Dopo le polemiche ed il vero e proprio terremoto che ha portato all’annullamento delle elezioni per il rinnovo della rappresentanza forense, proviamo a dare voce alle varie componenti in campo: per la lista “Avvocati Liberi” ne abbiamo parlato con l’avvocato Goffredo D’antona.

Nei giorni della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine – ironizza Goffredo D’Antona – “ogni Avvocato si sente importante, in quanto considerato da soggetti che fino a ieri neanche lo salutavano. Fioccano le richieste di amicizia su FB e assistiamo a corsi crediti formativi a pioggia, di programmi e di idee se ne parla ben poco, almeno pubblicamente.”

Che il programma proposto ai colleghi da “Avvocati Liberi” sia valido viene confermato, secondo D’Antona “non solo dalla rispondenza che abbiamo in Tribunale, nelle mail, nei messaggi che abbiamo ricevuto ma anche nelle reazioni stizzite e nelle provocazioni che non abbiamo accettato. Questo ci piace perché se parliamo di trasparenza, di meritocrazia, è ovvio che suscitiamo la rabbia di chi teme questo, accusandoci che non ci ha mai visto in aula di Tribunale, con le risatine varie anche di candidati (consiglieri uscenti), gli stessi immortalati in una foto durante il banchetto al Congresso di Rimini che costò al nostro ordine 60 mila euro. È ovvio che se vogliamo riflettere in questo particolare momento storico di grave crisi dell’Avvocatura su come spendere i nostri soldi qualcuno che a questi privilegi non vuole rinunciare, si offende provoca e irride.”

All’indomani del deliberato della Commissione Elettorale che aveva accolto le candidature dei consiglieri uscenti con più di due mandati, la posizione di “Avvocati Liberi” si contraddistinse, bisogna riconoscerlo, per moderazione ed equilibrio, nonostante avessero tutto l’interesse a rivendicare il loro ruolo antagonista: “Stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso dell’avvocatura catanese. Prima sono partite da vari candidati al COA illazioni sulla Commissione elettorale. Accuse più o meno velate di fare riunioni non trasparenti finalizzate a chissà cosa.
Poi abbiamo assistito ad un attacco indegno alla Commissione e ai pareri che hanno portato al deliberato sulla eleggibilità.
Si può essere d’accordo o meno con un provvedimento, ma il dileggio, l’insulto tipico e costante di determinate soggetti va rifiutato senza se e senza ma.
Esistono mezzi giuridici (e chi fa l’avvocato dovrebbe saperlo) per reclamare ed impugnare un deliberato, un provvedimento, un atto.
Noi ci tiriamo fuori da questo squallore, non vogliamo, non l’abbiamo mai fatto, cavalcare l’onda dell’urlo e del dileggio.
Un voto in più non vale la nostra etica.
Ci sono soggetti che non avrebbero altro da fare se non diventare consiglieri dell’ordine. Problemi loro, noi siamo Avvocati e non ci vendiamo la coscienza non sporchiamo le nostre toghe per un pugno di voti.

Tanti sono i candidati, molti persone per bene. Però chiedo una piccola cosa: quando sarete nella cabina elettorale chiedetevi cosa hanno fatto i candidati prima della campagna elettorale. Io so dove erano quelli di “Avvocati Liberi”.
Erano insieme a centinaia di Avvocati avanti la Corte di Cassazione, avanti i Tribunali di Catania, di Reggio Calabria, di Cosenza, di Siracusa a chiedere più Dignità e più Libertà per gli Avvocati.
Avvocati Liberi è questo.
I nostri candidati sono persone per bene, ma soprattutto persone normali. Non sono salvatori della patria, non abbiamo il culto della personalità. Noi non siamo i tipi che dicono “chi non è con noi sta parte sbagliata”. Noi abbiamo un nostro programma che abbiamo sempre anteposto a ogni nome e a ogni faccia. Non abbiamo accettato le provocazioni non abbiamo risposto agli insulti abbiamo rifiutato i toni (irriguardosi ) della polemica sul deliberato della commissione.
Forse l’esclusione di un numero significativo di candidati ci avrebbe favorito. Ma noi siamo Avvocati e come tali accettiamo i dispositivi anche quelli che in teoria non ci convengono.
L’unica cosa che conta è avere la coscienza della giustezza della nostra candidatura, l’unica cosa che conta è la dignità degli Avvocati. Abbiamo sempre detto: prima Avvocati (Liberi) poi candidati.

