambiata l’amministraione sono scomparsi”, ci racconta la Campione. “La famiglia Pernice e i Giustolisi? Fu l’allora capo di gabinetto Spampinato a chiedere che venisse prolungato il loro ricovero in B&B: facevano troppo rumore
“Il problema sapete qual è?”, prosegue. “Che non si programmavano gli interventi e si continuava a gestire la cosa come un’emergenza“.
“Mi sentivo in una sala parto” ironizza la dottoressa Campione.

L’Agenzia Sociale per la Casa finalmente darà una risposta concreta: le famiglie si rivolgeranno al Comune, che avvierà per ognuna un percorso. Si passerà dal ricovero d’urgenza, alla ricerca di una casa vera e propria con contratti agevolati e supportati dal Buono Casa. E se necessario si avvieranno tirocini lavorativi in attesa di far trovare un’occupazione a queste persone. Le famiglie però devono capire che devono trovare la forza di farcela da soli”.

I fondi? “Nessun costo per le casse comunali. Siamo riusciti ad intercettare dei fondi europei del PON-FESR. È complesso, ma adesso c’è progettualità. Ed è questo che conta”.