Il bando con cui sono stati assegnati 9 milioni e 500 mila euro al progetto di riqualificazione del complesso fieristico de “Le Ciminiere” di Catania, prevedeva che fossero le periferie ad essere interessate, secondo il parametro che sullo stesso documento all’articolo 1, comma 2 le definisce “aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi“. Di fatto così non è stato, date le caratteristiche della struttura al centro del progetto. E dal Segretariato generale del Consiglio dei Ministri, viene anche “ri-definito”il concetto di periferia

Secondo la definizione Treccani, il significato della parola è: periferìa s. f. [dal lat. tardo peripherīa «circonferenza», gr. περιϕέρεια, der. di περιϕέρω«portare intorno, girare»]. – 1. non com. Contorno, bordo, orlo circolare: i raggi dai vari punti della pdi una ruota vanno tutti a riunirsi nel di lei centro (Leopardi). 2. estens. a. La parte estrema e più marginale, contrapposta al centro, di uno spazio fisico o di un territorio più o meno ampio: la pdi un continentedi una regionedi un’isoladi una catena montuosadisporre i tavolile sediealla pdel salonela pdel circodi un’arenadi un anfiteatrob. In partic., e di uso più com., l’insieme dei quartieri di una città più lontani dal centro.

La responsabile del procedimento in questione Valentina Tucci presso il Segretariato generale della Presidenza Consiglio dei Ministri, spiega: “Per periferia non si intende soltanto dal punto di vista urbanistico, perchè molte città hanno una periferia anche nel centro storico, a causa di particolari situazioni di degrado, dunque la commissione di valutazione ha tenuto conto anche di questo”.

Nello specifico, lo stesso decreto, oltre a definire quali siano i progetti da poter prendere in considerazione, i cui criteri sono poi riportati anche sul bando in Gazzetta Ufficiale, indica anche la natura e le caratteristiche del “Nucleo per la valutazione dei progetti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie”, organo apposito e “composto dal Segretario Generale con funzioni di presidente, da sei esperti di particolare qualificazione professionale, anche estranei alla pubblica amministrazione, due dei quali designati, rispettivamente, dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome e dall’Associazione nazionale dei comuni italiani“, che, ha effettuato nel caso specifico della Città Metropolitana di Catania e del complesso fieristico, una valutazione differente a quanto pare, rispetto al senso comune.

I dubbi sorgono e le domande pure, perchè se sono da considerarsi periferie anche zone centrali di una grande città, perchè non proporre qualcosa che riguardasse il quartiere di San Berillo, da tempo dedalo di viuzze abitate da senza tetto, indigenti e piene di sporcizia? Tanto più che la zona rappresenta con alcuni edifici anche un retaggio storico e artistico della Catania antichissima.