E ancora: “Subito dopo la sentenza delle sezioni unite sul doppio mandato noi Avvocati Liberi avevamo rappresentato l’opportunità di un rinvio delle elezioni nei fori come Catania dove le liste erano state già depositate. Nonostante il problema del doppio mandato non riguardasse in alcun modo i nostri candidati.
Giuste o sbagliate, queste liste erano state predisposte in un’ottica di interpretazione della legge Falanga, poi smentita dalla Suprema Corte.
Nasceva quindi un problema di rappresentatività dell’Avvocatura catanese, e il rischio che fossero i Magistrati a decidere i rappresentanti degli Avvocati.
Il valore della rappresentatività è un valore per noi sacro che va oltre le nostre aspettative di avere qualche consigliere in più. Potevamo chiedere di andare avanti utilizzando l’ineleggibilità di diversi candidati a nostro vantaggio. Ma noi siamo Avvocati prima di essere candidati. E i nostri interessi vengono dopo gli interessi di tutti gli Avvocati, anche di quelli che non si identificano in noi.
Siamo stati voce isolata. Se fossimo stati ascoltati forse l’Avvocatura avrebbe dato una immagine diversa da quella emersa in queste ore. Ma non ci piacciono le polemiche sterili e lo diciamo solo come dato di fatto.
Ora le elezioni sono state annullate. Rifiutiamo come sempre i toni che già si levano da parte di alcuni candidati.
Si può essere d’accordo o meno con il deliberato del Coa di Catania, ma mai, mai dobbiamo scordarci di essere Avvocati, le risse le allusioni non ci appartengono. Abbiamo da soli portato avanti battaglie con metodi radicali, abbiamo protestato avanti i Tribunali, la Corte di Cassazione, ma l’abbiamo fatto e lo faremo sempre con le Toghe indosso.
Noi siamo qui, le elezioni ci interessano fino a un certo punto, ciò che per noi rileva è solo la dignità e la libertà degli Avvocati. Le nostre battaglie vanno avanti e non sarà non avere domani delle poltrone in Consiglio a fermarle.”

Il clima all’interno dell’avvocatura etnea non è dei più sereni: “Oggi tutti contro il Consiglio dell’ordine di Catania, con richieste di dimissioni, scioglimento, urla e varie. Mi chiedo: dove sono stati tutti questi avvocati negli ultimi anni?
Dov’erano quando noi di Avvocati Liberi protestavamo avanti il Tribunale chiedendo una presa di posizione del Coa contro la Cassa forense o denunciavamo isolati la compressione della Dignità e della Libertà degli Avvocati in genere.
Dov’erano quando chiedevamo noi al Coa trasparenza ad esempio sulla Scuola Forense o denunciavamo l’inopportunità in questo momento di grande crisi dell’Avvocatura di certe spese ( ad esempio proprio il costo di 60 mila euro per la partecipazione al Congresso di Rimini).
Non abbiamo mai fatto sconti a questo Coa (ci siamo pure candidati appunto come alternativa!), ma non ci siamo svegliati oggi all’indomani dell’annullamento delle elezioni per criticarlo.
Noi auspichiamo come ovvio che il Coa indica al più presto nuove elezioni, ma ritieniamo le elezioni solo un passaggio di una lotta che non può essere certo a ridosso delle elezioni. Anche perché non si vive di sole elezioni.”

L’avvocato D’Antona rivendica la coerenza mantenuta in questi anni dagli “Avvocati Liberi”: “Se cè stato qualcuno che in questi anni non ha fatto sconti al Direttivo uscente dell’Ordine degli avvocati di Catania siamo stati noi di Avvocati Liberi. Mettendoci faccia e nomi.
Se c’è qualcuno che andando contro propri sterili interessi di parte ha chiesto diverso tempo fa, in tempi non sospetti, dopo la sentenza della Cassazione, il rinvio delle elezioni siamo stati noi di Avvocati Liberi. Si poteva risparmiare tempo e denaro.
Ci è stato detto che sbagliavamo perché cosi avevamo più possibilità di salire.
A noi “ non interessa salire“. A noi interessa che gli Avvocati di Catania abbiano un Coa deciso da loro, nel rispetto della normativa vigente, e non dai Magistrati o da un Ministro.
Noi non cerchiamo poltrone, noi vogliamo essere parte di un Coa forte perché ritieniamo che solo un Coa legittimato può essere propulsore di una nuova Avvocatura che recuperi la propria Dignità e la propria Libertà.
Noi auspichiamo che vengano indette nel più breve tempo possibile nuove elezioni, e che le indica rapidamente il Direttivo uscente ormai scaduto a dicembre, senza l’intervento di autorità esterne come richiesto da alcuni: sarebbe umiliante.
In questi giorni abbiamo tutti commesso degli errori. E l’ Avvocatura catanese ne esce male, tutta l’Avvocatura (non solo gli uscenti o gli incandidabili veri o presunti). Per questo auspichiamo che il percorso che porti a nuove elezioni sia un percorso di Avvocati e che sia interno al nostro Foro.”

La lista “Avvocati Liberi” probabilmente presenterà gli stessi candidati che hanno partecipato alle elezioni poi annullate, nel corso delle quali vantava due primati: era l’unica lista, e forse l’unica in Italia, a proporre come presidente un avvocato donna, la combattiva Monica Foti, ed aveva la candidata più giovane, Francesca Trama classe 1988.

Insomma, il dibattito continua in attesa che chi deve decida cosa fare e, soprattutto, quando.